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Le
origini della parrocchia
La chiesa di S.
Ippolito può essere considerata
una delle parrocchie più antiche tra quelle costruite nei quartieri
residenziali sorti a Roma negli anni '30. Il quartiere Italia che la ospita,
sorse intorno al 1925 ed ebbe uno sviluppo edilizio celerissimo ed
imponente. Le prime case popolari (nella zona di piazza Pontida) risalgono
al 1926, in luoghi di aperta campagna tanto che sui primi
palazzi vi era scritto: «Ubi erat silva et umbra nunc vita et amor»
("Ove erano piante ed
ombra, ora ci sono vita e amore"). La Parrocchia di S. Ippolito fu voluta da Papa Pio XI e
dal Cardinal Vicario Basilio Pompili di Spoleto (1858-1931). Pio XI volle
dedicata la nuova chiesa parrocchiale a S. Ippolito martire, di cui si fa
memoria liturgica il 13 agosto. La chiesa prende il nome dal vicino
Cimitero o Catacomba di S. Ippolito di Roma che si estende sulla sinistra
della via Tiburtina e il cui ingresso principale è sito sul vicolo dei
Canneti. La catacomba risale alla metà del III secolo, ed è ricordata
dagli antichi itinerari dei pellegrini, purtroppo poco rimane di questa,
ad eccezione della famosa cripta del martire. Il grande Archeologo
Giovanni Battista de Rossi, nella sua prima esplorazione del 1862,
descrive le rovine della storica cripta accompagnate da un complesso
architettonico con grandi archi di opera laterizia. La Chiesa di S.
Ippolito fu benedetta il 23 dicembre 1934 dal Segretario generale del
Vicariato Mons. Francesco Pascucci (1870-1945). Fu aperta definitivamente
al culto il successivo 29 dicembre, anche se l’erezione canonica porta la
data del 26 maggio 1935, con decreto firmato dal Cardinale Vicario
Francesco Marchetti-Selvaggiani di Roma (1871-1951). Il riconoscimento
civile con Regio Decreto avvenne il 27 febbraio 1936. Il territorio
parrocchiale, piú ampio dell'attuale, fu ricavato da quello di S. Agnese
fuori le mura, e di S. Lorenzo fuori le
mura. |
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