San Lorenzo da
Brindisi

Nel 1960, in occasione del 25° anno della parrocchia,
l'allora parroco Padre Agatangelo da Cuneo propose la
realizzazione di due opere artistiche che, affiancate
all'affresco di S. Ippolito, completassero l'abside della
chiesa.
Si pensò a due personaggi francescani: Santa Chiara di
Assisi e San Lorenzo da Brindisi, eminente figura
dell'ordine, poco conosciuta ma che fu proclamato da Papa
Giovanni XXIII dottore della chiesa l'anno precedente.
Furono scelti i bozzetti di Franco Casetti realizzati poi su
tela.
Vennero benedette il 23 ottobre 1960 dal Card. Luigi Traglia,
Pro-Vicario per la diocesi di Roma, all'apertura delle
attività del 25° anno parrocchiale.
La tela vuole ricordare San Lorenzo
nel
1601 come cappellano militare al seguito dell’esercito cesareo nella battaglia
di Albareale in Ungheria, dove spronò l’esercito contro i turchi di Maometto III. Particolarità
dell'opera è il colore della bandiera musulmana, storicamente verde, che l'autore
ha voluto rossa, forse per rappresentare quella della nazione turca, o forse per
evidenziare la lotta
contro il comunismo durante il periodo della guerra fredda.
S. Lorenzo da
Brindisi è una figura eminente dell'Ordine Francescano. La
completezza della sua personalità sia umana che spirituale,
fu alimentata da particolari doti: la memoria, l’oratoria,
la sensibilità, la preparazione culturale. Presenta così un
equilibrio esemplare tra le numerose attività diplomatiche e
il rigoroso rispetto delle regole francescane. Tale
equilibrio unito ad un’alta spiritualità lo rese capace di
cose eccezionali, e poichè la sua fama di santità era ben
nota prima che morisse, i superiori decisero di
intraprendere i processi di canonizzazione ad appena quattro
anni dalla morte. Riportiamo di seguito per brevità solo
alcuni cenni biografici.
S.Lorenzo, al secolo Lorenzo Russo, nacque a
Brindisi il 22 luglio 1559. Rimasto orfano dei genitori
lasciò il seminario di Brindisi, dove aveva intrapreso gli
studi umanistici, per trasferirsi a Venezia presso uno zio.
Qui conobbe la riforma dei Cappuccini e chiese di
entrarvi. Dopo il noviziato, gli studi filosofici, teologici
e scritturistici fu ordinato sacerdote il 18 dicembre 1576.
In breve tempo, sia per la scienza sacra come per le doti
oratorie, nonché per il fervore mistico e per la rigidezza
ascetica, si guadagnò la stima dei dotti e dei confratelli.
Numerose quindi furono le cariche alle quali venne eletto
all’interno dell’Ordine: guardiano e maestro dei novizi
(1586), ministro provinciale della Toscana (1590-92), del
Veneto (1594-96), della Liguria (1613-16), commissario
generale in Boemia e Austria (1599-1602; 1606-10) e in
Baviera-Tirolo (1611-13), ministro generale dell’Ordine
(1602-05), e più volte definitore generale.
Tale fu la stima
che lo circondava da procurargli incarichi in tutta Europa:
Dal 1592 al 1594 fu chiamato dalle autorità pontificie
all’ambito ufficio di predicatore degli Ebrei a Roma. Nel
1599 ebbe l’incarico di stabilire a Praga, allora capitale
del Sacro Romano Impero, i primi missionari. Nel 1601 fu
cappellano militare al seguito dell’esercito cesareo e compì
veri prodigi di valore, come nella battaglia di Albareale in
Ungheria dove spronò l’esercito contro i turchi di Maometto
III, la cui sconfitta fu per gran parte attribuita a lui.
Nel 1606 per incarico del Papa Paolo V tornò a Praga, in
difesa della Chiesa cattolica contro l’eresia luterana.
Numerosi furono anche gli incarichi diplomatici che non
cercò, ma nei quali fu trascinato dalle circostanze e dagli
avvenimenti: Presso il duca di Mantova, Vincenzo Gonzaga
(1602); presso il governatore di Milano Pietro di Toledo
(1616 e 1618); presso la corte di Baviera come
rappresentante della Santa Sede (1610-1613); presso la corte di
Spagna a favore della Lega Cattolica di Germania prima
(1609) e dei napoletani poi (1619). Fu quest’ultimo incarico
a portarlo a Belem presso Lisbona, dove morì il 22 luglio
1619 all’età di sessanta anni. Pio VI lo
dichiarò beato nel 1873, Leone XIII lo canonizzò nel 1881, e
Giovanni XXIII lo proclamò Dottore della chiesa nel 1959 col
titolo di Doctor apostolicus.
Andrea P. |