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I parroci
I parroci a S.Ippolito: P. Leone da Caluso, P. Serafino da Fossano, P. Agatangelo da Cuneo, P. Bruno da Torino, P. Maurilio da Busca (frati minori cappuccini) e poi Don Ettore Parretti, Don Enrico Feroci (preti diocesani). Ecco delle brevi biografie che ci aiutano a conoscerli ed apprezzarli.
Padre Leone da Caluso fondatore della parrocchia e primo parroco dal 1935 al 1937
Giacomo Ossola nacque il 12 maggio 1887 a Vallo di Caluso (Torino).
Giovanissimo entrò nel Seminario dell’Ordine Francescano e nel 1903 pronunciò i voti prendendo il nome di frate Leone. Nel 1908, primo tra i cappuccini piemontesi, venne a Roma dove perfezionò i suoi studi diplomandosi dapprima all’Istituto Leoniano di Alta Letteratura e conseguendo poi il baccelierato in Diritto Canonico. Ricevette l’ordinazione sacerdotale il 28 ottobre 1909 a Torino e fu inviato a Busca (Cuneo), come direttore e professore dello studentato dei Padri Cappuccini piemontesi. Per il suo intenso apostolato sociale vi fu nominato cittadino onorario. Subito dopo la grande guerra venne richiamato a Roma come membro della Segreteria Generale dell’Ordine (1919-1923).
Il 27 settembre 1922 P. Leone da Caluso fu eletto superiore e parroco della Patriarcale Basilica di S. Lorenzo fuori le mura. La parrocchia, in quel tempo vastissima, abbracciava cinque succursali: Ponte Mammolo, Pietralata, Casal Bertone, Tiburtino terzo e Tiburtino secondo. Padre Leone vi svolse un’intensa attività pastorale, avendo una particolare attenzione per i poveri e i disoccupati e dando un'eccezionale vitalità al territorio parrocchiale con la costruzione, in pochi anni, di Cappelle, asili infantili ed opere varie. Intanto sorgeva il quartiere Italia e P. Leone affittò delle vecchie baracche militari che adibì ad asilo ed a Cappella, affidandole alle Suore Sacramentine di Bergamo. La Principessa Ella Della Torre e Tasso gli fornì i mezzi per la costruzione di un asilo infantile da destinare ai bambini del quartiere, inaugurato nel 1931. L'anno successivo iniziarono i lavori di costruzione della chiesa di S. Ippolito che terminarono alla fine del 1934.
Il 26 maggio 1935, con l’erezione canonica della Parrocchia di S. Ippolito, il Cardinale Vicario ne affidò la cura ai Padri Cappuccini del Piemonte. Fu così che a P. Leone vennero affidate due parrocchie contemporaneamente. I parrocchiani lo amarono per le sue doti di grande oratore ed organizzatore e per l'atteggiamento di familiarità, nonostante l'eminente figura. Stimato e conosciuto in tutta la Diocesi, il Collegio dei Parroci lo elesse, per ben due volte, Camerlengo di Roma e Papa Pio XI lo volle predicatore in Vaticano durante un corso di esercizi spirituali (1933). S. Ippolito divenne così un "alveare" pieno di attività, come dirà poi Paolo VI, che la portò ad essere conosciuta in Roma come "la piccola basilica", tanto da ospitare il 27 maggio 1937 la chiusura del Congresso Eucaristico Diocesano. Il 22 settembre dello stesso anno, Papa Pio XI nominava P. Leone Vescovo titolare di Salona e Vicario Apostolico di Harar in Etiopia.
Il 17 ottobre veniva consacrato vescovo nella Basilica di S. Lorenzo fuori le mura, alla presenza di numerose autorità e di una moltitudine di fedeli. Il suo stemma vescovile era rappresentato da un leone tra i palmizi con il motto: "Pro Domino rapiens et rugiens". Stabilitosi ad Harar nel gennaio del 1938, Mons. Ossola si prodigò con una vasta opera missionaria costruendo il seminario, la cattedrale, chiese, orfanotrofi, lebbrosari e fondando un monastero di suore. P. Leone rimase sempre affezionato e spiritualmente legato alla parrocchia di S. Ippolito, fu lui infatti che la consacrò il 4 ottobre 1938.
Costretto dalle vicende belliche a rientrare in Italia nel 1942, fu successivamente nominato vescovo della Diocesi di Novara. Finita la guerra, Mons. Ossola fu in prima linea nell’opera di ricostruzione: in soli otto anni seppe esplicarvi un'opera così vasta e profonda che la città di Novara gli eresse un monumento di riconoscenza. Debilitato dalle fatiche e da un male incurabile, il 2 gennaio 1951 rinunciava alla sede di Novara e veniva nominato, per i suoi meriti, Arcivescovo titolare di Gerapoli di Frigia.
Il 7 ottobre 1951 moriva a Brescia, le sue spoglie riposano ora nella cripta della cattedrale di Novara.
Padre Serafino da Fossano secondo parroco dal 1938 al 1954
Cesare Toselli nacque a Fossano (Cuneo) il 15 agosto del 1883.
In giovane età entrò nel noviziato dei Padri Cappuccini del Piemonte prendendo il nome di frate Serafino. Dopo la sua ordinazione sacerdotale fu incaricato per alcuni anni dell'insegnamento nel seminario serafico di Revello, finché fu chiamato alle armi allo scoppiare della grande guerra. Prestò servizio nell'esercito italiano prima come soldato del corpo sanitario e quindi come cappellano militare sia negli ospedali sia con le truppe operanti.
Nel 1922 fu tra i primi Cappuccini Piemontesi che si trasferirono alla Basilica di S. Lorenzo fuori le mura e collaborò all'attività parrocchiale nel nascente quartiere Italia.
Infatti, quando ancora la cappella di S. Ippolito era situata nelle baracche provvisorie, P. Serafino fu tra i padri che dalla residenza di S. Lorenzo avevano la cura della prima popolazione della zona. I frati erano coadiuvati dalle Suore Sacramentine che dal convento in via dei Dalmati venivano a curare la cappella provvisoria, l'asilo infantile, le scuole di catechismo e il laboratorio femminile. Con l'erezione della nuova parrocchia di S. Ippolito, Padre Serafino entrò a far parte della prima comunità di frati. P. Leone, divenuto vescovo, lo designò poi come suo successore.
Animo semplice, pio, modesto e generoso, si assunse con trepidazione la direzione della parrocchia, ormai bene avviata, guidandola con dedizione amorevole e assiduo lavoro per 17 anni. Gli anni della sua reggenza di S. Ippolito coincisero con il periodo dolorosissimo della seconda guerra mondiale e della distruzione dell'asilo parrocchiale avvenuta il 14 marzo 1944. Quel giorno nove Suore Sacramentine e la mamma di P. Ermanno Cambié, mentre erano riunite in adorazione nella cappella della casa, persero la vita nel bombardamento che distrusse anche un vicino palazzo dell'Istituto Autonomo delle Case Popolari. In quell'occasione Padre Serafino non trascurò nulla di quanto gli fu possibile per animare, soccorrere e confortare chi ne aveva bisogno. Finita la guerra, Padre Serafino si adoperò per la ricostruzione dell'asilo, parte vitale della parrocchia. Arricchì inoltre la chiesa con nuove opere, la prima delle quali fu il pregevole affresco del Prof. Orazio Amato raffigurante la "Gloria di S. Ippolito". In esso alcuni personaggi hanno i volti di religiosi presenti allora nella casa parrocchiale: in particolare, il volto di S. Ippolito è quello del P. Bernardino Allasia da Villafranca Piemonte, religioso di grandissimi meriti che fu inviato a S. Ippolito nel settembre del 1938 e fu prezioso collaboratore di P. Serafino.
L'opera instancabile di P. Serafino proseguì finché le forze non gli vennero meno. Nel settembre del 1953, colpito da trombosi cerebrale, fu impossibilitato a proseguire nel suo ufficio di parroco che per un breve periodo venne affidato a P. Rodolfo da Busca. Dopo aver dato le dimissioni e consegnata la parrocchia al nuovo parroco P. Agatangelo da Cuneo, nell' ottobre 1954 si ritirò a Cuneo per proseguire nelle cure mediche ma, aggravatosi, vi morì il 17 settembre 1955.
Padre Agatangelo da Cuneo terzo parroco dal 1954 al 1971
Luigi Graffino nacque a Cuneo il 5 aprile 1909.
Intraprese la vita religiosa a quindici anni, pronunciò i voti perpetui nell'Ordine dei Cappuccini il 12 luglio 1930 con il nome di frate Agatangelo e fu ordinato sacerdote a Saluzzo il 12 marzo 1932. Laureatosi in Teologia a Torino, fu per quattro anni assistente e insegnante dei piccoli Seminaristi; si dedicò poi all'attività missionaria in Etiopia dove rimase dal 1936 al 1940 come collaboratore di P. Leone. Durante la guerra fu cappellano militare del 34° Rgt. Fanteria sul Don in Russia. Rimpatriato fortunosamente, non gli fu evitata la dura esperienza dei campi di prigionia in Algeria e Marocco fino al 1946. Giunto in Italia, prestò la sua preziosa collaborazione a S. Ippolito dal 1946 al 1949 quando ritornò in Piemonte.
Fu nominato parroco di S. Ippolito il 7 giugno 1954 in seguito alle dimissioni di P. Serafino.
Uomo di grande intelligenza e di vasta cultura, buon organizzatore, aperto ai segni dei tempi, oratore chiaro ed efficace, diede grande importanza alla predicazione ordinaria e straordinaria quali il quaresimale, il mese di maggio e le novene. Seppe dare fiducia ai sacerdoti suoi collaboratori ed ai laici responsabili dei numerosi gruppi. Curò soprattutto la catechesi in preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima che affidò alle Suore Sacramentine, l'assistenza ai poveri, l'organizzazione delle associazioni parrocchiali; diede anche vita al gruppo delle Adoratrici del SS. mo Sacramento. Costruì nuove sedi annesse alla chiesa, all'Oratorio e all'asilo parrocchiale. Abbellì la chiesa con le vetrate istoriate, i due quadri absidali, i graffiti sugli altari laterali, il rinnovamento dell'organo, il rifacimento dell'altare ed il restauro del battistero. Attento al dialogo tra fede e cultura, fu ardente promotore di conferenze e dibattiti. Sensibilizzò l'opinione pubblica al problema della povertà nel quartiere, ottenendo nel 1958, dopo tre anni, l'assegnazione da parte del Comune di 150 alloggi a favore della popolazione vivente nelle baracche nel comprensorio della Stazione Tiburtina e di Villa Narducci. Ebbe l'onore di accogliere a S. Ippolito Papa Paolo VI in visita pastorale il 12 febbraio 1967.
Il 6 settembre 1971, dopo ben 17 anni, lasciò la guida della parrocchia a P. Bruno, quando fu chiamato a curare, insieme a P. Rinaldo, la nascente comunità di Castel Giubileo. Vi rimase per 8 anni e con gioia vide consacrata la nuova chiesa prima di ammalarsi. Morì a Roma il 30 marzo 1981.
Padre Bruno da Torino quarto parroco dal 1971 al 1977
Bruno Caminale nacque a Torino il 24 Marzo 1934.
Il 31 luglio 1950 entrò in convento e, preso il nome di frate Vittorino, il 9 Febbraio 1958 venne ordinato sacerdote. Nel 1961 giunse a S. Ippolito e qui rimase fino al 1966 come vice-parroco.
La sua attività per la parrocchia fu intensa: assistente dei gruppi dei Fanciulli Cattolici Juniores e Seniores dell'Azione Cattolica, collaboratore con P. Crescenzio nell'assistenza dell'Oratorio, promotore nel 1965 del gruppo della Legio Mariae. Dall'aprile 1966 all'agosto 1971 fu a Torino come cappellano della RAI.
Nel settembre dello stesso anno, nominato parroco a S. Ippolito, tornò a Roma assumendo il proprio nome di battesimo, Bruno. Riprese le attività che lo avevano visto impegnato negli anni precedenti e dovette affrontare le difficoltà che attraversavano il mondo giovanile negli anni ’70 e determinarono anche la crisi del Gruppo Scout, sospeso per un anno dalle attività parrocchiali. Dal 1973 si prese cura del Gruppo della Parola di Dio, dell'Azione Cattolica Giovani, dell'assistenza ai ragazzi nei vari campi scuola. Nel 1974 diede vita alla prima delle quattro comunità neocatecumenali. Nel 1975, in occasione dell'Anno Santo, P. Bruno organizzò insieme a P. Gioia la prima Missione Popolare tenuta a Roma in collaborazione con i Frati Cappuccini. Nel 1977, nominato parroco al Sacro Cuore di Torino, consegnò la parrocchia di S. Ippolito al nuovo parroco, P. Benigno Cismondi da Busca, che però rinunciò all'incarico dopo qualche mese. Padre Bruno vive attualmente a Chivasso (Torino).
Padre Maurilio da Busca quinto parroco dal 1977 al 1985
Giovanni Beltramo nacque a Busca il 15 Agosto 1924.
Entrò in convento il 16 Agosto 1939 e, preso il nome di frate Maurilio, fu ordinato sacerdote il 23 febbraio 1947. Venne a S. Ippolito in occasione dell'Anno Giubilare del 1950 e vi rimase fino al 1960 quando tornò a Torino. In questo periodo fu assistente, insieme a P. Agostino, del settore giovanile, collaboratore di P. Crescenzio alle attività dell'oratorio e instancabile docente di religione, al punto di avere fino a 31 classi in un anno nelle scuole del quartiere.
Nel 1977 ritornò a S. Ippolito come parroco. Pur non dimenticando il suo impegno concreto a favore della parrocchia, l'eredità di P. Maurilio è da ricercarsi soprattutto nel suo grande senso pastorale, frutto della lunga esperienza di parroco e di confessore, impegnato fra i ragazzi delle scuole, fra gli Scouts, fra i giovani dell'oratorio, oltre che nell'apostolato silenzioso fra gli ammalati della parrocchia. In occasione del 50° anniversario della fondazione della parrocchia e del 25° della sua consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, P. Maurilio fu promotore della Missione Popolare affidata ai frati che erano stati in S. Ippolito negli anni precedenti. La Missione fu aperta dalla visita di Papa Giovanni Paolo II il 12 febbraio 1984. Un incontro ancora vivo nella memoria di molti e degli stessi frati che furono colpiti dalle energie e dalla vitalità dimostrate dal Santo Padre nell'incontrare tutte le realtà parrocchiali.
Purtroppo, dopo tale gioioso evento, P. Maurilio dovette gestire la difficile situazione del ritiro dei frati da S. Ippolito. Nonostante la sua disponibilità e l'impegno profuso, tale evento fu vissuto dai parrocchiani in maniera traumatica, già prevedendo anni difficili per la vita parrocchiale.
Il 1 settembre 1985, durante il vicariato del Cardinal Poletti che, sacerdote a
Novara, aveva conosciuto P. Leone, S. Ippolito veniva
consegnata al clero diocesano con la nomina del nuovo
parroco. Fu così che dopo 50 anni di duro lavoro a sostegno
non solo spirituale del quartiere che videro nascere e
svilupparsi, i frati tornarono nella loro terra piemontese.
P. Maurilio ebbe vari incarichi e qualche anno fa chiese di
andare al convento di Busca, sua terra natale, dove il
Signore lo ha chiamato a sè il 27 Ottobre 2005, le sue
spoglie riposano ora nel cimitero cittadino.
P. Maurilio fu sempre profondamente legato alla
nostra parrocchia. Ricordava con gioia, ponendoli tra i più
belli del suo ministero sacerdotale, gli anni tra il ‘50 e
il ‘60 quando, giovane frate, arrivò a S. Ippolito
dedicandosi alla formazione di generazioni di giovani.
Giovani che gli sono sempre rimasti nel cuore, come disse qualche mese
prima di morire:
“anche se talvolta non mi sovvengono più i nomi, li ho
tutti presenti nella mente ed ogni giorno prego per loro…”.
Lo abbiamo ricordato nel trigesimo con una solenne
celebrazione. Numerosi gli “ex giovani” che lo hanno avuto
come assistente all’oratorio, così come gli Scout, le
persone che hanno collaborato con lui e quelle che hanno ricevuto una parola di conforto, un
aiuto, un sostegno, sempre uniti ad un sorriso anche nelle
situazioni più avverse. Anche chi lo ha conosciuto per poco
tempo, come D. Enrico, lo ricorda per l’umiltà la
sensibilità e la delicatezza di un uomo profondamente
spirituale, animato dalla Parola di Dio.
Preziosissimo fu il suo contributo per la ricostruzione
dell’archivio storico parrocchiale.
La sua ultima visita alla nostra parrocchia risale al 6
Gennaio 2005 in occasione del 60° anniversario dello
scoutismo a S. Ippolito.
Ci ha scritto chi gli è stato vicino negli ultimi momenti:
“… era sereno, contento di riabbracciare i suoi cari
nella casa del Padre ha affrontato la sua malattia con uno
spirito invidiabile, con tranquillità, con la fede che lo ha
supportato in tutti questi anni... attorno a lui c'era un
alone di pace e amore che nessuno ha potuto ignorare:
chiunque abbia fatto visita alla sua salma non ha potuto
fare a meno di sottolineare come fosse sorridente e sereno e
come emanasse pace...”
Don Ettore Parretti sesto parroco dal 1985 al 2004
Don Ettore Parretti è nato il 6 febbraio 1940, ordinato nel 1963, fino al 1965 è al Seminario Minore. Dal 1965 al 1967 è vice parroco a Casal Bertone e quindi nominato parroco a S. Domenico di Guzman nella borgata di cinquina. Il 1 settembre 1985 è nominato parroco a S. Ippolito.
Tra le
attività che ha promosso ricordiamo quelle a favore delle
persone emarginate, come il servizio mensa in parrocchia e
di un luogo per ospitarli, la preparazione di volontari (per
l'assistenza in strada in particolare presso la Stazione
Tiburtina) e la costante sensibilizzazione della parrocchia
verso questa problematica. Negli ultimi anni si è prodigato
anche nella ristrutturazione della chiesa con la
tinteggiatura interna, il rifacimento della pavimentazione e
l'acquisto di nuove statue e di un nuovo leggìo.
Svolge il suo incarico fino al 9 marzo 2004 quando il vice
parroco Don Alberto Papotti viene nominato amministratore
parrocchiale. Il cuore affaticato di Don Ettore si è fermato
per infarto la sera del 15 gennaio 2006. Le esequie si sono
svolte a S.Ippolito presiedute dal S.Em. Card. Vicario
Camillo Ruini e concelebrate dai numerosi sacerdoti che lo
hanno conosciuto.
“Vide un fratello in ogni essere umano, al di là di
pregiudizi, diversità o distinzione sociale, e seppe amarlo
con slancio, senza limiti né condizioni”
E’ il pensiero che sintetizza veramente quello che Don
Ettore è stato, quello che ha fatto, il suo lavoro, il suo
servizio, soprattutto in questa comunità parrocchiale, che
si è distinta proprio per la carità, per il servizio agli
altri, per essere presente a coloro che avevano bisogno!
Mons. Enrico Feroci settimo ed attuale parroco dal 2004
Mons. Enrico Feroci è nato il 27 agosto 1940. Ordinato sacerdote il 13 marzo 1965, è per un anno assistente al Pontificio Seminario Romano Minore e successivamente (1966-68) al Maggiore, dal 1968 al 1976 ritorna al Seminario Minore come vice-rettore. Continua ad esercitare il suo ministero nella parrocchia di S. Frumenzio come vice-parroco prima (1976-1980) e parroco poi (1980-2004). E' stato nominato parroco a S. Ippolito il 1 luglio 2004. |
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