Orari Messe

 

FESTIVO
8.00 – 9.00 – 10.30 – 12.00 – 19.00

FERIALE
8.00 – 9.00 – 18.30 (PREFESTIVO 19.00)

GIOVEDÌ DI SPIRITUALITÀ – 20.00

CAPPELLINA S. GIUSEPPE
(STAZIONE TIBURTINA)

PRIMO VENERDÌ ORE 18.00
SABATO ORE 18.00
FESTIVI ORE 11.00

 

La chiesa

La chiesa

La chiesa di Sant’Ippolito “appare” quasi di sorpresa tra gli alti palazzi di Viale delle Provincie, l’edificio in mattoni si distacca dal contesto, ed il campanile si erge in uno spazio relativamente ampio grazie all’adiacente Via di Sant’Ippolito dove si affaccia la pur bassa struttura dell’ex scuola delle Suore Sacramentine. Ciò fu dovuto probabilmente alla variazione del piano urbanistico avvenuta dopo la costruzione di questi edifici.
Le sue linee ed i mattoni richiamano la semplicità e la povertà francescana, (similmente alle limitrofe Basiliche di San Lorenzo al Verano e di Sant’Agnese in Via Nomentana). La scalinata, ampia e leggera, sembra abbracciare colui che passa invitandolo ad entrare. Il complesso parrocchiale nel suo insieme è ampio e armonioso e la copertura anche con tegole accentua la sensazione dello stile francescano. La scalinata conduce ai piedi della porta centrale, maggiore rispetto alle due laterali, sul cui architrave la scritta “Pax et bonum” accoglie i fedeli mostrando il “Volto di Cristo” rappresentato nel vetro istoriato che la sovrasta.

All’interno, le linee squadrate, semplici ed essenziali della struttura architettonica fanno da cornice al presbiterio sovrastato dal “Deus meus et omnia” di S.Francesco. L’aula a pianta rettangolare piuttosto allungata e le curve delle lunette dei vetri istoriati e dei pulpiti semicircolari guidano l’occhio verso l’altare e quindi al tabernacolo ponendo l’attenzione su Colui che in chiesa ci attende. Ciò suscita un “andare verso” il tabernacolo che diviene paradigma del cammino spirituale. Fu probabilmente questa l’idea principale che guidò l’illustre architetto Clemente Busiri Vici nel progetto della chiesa.
In questo cammino le preoccupazioni della vita acquistano un senso quando, raggiunto il transetto, ci si trova a tu per tu con il Signore, in una sorta di abbraccio che parte dal presbiterio.