Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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Le suore sacramentine: "Un grazie lungo 80 anni"
 
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Le Suore Sacramentine a S. Ippolito: un grazie lungo 80 anni.

Fondazione e carisma

La Congregazione delle "SUORE SACRAMENTINE DI BERGAMO", è stata fondata il 15 dicembre 1889 da Madre GELTRUDE COMENSOLI, al secolo Caterina (1847-1903). La Beata Madre Fondatrice, ha vissuto tutta la vita nell'amare e nel fare amare Gesù nell'eucaristia e nella dedizione instancabile ai fratelli più poveri, soprattutto alle giovani derelitte ed abbandonate. - Il suo motto: "Gesù amarti e farti amare" diventa il programma della sua vita. Il Papa, Leone XIII, al quale nel 1880 la Beata espose il suo progetto di fondare un istituto dedito all'adorazione perpetua di Gesù Sacramentato, approvò il progetto, ma le suggerì di unire all'adorazione l'educazione della gioventù. Perciò l'istituto religioso, fondato da Madre Geltrude il 15 dicembre 1882, ha una duplice missione: L'adorazione perpetua diurna e notturna di Gesù Sacramento e l'educazione-istruzione cristiana indirizzata prevalentemente alla gioventù. Il processo di canonizzazione, aperto nel lontano 1928, giunse alla conclusione il 1° ottobre 1989, giorno in cui Madre Comensoli fu proclamata beata da Giovanni Paolo II. Attualmente è in corso a Roma il processo di canonizzazione.

Le missioni
Nel 1939-1943 l'Istituto presta la sua opera ad Harar in Africa orientale e nel 1940-1951 ad Honan in Cina. Nel 1946 le Suore Sacramentine attraversano l'oceano per la prima missione in Brasile, che continua ancora oggi con 15 comunità distribuite in 4 stati. Attualmente le Sacramentine operano anche in Malawi (con 4 comunità), in Kenya (con 2 comunità: Nairobi e Rongo), in Ecuador (con 6 comunità) e in Italia, naturalmente con circa 89 comunità.

Cenni storici
Le origini del nostro quartiere e della nostra parrocchia risalgono al 1922, quando P. Leone Ossola da Caluso, frate cappuccino piemontese, fu nominato parroco a S. Lorenzo al Verano. In quegli anni il territorio di quella parrocchia, in piena periferia romana, era così vasto che i confini non erano neanche ben determinati. Compresi tra la via Nomentana e la via Prenestina arrivavano oltre l'attuale raccordo anulare. A pochi anni dalla fine della Grande Guerra la trascurata periferia romana si poteva considerare, senza esagerazione, terra di missione con una popolazione in gran parte poverissima, che viveva in baracche in uno scenario agricolo fatto di campi e allevamenti ovini. In questo contesto, per la sua opera evangelizzatrice P. Leone volle al suo fianco, oltre ai frati cappuccini piemontesi, le Suore Sacramentine di Bergamo che chiamò nel 1926. Uomo di grande cultura, conosciuto e stimato a Roma, dalle spiccate doti di oratore ed organizzatore, aveva particolarmente a cuore per il suo ministero l'Eucaristia e l'educazione: proprio il carisma delle Suore Sacramentine di Bergamo.

"Le prime suore sacramentine venute a Roma abitavano a Via Dalmati nel quartiere di S. Lorenzo al Verano. Vi era parroco allora P. Leone da Caluso - ora Vicario Apostolico di Harar - il quale ebbe dal Governatorato di Roma una baracca in legno che aveva già servito al ricovero dei soldati in tempo di guerra (1915-1919) - detta baracca situata nel quartiere detto di Portonaccio (ove ora sorge il campo sportivo) e fu adibita dallo stesso Parroco ad asilo, laboratorio, refettorio materno, e scuola catechistica per tutti, grandi e piccoli. Le prime suore con spirito veramente missionario vi tornavano ogni mattina - dalla residenza di Via Dalmati e accolti i 150 bambini poveri, delle case popolari, avevano cura di disporli all'ombra ed all'asciutto perché c'era anche dentro pioggia e sole come fuori - tanto che spesse volte capitò alle buone suore di far scuola in aula ad ombrello aperto. Ogni domenica si celebrava la S. Messa e il Rev.do P. Felicissimo dei Cappuccini di S. Lorenzo teneva una breve istruzione religiosa all'aperto per gli adulti, mentre le suore insegnavano il catechismo ai più piccoli. Nel pomeriggio la baracca era ancora aperta e le suore erano ancora là per attendere tutte quelle giovani che volevano ricrearsi santamente con loro. A sera, le figliuole erano una cinquantina e più, accompagnate dalle suore, si recavano alla Basilica di S. Lorenzo per la funzione e la benedizione." (Dalle Cronache delle Suore Sacramentine, 1926)

La sollecitudine delle Suore suscitò la formazione della prima associazione: la Gioventù Femminile Azione Cattolica che avvenne nel 1928 nella prima cappella situata in una ex baracca militare. Impellente era il problema dei bambini: tanti, poveri e spesso trascurati. Così P. Leone propose ad una benefattrice la costruzione di un asilo:
"Nell'anno 1930 la Contessa Hella Della Torre e Tasso (ora Principessa al Castel Duino Trieste) visitava la baracca e dietro invito del Commendator Avvocato Gancia amico di P. Leone, assicurava a quest'ultimo quanto gli era necessario per la costruzione di un Asilo ($40,000). Nella primavera stessa di quell'anno si iniziarono i lavori di costruzione su una striscia di terreno regalata a P. Leone dall'Istituto Case Popolari. La costruzione dell'Asilo venne affidata alla ditta Caroni, l'Architetto Lorenzo Casorelli. Il 19 maggio vi fu il rito per la posa della prima pietra, vi intervenne la Principessa e calò lei stessa la pergamena nel primo scavo. Il 15 dicembre dell'anno 1930 sei suore con la superiora Suor Maurina Tonsi potevano già abitare provvisoriamente il nuovo asilo." (Dalle Cronache delle Suore Sacramentine, 1930)

"Il 4 gennaio del 1931 venne fatta solenne inaugurazione. Presenti vi erano: Sua Eccellenza il Cardinal Pompili, la Principessa benefattrice, il Ministro del Governatorato Av.to Gancia, il primo amministratore dell'Asilo Av.to Signor Moris ed altre personalità. Assistevano Sua Eccellenza il Cardinal Pompili il Molto Rev.do P. Leone da Caluso Parroco di S. Lorenzo al Verano, al quale si deve la costruzione; P. Amatore vicario di S. Lorenzo al Verano; P. Serafino da Fossano ora parroco di S. Ippolito; P. Felicissimo ora cappellano militare fra i Legionari di Spagna.
All'indomani della inaugurazione l'asilo venne abitato da una folla di bimbi, tutti quelli che erano nelle baracche, più tutti gli altri più timidi che fino allora non si erano fatti vedere e che le Suore, da brave missionarie, avevano invitato con un sopraluogo nelle case popolari. La quota mensile per i bambini dell'Asilo era fissata in £10 per chi la poteva pagare, i più poveri erano completamente gratuiti. I bimbi prendevano la refezione calda e portavano da casa, nel canestro, pane e companatico." "P. Leone come fondatore e amministratore dell'Asilo veniva da tutti considerato come il proprietario ed anche civilmente la casa fu intestata a Lui come Parroco di S. Lorenzo. Per quanto riguarda l'abitazione è riserbata alle Suore Sacramentine di Bergamo le quali dovranno sempre tenere in detto Asilo una scuola per i bimbi dai tre ai sei anni.
" (Dalle Cronache delle Suore Sacramentine, 4 gennaio 1931)

L'Asilo divenne subito il centro delle attività delle Suore Sacramentine nella nostra zona  e fungeva da succursale, con la sua cappella, per le funzioni religiose fino alla costruzione della chiesa di S. Ippolito. Dal settembre 1932 le Suore iniziarono a gestire anche un refettorio materno affidato loro dall'opera Mat. Infanzia (il cui Presidente era l'on. Sentore) presso due stanzette in un seminterrato a Via Arduino, nei locali del II lotto messe a disposizione dall'Istituto Case Popolari. Nel 1933 per organizzare i numerosissimi bambini si fondò l'Azione Cattolica parrocchiale con tutte le sottosezioni fino alle piccolissime. L'anno successivo si aggiunsero anche i Crociatini dell'Eucaristia e nel 1935 le Crociatine. I Crociatini avevano una propria divisa bianca con nastri rossi e sul petto una croce d'oro. Nel febbraio 1934 le Suore furono in grado di aprire l'Asilo come scuola elementare privata anche se con un solo alunno (Pietro Ippoliti), in attesa dell'autorizzazione dalle autorità civili e religiose che ottennero per l'anno scolastico 1935-36.
Il 23 dicembre 1934 venne benedetta la nuova chiesa di S. Ippolito, vi si trasferirono alcuni frati piemontesi provenienti da S. Lorenzo al Verano dando vita alla nuova parrocchia. La collaborazione con le Suore continuò ad essere strettissima e fruttuosa, presso l'Asilo le Suore si occuparono essenzialmente delle organizzazioni femminili dalle bambine alle giovani, e gli ampi spazi della struttura dell'Asilo furono messi a disposizione della parrocchia. Facendosi interprete della riconoscenza dei parrocchiani nell'ottobre 1938 P. Serafino da Fossano, primo parroco di S. Ippolito, pose una lapide all'ingresso dell'Asilo in ricordo della donazione della Principessa Ella Della Torre e Tasso e di P. Leone Ossola.
I frati, le Suore e le organizzazioni parrocchiali di S. Ippolito divennero subito un punto di riferimento per il quartiere che sorgeva rapidamente, in particolare per le numerose famiglie indigenti per le quali la carità parrocchiale fu spesso l'unico sostentamento.

Durante il conflitto della seconda guerra mondiale il nostro quartiere pagò a caro prezzo la sua vicinanza allo scalo ferroviario di San Lorenzo che venne bombardato per la prima volta nel 1943. Quando il 10 marzo 1944 i lotti delle case popolari furono colpiti durante un bombardamento aereo, la superiora delle Suore Sacramentine, Sr Maria Diletta, ebbe un terribile presentimento dovuto anche ad un sogno premonitore. Decise quindi di chiudere la scuola ai bambini, ed ogni giorno cercò pretesti per allontanare dall'Asilo più Suore che poteva. I suoi timori trovarono fondamento quattro giorni dopo, e salvarono la vita di oltre cento bambini…
"Il 14 marzo 1944 alle ore 11.30 durante un bombardamento aereo viene centrato l'Asilo parrocchiale, periscono 9 suore: Sr Maria Diletta (superiora), Sr Concezione Bolis, Sr Cecilia Crotti, Sr Giansevera Dall'Anese, Sr Armandina Bormetti, Sr Arcangela Bugada, Sr Narcisa Teli, Sr Carmelita Capelli, Sr Minima Valota; e la Sigra Margherita Curti ved. Cambiè.
L'Asilo, bombardato, è distrutto per i due terzi e la parte rimasta è inagibile. Sulle macerie lavorano instancabilmente i padri Cappuccini, i Padri Giuseppini e i Padri Sacramentini. Il corpo della Superiora viene trovato dopo una setttimana di scavi mentre quello di Sr Arcangela non si trova. Gravemente ferita fu Sr Guglielmina. L'unica a rimanere illesa fu una suora che era incaricata della portineria. Le sopravvissute vengono ospitate a Villa Spalletti (data in gestione alle Sacramentine) presso il Quirinale, poi presso la casa madre, poi presso un appartamentino in via Livorno. Continuarono la scuola nel locale del cinema e in altri parrocchiali. Fu eletta Superiora Sr Maurina Tonsi.
" (Dalle Cronache delle Suore Sacramentine, 14 marzo 1944).

Per la ricostruzione dell'Asilo il parroco P. Serafino da Fossano si affidò ancora alla beneficenza della principessa Ella Della Torre che contribuì con £ 2.000.000,00. I primi lavori iniziarono il 4 giugno 1944, a novembre le Suore Sacramentine vi poterono ritornare. La ricostruzione dell'Asilo parrocchiale iniziò nell'ottobre 1946 e terminò nel dicembre 1947, fu ampliato con un secondo piano. Venne benedetto il 9 gennaio 1948 da Mons.Luigi Traglia Vicegerente di Roma e Mons. Leone Ossola.
Con la fine della guerra le attività parrocchiali ripresero con più fervore e nel 1945 presso l'Asilo venne costituito l'Oratorio Maschile che fu affidato alla cura e alla direzione di P. Crescenzio da Jesi.
Per avere un'idea delle attività parrocchiali che si svolgevano presso i locali dell'Asilo quasi tutte curate dalle Suore Sacramentine menzioniamo quelle presenti negli anni 1951-1954:
"La scuola di catechismo maschile e femminile; L'oratorio maschile tenuto dai Padri; L'oratorio festivo femminile tenuto dalle suore; Le bambine e le giovani di Azione Cattolica; La crociata eucaristica dei fanciulli; Le ACLI (numeroso gruppo di domestiche); Gli Scout e le Guide Italiane; Le donne di Azione Cattolica; L'Apostolato della preghiera; Le Dame di Carità; L'Associazione dell'Amore Infinito. Ogni anno si tengono giorni di Esercizi Spirituali per domestiche, per portieri, per commesse in preparazione alla S. Pasqua." (Dalle Cronache delle Suore Sacramentine, 1951).

L'8 giugno 1954 furono riesumate le spoglie delle nove Suore morte nel bombardamento dell'Asilo e sepolte al cimitero del Verano, per ricollocarle in un nuovo loculo sempre al Verano. La lapide della prima sepoltura venne portata nella cappellina dell'Asilo. Le esigenze dell'Asilo crescevano con quelle del quartiere, fu quindi ampliato di tre nuovi locali costruiti sul terrazzo, inaugurati e benedetti dall'allora parroco P. Agatangelo, il 10 novembre 1958.
La dedizione con cui le Suore curavano l'educazione e la preparazione religiosa dei ragazzi portò i nostri Crociatini dell'Eucarestia a vincere il concorso nazionale "Giramondo 1963" indetto dalla Crociata Eucaristica Nazionale. Il direttore P.Filosomi, venne all'Asilo per consegnare il premio con una semplice cerimonia.
Il 12 febbraio 1967 Papa Paolo VI venne in visita pastorale alla nostra parrocchia iniziando dall'Asilo parrocchiale:
"Ore 16.14 l'auto con S.S. Paolo VI entra nel giardino dell'Asilo, lo accolgono S.Em Card Traglia, Mons. Ettore Cunial, S.Ecc Giovanni Canestri Vescovo Aus., S. Ecc Oscar Zanera vescovo ausiliare, il parroco P. Agatangelo, la Madre Generale con il suo Consiglio, la Provinciale e la Superiora della casa delle Suore Sacramentine. Successivamente in processione raggiunge la Chiesa di S. Ippolito dove si svolge il Sacro Rito della Stazione Quaresimale." (Dalle Cronache delle Suore Sacramentine, 12 febbraio 1967).
Per l'occasione la scuola venne intitolata: "Scuola Elementare Paolo VI."

Diciassette anni dopo, in occasione del 50° della parrocchia un altro Papa fece visita alla nostra parrocchia: S.S. Giovanni Paolo II, era il 12 febbraio 1984. La visita iniziò presso l'Asilo delle Suore Sacramentine incontrando i bambini ed i ragazzi.
Nel settembre 1985 i frati cappuccini lasciarono (per ultima) la parrocchia di S. Ippolito tornando definitivamente in Piemonte. La parrocchia venne affidata al clero diocesano. P. Maurilio da Busca, ultimo parroco cappuccino, si trattenne fino al 3 novembre 1985, salutato con una solenne celebrazione presieduta da Mons. Ennio Appignanesi, nuovo Vicegerente di Roma, al termine della quale si recò presso l'Asilo per il saluto alle Suore Sacramentine.
Dall'anno scolastico 1989-90, per vari motivi, le Suore si videro costrette a chiudere gradualmente, la "Scuola Elementare Paolo VI". Fu un altro duro colpo, dopo quello della partenza dei frati, per la comunità di S. Ippolito che reagì ma senza trovare soluzioni soddisfacenti. L'anno scolastico 1993-94 fu l'ultimo anche per la scuola materna, dopo aver educato oltre 50 generazioni l'Asilo parrocchiale chiudeva i battenti nel giugno 1994. L'edificio scolastico fu venduto dal Vicariato all'AGESCI con grave danno per le attività parrocchiali che utilizzavano i suoi spazi. Le Suore Sacramentine non abbandonarono comunque il servizio alla parrocchia, presenti con una piccola comunità che il 7 aprile 1995 si trasferì nella parte ristrutturata dell'ex edificio scolastico dove fu ricavato un piccolo appartamento con ingresso in Via S. Ippolito 13.
Nel luglio 1998, sotto pressione dei responsabili dell'AGESCI, le Suore decisero di lasciare l'appartamento ed il parroco Don Ettore Parretti offrì loro un appartamento ricavato dai locali parrocchiali dell'ex centro giovanile con ingresso in Viale delle Provincie. Vi si trasferirono il 24 maggio 1999 rimanendovi fino a giugno 2006, quando dopo 80 anni di presenza a S. Ippolito le Suore Sacramentine di Bergamo lasciano la nostra parrocchia.

A ricordo di tutte le Suore che hanno fatto parte della comunità di S. Ippolito citiamo l'elenco delle superiore.

Sr. MAURINA TONSI            1930 - 1932
Sr. DILETTA ANGIOLETTI     1932 - 1944
Sr. LAURINA STEFANONI      1945 - 1948
Sr. CONTARDA FUMAGALLI   1948 - 1950
Sr. ANNUNZIATA MORONI     1950 - 1954
Sr. CARLOTTA ZUCCHETTI   1954 - 1955
Sr. FLAMINIA NAZZARI        1955 - 1956
Sr. DANIELA VALSECCHI      1956 - 1962
Sr. CARLOTTA ZUCCHETTI   1962 - 1969
Sr. AUGUSTA VITARI           1969 - 1973
Sr. DOROTEA DOLCI            1973 - 1979
Sr. SOFIA GRAZIA               1979 - 1984
Sr. ALMA CAIAZZO              1984 - 1986
Sr. ANGIOLETTA BONALUMI   1986 - 1989
Sr. SERENA NAPOLITANO      1989 - 2001
Sr. PIER ERMINIA ROSSONI    2001 - 2004
Sr. GABRIELLA BONA            2004 - 2006

(Contenuti della mostra storica di ottobre 2006 a cura di Andrea P.)

 


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