All'inizio degli anni '60 si pensò di abbellire la chiesa rinnovando le
finestre ad arco che corrono lungo le pareti laterali della chiesa. Si
volle cioè sostituire i vetri di colore giallo (come il finestrone rimasto dietro le canne dell'organo) con delle vetrate istoriate
policrome. L'opera, seguita da Padre Umberto Lovera, fu possibile attraverso
donazioni di famiglie della parrocchia e venne affidata nel 1963 a Luciano Vinardi.
Le vetrate furono terminate nel 1964 in occasione del 30° anno della parrocchia.
Il lavoro consistette in:
- 20 finestre a arco che attraverso simboli
rappresentano (in senso orario): "La Santità", "La
Grazia", "Il divin Fuoco", "L'Eucaristia", "La legge di Dio"; i
Consigli evangelici
"Obbedienza", "Castità", "Povertà"; le virtù
cardinali "Temperanza", "Fortezza",
"Giustizia", "Prudenza"; le virtù teologali "Fede", "Speranza", "Carità";
la Trinità
"Padre", "Figlio", "Spirito Santo"; "I Simboli della Passione", "Il Volto Santo".
-
2 finestre circolari: "Il nome di Gesù", "Il nome di Maria".
Non sappiamo se queste vetrate siano state poste a modo di percorso spirituale man mano che ci si
avvicina all'altare oppure no.
Inoltre:
-
2 finestre grandi ad arco: "La cena di Emmaus", posta sul lato destro
del presbiterio; "S. Francesco e la natura" posta sul lato dell'altare di
S. Francesco.
-
3 finestre ad arco poste sulle porte minori: "Janua Coeli", "Domus Dei", "Agnus Dei".
- 1 finestra ad arco posta sulla porta centrale: "Il simbolo francescano"
(andata perduta negli anni '90).
Negli anni 2002-2004 l'allora parroco Don Ettore Parretti volle realizzare altre
vetrate artistiche seppure su finestre secondarie.
"Eucaristia" vetrata istoriata cm 330x120 posta sul lato destro
dell'altare sotto "La cena di Emmaus". L'opera intende formalizzare un messaggio di speranza. Il popolo degli
uomini, solo e sperduto nel cosmo, imprigionato nelle trame sociali e
psicologiche che lui stesso ha costruito e nei dubbi esistenziali che fanno
parte della sua natura, si affolla attorno all'immagine centrale: le mani del
sacerdote che spezzano l'ostia. L'ostia si dilata con movimenti curvilinei che
vanno ad occupare la spaccatura nel reticolo ed espandendosi fino all'estremità
del disegno, si fondono con il moto curvilineo dello spazio cosmico. La folla è
rappresentata nella essenzialità delle fisionomie, volutamente priva di dettagli
descrittivi. E' il tema che lo impone, il tema "semplice" primordiale della vita
e della morte. Per lo stesso motivo i colori sono forti: rossi intensi,
sanguigni nella parte centrale che si diluiscono nei toni verso le estremità
della composizione, fino a fondersi con i blu-violetti di un universo silenzioso
e stellato.
(Arch. M. Raffaella Caldani e Vassili Baltoyannis).
"Madre
Teresa di Calcutta" vetrata istoriata cm 220x120 posta nel transetto sotto
"S.Francesco e la natura". Fu disegnata da una parente di Don Ettore.
12 vetrate istoriate cm 90x90 collocate nelle finestrelle di areazione della parte centrale della chiesa. I contenuti delle scene rappresentate sono
ispirati alle "sette opere di misericordia corporale", tema centrale
dell'apostolato di Don Ettore, e ad alcune delle principali beatitudini. (Arch.
M. Raffaella Caldani e Vassili Baltoyannis).
I contenuti: "dar da mangiare agli affamati"; "dar da bere agli assetati"; "vestire
gli ignudi"; "alloggiare i pellegrini"; "visitare gli infermi"; "visitare i carcerati";
"seppellire i morti"; "unità e trinità di Dio"; "S. Ippolito e l'apostolato di
D. Ettore"; "beati i misericordiosi"; "beati gli afflitti";
Don Ettore volle infine una nuova vetrata artistica sulla porta principale della chiesa, a
sostituzione del "Simbolo francescano" andato perduto, dedicata a
"Il volto di Cristo sofferente".
Ecco uno schema della pianta della chiesa con la posizione delle vetrate.