Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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L'ambone

L’Ambone, dopo l’altare, è il secondo eminente referente della liturgia. Esso deve configurarsi non come un oggetto, un leggio, che sia mero supporto dei libri liturgici, ma quale luogo di proclamazione della Parola di Dio e “Monumento della Resurrezione”.
In stretta connessione con l’altare, mensa del Pane, si troverà l’ambone, mensa della Parola, realtà della Divina presenza.
Il nome stesso dell’Ambone e la sua origine (anabaino: salire) identifica un luogo elevato, che faciliti l’ascolto e l’attenzione dei fedeli. Questo requisito è soddisfatto dalla posizione avanzata all’interno del presbiterio, proteso verso l’assemblea.
La posizione è storicamente dettata dalla disposizione dell’assemblea che, in regime di separazione degli uomini dalle donne nella navata, situa nella parte destra gli uni e nella parte sinistra le altre. L’ambone veniva collocato nella parte delle donne, che per prime sono state testimoni del Sepolcro vuoto e della Resurrezione.
Fondamentale è anche lo stretto rapporto esistente tra l'ambone, luogo della proclamazione e dell'annunzio della Parola di Dio, ed il battistero, luogo della nascita e dell'incorporazione a Cristo. Nel contesto celebrativo della veglia pasquale, la madre di tutte le veglie come diceva Agostino, il diacono sale sull'ambone e canta l'Exultet, seguono le letture profetiche, quelle apostoliche e la proclamazione del Vangelo; dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II poi si compie la benedizione del fonte battesimale: allo splendere della Luce che promana dall'ambone si innesta l'acqua battesimale che scaturisce dal fonte: è la Parola di Dio che dona la vita.

La relazione con il fonte battesimale impone una corrispondenza anche nelle forme, oltre ad un’armonia generale anche con la forma del Tabernacolo. Si ritrova pertanto la “mandorla mistica” segno della Madonna e di Cristo stesso. La funzione è però quella di supporto al libro sacro, che viene “elevato” come da due mani che lo sostengono e lo offrono all’ascolto dei fedeli.
Il basamento è costituito da due “piedritti” che lasciano un vuoto nel mezzo: paradossalmente è proprio quel vuoto la parte più significativa. Quando Maria di Magdala e le altre donne si recarono al sepolcro la loro scoperta fu grande: la pietra era stata rotolata ma l’angelo spiega loro la tomba vuota con il lieto annuncio della resurrezione di Gesù; dall’Ambone viene proclamata la “buona novella”.
Sarà inoltre auspicabile, come tradizione consolidata della parrocchia, adornare la base dell’ambone con composizioni floreali, a ricordo del giardino in cui si trovava il sepolcro di Gesù, che l’ambone simbolicamente riproduce.
La struttura del nuovo Ambone, in armonia con il materiale utilizzato per tutti gli altri poli liturgici del presbiterio, è realizzata in Peperino di Marino. Il supporto dei libri sacri (messale ed evangeliario) è realizzato con marmo pregiato di tipo Rosso Francia, sempre in sintonia con gli inserti presenti negli altri elementi.

   

 


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