|
Progetti missionari
Progetto
Amazzonia
Boa Vista - Roraima (Brasile)
Roraima,
come altre città brasiliane, è in continua crescita di
popolazione. Negli anni '50 si contavano 18.116 abitanti...
nel 2005 gli abitanti sono più di 392.000. Le previsioni per
il 2014 sono di 800.000 abitanti dei quali il 23%
provenienti dal Maranhao.
Nella città di Boa Vista passa il fiume Rio Branco, lungo il
quale vivono più di 500 famiglie abbandonate.
C'è molta violenza contro la donna e il numero di aborti fra
giovani e adolescenti è allarmante. Roraima manifesta uno
dei più alti indici di maternità precoce nell'intero
Brasile.
Esiste inoltre un alto indice di alcolismo, di droga e molti
cercatori d'oro clandestini.
Il 23,9% della popolazione è analfabeta.
La "Congregazione delle Suore Orsoline
del Sacro Cuore di Maria" in collaborazione
con la Diocesi di Vicenza apre una comunità in Boa Vista -
Roraima, Amazzonia, per condividere la vita di quel popolo e
aiutare le famiglie a vivere con dignità. Il sogno di madre
Giovanna di "abbracciare il mondo" si amplia sempre più.
La Diocesi di Boa Vista si estende su tutto lo stato di
Roraima, con una superficie grande quasi quanto l'Italia: in
essa vi operano solamente sei sacerdoti; esiste una forte
presenza di sette religiose.
In questa realtà è urgente il bisogno di
una
educazione integrale della persona e la formazione dei laici
ai ministeri della Chiesa.
Nella grande periferia di Boa Vista arrivano dalla foresta
le mamme con i bambini, nella speranza di dare loro almeno
la possibilità di imparare a leggere e scrivere, offrendo
così una condizione migliore di vita.
I confilitti per la difesa della terra - terra madre,
considerata luogo di vita... terra generatrice di lucro,
creano grandi difficoltà al popolo perchè la proprietà
privata e il giro di capitale è sproporzionato di fronte al
fabbisogno della gente.


Chi volesse sostenere
economicamente il "Progetto Amazzonia"
della Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di
Maria
può far pervenire il suo contributo attraverso i seguenti
canali
(indicare sempre cognome, nome, indirizzo e causale del
versamento):
Congregazione Suore
Orsoline
Via S. Francesco Vecchio, 20 - 36100 Vicenza
Tel. +39.0444.323382 - Fax +39.0444.321782
Bonifico bancario
Intesa San Paolo - Ag. 901 di Vicenza C.so Palladio 105
Europee (IBAN) IT04S0306911820000000237548
Conto Corrente Postale
C/c n. 11467362
Per maggiori
informazioni sul progetto contattare:
Congregazione Suore Orsoline SCM:
giannina@orsolinescm.it
Parrocchia S. Ippolito - Laboratorio missionario:
parrocchia@santippolito.org
Lettere dall'Amazzonia
Boa
Vista, 28 Settembre 2008
Carissimi amici e amiche,
nonostante la
volontà di scrivervi il tempo é passato veramente in fretta
senza comunicarvi la mia o nostra esperienza.
Il giorno di Pentecoste abbiamo vissuto e celebrato la
chiusura del giubileo di 100 anni di cammino della Diocesi
di Roraima.
Molte persone sono venute a Boa Vista da tutte le città
della diocesi anche le più lontane. All’inizio della
celebrazione c’è stato un momento di accoglienza di tutti i
missionari/e arrivanti in Roraima: comunità religiose
sacerdoti e laici. Ogni gruppetto entrava dopo che il
Vescovo chiamava per nome le persone o missionarie laiche o
Padri diocesani o le congregazioni, portando la lampada
accesa deponendola sull’altare; nello stesso tempo si
innalzava uno striscione verticale con il nome di
appartenenza.
Molto suggestiva
è stata anche la danza del popolo indigeno, che
rappresentava le varie etnie presenti nella:“Raposa Terra do
Sol”.
Terra omologata ancora nel 2005, ma non ancora consegnata al
popolo. È molto triste che questa “consegna” ai veri
cittadini brasiliani, che da sempre vivono in quelle terre,
dove ci sono i “santuari della loro cultura, vita e
religione"non sia ancora nelle loro mani. Questa terra
sembrava fosse consegnata all’inizio di marzo con una
presenza numerosa della polizia federale; fu poi sospesa per
le proteste di pochi coltivatori di riso. Sospensione
avvenuta dal “Supremo tribunale federale”. Il giudizio é
stato ripreso il giorno 27 di agosto.
Rappresentava
il popolo indigeno alla corte del supremo tribunale a
Brasilia, un’ avvocata indigena wapixana: Joênia, la quale
ha esposto la storia e la situazione che i popoli indigeni
stanno vivendo. Nella difesa ha ribadito con audacia:” Quale
crimine abbiamo commesso per avere la nostra terra divisa?”
Nonostante la difesa a fovore degli indigeni dei vari
componenti della corte suprema, sia federale che civili, il
Dr. Antonio Carlos Brito, ha presentato un dossier storico a
difesa della terra omologata, perché l’estensione di terra
mantenga le dimensioni concordate.
È stata una lezione di diritto, cittadinanza e di storia a
favore degli indigeni!
Il Territorio é riconosciuto,
dalle ricerche fatte; è una discussione che si protrae dal
1977!
Questi popoli danno una grande lezione di civiltà e di non
violenza alla nostra società!
Ora siamo in’attesa del verdetto finale; a favore di chi?
Del popolo indigeno?... O dei pochi fazendeiros? Il popolo
indigeno ancora una volta fa l’esperienza di sempre!
A livello di città si sta organizzando la Pastorale Indigena
noi, visitando le famiglie che abitano nella nostra area
missionaria, Santa Rosa da Lima, siamo state sconvolte dalla
povertà e miseria di alcune di loro...Altre famiglie
indigene si sono integrate e hanno una vita dignitosa.
In questo tempo abbiamo vissuto un altro grave scandalo che
si é manifestato qui in città di Boa Vista RR. Nel mese di
giugno l’operazione “arcangelo” eseguita dalla polizia
federale, ha preso otto persone accusate di fare parte di
una rete di pedofilia. Sono tutte persone con responsabilità
civile fra i quali: ex procuratore generale dello stato, un
maggiore della polizia militare, vari impresari e un
impresario del tribunale elettorale. I sospettati sono
accusati di stupro, violenza al pudore, formazione di
quadriglia, sottomissione dei minori e adolescenti alla
prostituzione e al traffico di droga.
Queste giovani, venivano aspettati fuori dalla scuola e per
pochi soldi consegnati ai clienti. Oltre a tutto questo, gli
accusati minacciano
i testimoni. Non ci sono dati statistici, ma dicono che il
numero dei coinvolti e abusati è grande, la fascia d'età va
dai 7 ai 14 anni. A 14 anni per i pedofili i minori sono già
vecchi.
A livello diocesi abbiamo trascorso quattro giorni di studio
sulle “Direttrici pastorali dal 2008-2010”. Giorni di
studio, di preghiera di dialogo fraterno.
Ringraziamo il Signore di vivere la missione in questa
chiesa locale, povera ma ricca di umanità e attenta a chi
soffre. È speranza, é vita per il popolo, soprattutto per le
persone che non hanno valore per la società attuale.
La
nostra area missionaria è di vaste dimensioni e un continuo
migrare delle persone. Sentiamo sulla pelle le sfide della
missione, ma nello stesso tempo facciamo esperienza forte
della presenza di Dio, il mandato missionario, con alle
spalle le nostre chiese locali, la congregazione e una
miriade di persone che con noi vibrano nella passione
missionaria, che grande dono di Dio! Nel quartiere “Nova
Cidade”, dove attualmente abitiamo,
cerchiamo di conoscere le persone, di fare amicizia con i
vicini di casa; é una bellissima esperienza che ci aiuta nel
cammino mettendoci accanto a loro per imparare a vivere in
questa realtà amazzonica.
Il giorno 29 agosto é venuta a far parte della nostra
comunità Maria do Carmo, Carminha, per gli amici! È venuta
da Cachoeiro de Itapemirim (Stato di ES) e forse molti di
voi che siete stati in Brasile dalle nostre suore la
conoscono. E’ stata anche a Roma nel gennaio del 2007
quando, a Sant’Ippolito abbiamo fatto l’accoglienza al
gruppo di suore e amiche brasiliane. Lei si ricorda molto
bene quel giorno e ora è venuta con noi a condividere non
solo la nostra missione, ma il nostro spirito e il nostro
carisma che è della chiesa. Vive con noi ma secondo la sua
indole di laica e mette a disposizione le sue competenze.
Carminha è avvocato in pensione, catechista e ministra
dell’Eucaristia, pittrice e tanto altro.
Questo mese é dedicato alla Bibbia, la Parola di Dio ci
faccia entrare sempre più nell’intimità con Dio e sempre più
“configurandoci” in Lui, per essere nel mondo testimoni di
Cristo Risorto, mettendoci ogni giorno con gioia a “Servizio
Del Regno”. Uniti nella preghiera e nella missione vi
salutiamo con affetto e amicizia.
Saluti carissimi da me, da sr. Flora e da Carminha.
Suor Renata
(Nella foto in basso, da sinistra: Padre Mario, Suor Renata,
il Vescovo Dom Roque, Suor Flora e Padre Edson)
Boa Vista, 13 Marzo 2008
Carissimi
amici e amiche,
la festa di Pasqua si avvicina, mettiamo il nostro cuore
nell'Acqua Viva, perchè Lui ci faccia risorgere come semente
nuova, che annuncia la grande speranza per l'umanità: Cristo
è Risorto è il Vincente, salva e dona la pace, al di là di
tutto quello che ostacola la vita, la giustizia e la dignità
di ogni persona.
Buona Pasqua a tutti!
Ho tante cose da dirvi: dove iniziare?
L'incontro con la realtà amazzonica stupisce per la
ricchezza della biodiversità dell'ecosistema, è vigore
unico!
Il caldo è caratteristico, per fortuna di tanto in tanto una
brezza allarga i polmoni, dà vita ed energia. Sorprende
l'abbondanza dell'acqua, l'estensione dei fiumi... sono
inimmaginabili per noi: Rio Branco, Rio Negro e affluenti,
Igarapè, tutti ricchissimi d'acqua circondati da una varietà
di palme, e… quanti insetti!
Fiori e frutta: vedere per credere! La natura incanta e fa
entrare nella contemplazione che eleva alla creatività del
Creatore.
In questa realtà così bella, ricca non solo di flora e
fauna, ma anche con varie etnie umane, questo "altro
Brasile" ha una storia di violenza, di ingiustizia, di
depredazione continua. Viene spontanea la domanda: come
hanno fatto le popolazioni indegenas, ribeirihos (abitanti
delle palafitte lungo i fiumi, mistura delle razze indigene
con europei) e quilombolas (discendenti africani) ad
arrivare fino a noi?
Realtà per noi, missionarie e missionari, da ascoltare, da
imparare per metterci in sintonia con i loro "passi",
segnati non dall'orologio, ma dal "tempo ecologico",
determinato dalla luce, dal sole, dalla pioggia, dalla
piena-secca dei fiumi. E' incredibile la sintonia con la
madre terra, di fatto la nostra gente è profondamente
religiosa e contemplativa.
Ci troviamo a Boa Vista da quasi due mesi, dei quali tre
settimane passate a Manaus per il corso sulla realtà
amazzonica, indispensabile per la missione. Per ora siamo
ospiti del vescovo Dom Roque Paloschi, in una casetta vicina
alla "prelazia" o curia diocesana, insieme ad altre tre
suore in attesa di essere mandate nella zona
missionaria-pastorale in periferia della città. Il Vescovo
sconcerta per la sua maniera di essere, di accogliere e di
servire: è un "pastore che serve con molta umiltà..."
La chiesa è povera tra i poveri, è voce di chi non ha voce,
difende la vita, quindi potete immaginare "os fazenderos"
che hanno le loro estensioni di piantagioni di riso nella
terra indigena, riconosciuta dalla stato, già omologata. In
questo periodo dovrebbero lasciare la terra... vedremo...
La diocesi ha grandi distanze per raggiungere le
popolazioni. Il costo della vita qui è molto alto,
incomparabile con gli altri stati del Brasile. Gli indigeni
erano abituati a pagare in oro o pietre preziose, la gente è
molto povera, ma ha una grande dignità. Qui le comunicazioni
sono molto precarie, nonostante sia capitale dello stato.
La scorsa settimana siamo andate alla celebrazione
eucaristica in una "aldeia" o terra indigena del popolo,
Wapixama; un gruppo vive vicino alla città (30-40 Km da Boa
Vista) e la maggioranza è cattolica da lungo tempo. Il
Signor Casimiro, ha festeggiato 88 anni di vita. Lui ha
tradotto il Nuovo Testamento e i canti della diocesi in
lingua wapixama: lavoro durato ben 15 anni! Una persona
autorevole per cultura e servizio al suo popolo.
Alla fine della celebrazione ci ha invitate nella sua maloca
(casa), ci ha offerto il caffé, una bottiglia di miele e
l’anello di "Tocum" in alleanza con il popolo Wapixama.
L’ accoglienza ci ha commosse profondamente... iniziamo ad
essere parte di questo popolo!
Le località, i fiumi, la frutta, gli insetti, ecc. hanno
nomi indigeni, e noi stiamo reimparando a pronunciare queste
parole. A volte si ha l'impressione che la lingua faccia un
nodo per pronunciare la parola correttamente; stiamo
imparando anche a dormire nell'amaca!
A risentirci... mando a tutti il mio saluto e ricordo nella
preghiera, insieme ad un forte, affettuoso e fraterno
abbraccio.
Suor Renata
Boa Vista, 26 aprile 2008
Carissime,
eccoci nuovamente per condividere un po' la nostra vita
nella terra di Roraima.
Siamo nella nostra “Bianca casetta” dal 17 aprile, nel
bairro o quartiere "Jardim Bela Vista"; é una casa popolare,
in affitto, con quattro stanze, due camerette, una piccola
entrata e cucinino, un piccolo bagno, il tetto è di
brasilite, quindi è molto calda. Siamo visitate
quotidianamente da molti insetti, anche perché il tetto dai
lati é aperto, noi ci proteggiamo alla notte con le
zanzariere.
Ci ha sorpreso l'attenzione e l'accoglienza del Vescovo Dom
Roque Paloschi, i sacerdoti e le comunità, che hanno
preparato l'indispensabile arredamento della casa: frigo,
fornello, letti, materassi, tavolo e alcune sedie e i
piatti. Una diocesi povera in mezzo ai poveri, ricevere
tutto questo è un "super dono!".
Sappiamo che questa situazione è provvisoria finché non
troviamo una casa popolare più protetta. Ma siamo contente
di condividere la realtà con il popolo.
Abbiamo iniziato a conoscere, prendere contatti con le
comunità cristiane che ci circondano, sono i piccoli passi
per iniziare le nostre attività e individuare risposte
possibili, visto la realtà di grande povertà, dove tutto
diventa difficile: anche costruire una piccola cappella
di tavole.
In un altro Quartiere, "São Bento", che fa sempre parte
della zona "Missionaria Santa Rosa da Lima",dove siamo
chiamate ad operare e che abbraccia una vasta zona della
periferia della città, ci sono 4.500 famiglie, senza le
strutture di base: acqua, energia elettrica, fognature,
scuole, cappella ecc...
Al momento non possiamo mandarvi foto, perchè l’internet è
molto lento; due ore per inviare una foto, vi manderemo un
CD via posta per darvi un'idea della situazione precaria in
cui il popolo vive.
Ieri sera siamo andate a visitare una comunità con Padre Mario,
brasiliano e indigeno, che ci ha fatto conoscere un piccolo
gruppo di donne indigene Macuxi, le quali si trovano ogni
giorno per fare artigianato ed aiutare così l'economia della
famiglia.
Il costo della vita qui é molto alto, perchè i prezzi sono
legati al costo dell'oro e preziosi. Ci chiediamo, come la
gente riesce a vivere, per fortuna la natura aiuta con una
varietà e con abbondanza di frutta.
Sempre unite nella preghiera e nella missione a sevizio
della vita, vi salutiamo fraternamente con affetto
Suor Flora e Suor Renata
|