|
È
difficile dire cosa vuol dire la parola Missione. È un
insieme di pensieri, immagini e colori raccolti nel tempo
che si susseguono come gli anelli di una catena. Uno insegue
l'altro, come le note di una musica... come le parole di una
canzone.
Tante sono le parole che si possono usare per spiegare
cosa significhi questa parola; parole che forse possono
essere racchiuse tutte in una canzone... e nulla rimane più
impresso che una canzone.
Incantamento...
"...ma due occhi che ti
guardano così vicini e veri
ti fan scordare le parole, confondono i pensieri..."
Per molti la missione è
cominciata qui... negli occhi dei bambini soldato di un
documentario, o di un asilo brasiliano, o nella piazzetta
davanti alla scuola del nostro quartiere. L'infanzia violata
che dà un volto al monito di Giovanni Paolo II: "non si può
restare indifferenti alla fame". L'infanzia fragile della
nostra società tecnologica che rischia di smarrire lo
stupore. Solo lo stupore, l'incanto accende il desiderio di
qualcosa di più, per questo Gesù dice: se non ritornerete
come bambini non entrerete mai.
Incontro...
"...così diventa tutto
piccolo anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica..."
Ti guardi intorno. Lo stile di vita dei film americani è
davvero poca cosa per cui investire tutte le energie che si
disperdono come le onde spezzate da un'elica. È vero, per la
scienza la vita è solo una doppia elica che si trasmette, si
trasforma… ma se non le diamo un senso si tradisce. Per noi
un volto, un viaggio, una pagina di Vangelo sono stati quel
senso, e in fondo quando parliamo di Dio non facciamo altro
che raccontare l'incontro che ci ha cambiato la vita.
Annuncio...
"...e ricominciò il suo
canto:
Te voglio bene assai ma
tanto tanto bene sai..."
Queste parole sintetizzano lo
stile e il cuore dell'annuncio missionario. Lo stile è
quello del Magnificat dove Maria racconta le meraviglie che
il Signore ha fatto in lei, nell'annuncio dell'angelo.
Quell'annuncio come spiega Don Andrea Santoro è lo stesso
anche per noi: pace a te creatura di cui Dio si è innamorato
di più. Dio si è innamorato di noi, di me, di te, più di
chiunque altro. E questo amore di Dio per la sua creatura le
dà una bellezza interiore ed esteriore tutta divina.
Appartenenza...
"...è una catena ormai..."
È un passaparola senza
frontiere, che ci lega l'uno all'altro come aveva pregato
Gesù: "non prego soltanto per questi, ma anche per quelli
che credono in me per mezzo della loro parola: che siano
tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te,
anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi
hai mandato". È lui il primo missionario, l'inviato del
Padre ma non come "inviato speciale" che ha l'esclusiva nei
telegiornali, che guarda l'indice di ascolto, che parla a
reti unificate. Anzi chiama i suoi discepoli a uno a uno con
la voce sommessa di una nutrice.
Essere Chiesa...
"...che scioglie il sangue
dint'e vene sai..."
E a quanto pare si fida... si
fa prendere nelle mani dei sacerdoti durante la messa, si fa
raccontare dalla bocca dei catechisti e dalla voce del coro,
va in giro per le strade coi piedi dei ministri straordinari
e con gli scarponi degli scout. È nel sorriso degli anziani,
è negli occhi trasparenti dei bambini. Forse è così che
tutti insieme come comunità siamo il Corpo di Cristo.
Se è così, allora, la missione non sembra una cosa fuori
portata.
Forse come dice Alex Zanotelli
è: "...sedersi dove la gente si siede e lasciare che Dio
avvenga..."
|