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La
vita del santo
Ippolito di Roma,
santo. Teologo e scrittore (m. 235 o 236); greco, discepolo di s. lreneo, fu a Roma avversario deciso di papa Callisto e fu eletto, contro
questo, vescovo dai suoi partigiani; seguace della teologia del logos, a
contatto con la corte imperiale dei Severi (come sembra probabile) e,
forse, di Giulio Africano, attenuò progressivamente il millenarismo del
suo maestro. Deportato in Sardegna da Massimino il Trace (235) assieme al
papa Ponziano (già suo avversario, con cui si riconciliò), vi morì
martire. Il suo corpo fu deposto un 13 agosto (235 o 236) nel cimitero
sulla Via Tiburtina che porta il suo nome, lo stesso giorno in cui il
corpo del papa era deposto nel cimitero di Callisto. La sua fama di
scrittore, rimasta viva (come provano le traduzioni) in Oriente, fu in
Occidente - nonostante la scoperta (1551) di una mirabile statua (III
sec.) di lui seduto (attualmente al Museo Cristiano Lateranense), mutila
ma con un catalogo delle sue opere inscritto su un lato della cattedra
(sull'altro è inscritto invece un ciclo pasquale) - rinnovata anch'essa
soltanto con la scoperta (avvenuta nel 1842) dei libri III-X dell'opera
contro le eresie, di cui si conosceva il I, confuso con i Philosophumena
di Origene; onde quel titolo è dato spesso anche all'opera di Ippolito. La
tesi principale di essa è che tutte le eresie sono ispirate dalle dottrine
dei filosofi greci; ma tra esse Ippolito annovera anche quella da lui
attribuita a Callisto, di cui combatte altresì l'atteggiamento nella
questione della penitenza. Ippolito scrisse di esegesi (commento a
Daniele, giunto in greco e in paleoslavo; al Cantico dei Cantici, in
georgiano e frammenti greci, ecc.); Sulla risurrezione (giunta in greco e
in siriaco) Sull'Anticristo (in greco); Contro Artemone (frammenti). Sono
perduti gli scritti Sulla Pasqua (ma parte [dal 222 al 234] del ciclo
compilato da Ippolito è inciso, come si è detto, sulla statua), il
Syntagma contro le eresie, la cui tentata ricostruzione ha dato molto da
fare e a cui alcuni ritengono appartenere un Frammento contro l'eresia di
Noeto. Non si sa se le parole "Sui Carismi Tradizione apostolica" nella
ricordata iscrizione si riferiscano a una sola opera o a due; con la
seconda si è identificato di recente il cosiddetto Ordinamento apostolico
egiziano, importantissimo per la storia dell'organizzazione ecclesiastica
e della liturgia. Ne è ben certo appartengano allo scritto di Ippolito
contro Caio di Roma i Capitula citati da Dionigi Bar Salibi. (tratto dall'Enciclopedia Treccani)
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