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Esperienze missionarie - Capo Verde
Novembre 2003
S. Antao è una delle isole della Repubblica di Capo Verde
che si trovano di fronte alle coste del Senegal, sotto le
isole Canarie per intenderci. La missione-parrocchia è
vastissima, si estende per 400 Kmq circa, oltre la metà
dell'isola (700 kmq), e in pratica coincide con il comune di
Porto Novo. E' abitata da circa 17.000 persone e per
arrivare il villaggio più lontano occorrono quasi 3 ore di
macchina. Nonostante gli sforzi di P. Pier Aldo e P.
Paolino, nel prodigarsi per la chiesa parrocchiale e per le
dodici cappelline dei villaggi più grandi, alcuni possono
essere raggiunti solo una volta al mese, talvolta ogni due.
Oltre alle normali attività parrocchiali, P. Pier Aldo si
occupa della formazione e aggiornamento dei catechisti, che
poi terranno gli incontri di catechesi e/o catechismo nei
villaggi; della visita ai villaggi; dell'assistenza alle
famiglie povere (delle più povere tra le povere); ma il suo
maggior impegno è rivolto all'educazione e alla formazione
dei bambini e dei ragazzi che sono un terzo (pensate è la
media nazionale) dei parrocchiani, oltre 5.000!
Gli aiuti vengono quindi impiegati particolarmente per
queste ultime due finalità. L'Asilo che P. Pier Aldo
gestisce in una delle zone più povere di Porto Novo, (il
primo in S.Antao), ospita 250-300 bambini dai 3 ai 6 anni,
ed è sostenuto dalle adozioni a distanza e dalle offerte. Le
famiglie indigenti che costantemente fanno riferimento a P.
Pier Aldo sono numerose, si tratta di famiglie o persone al
limite della fame, che non hanno nulla, e che, per gravi
motivi, non riescono a rendersi autosufficienti (ad es.
l'età, la malattia, etc.). Nell'elargire gli aiuti, ci ha
spiegato, si fa attenzione ai casi di vera necessità,
responsabilizzando chi li riceve, di solito quindi sono
aiuti parziali che educano ad un maggior impegno.
Molto c'è ancora da fare, e di progetti P. Pier Aldo ne ha
tanti, tutti volti alla crescita umana e spirituale della
popolazione di S. Antao:
- Spesso la distanza (si intendono svariati Km a piedi) è un
problema per i bambini che devono raggiungere la scuola,
occorre un servizio "navetta" per e dalla scuola.
- Le dodici cappelline non coprono in maniera omogenea il
territorio, ho conosciuto famiglie che dopo la messa per
tornare a casa dovevano percorrere circa 10 Km (sentieri di
montagna), occorre costruire almeno altre tre cappelline (la
gente ha messo a disposizione il terreno e la manodopera, ma
il materiale…).
- Molti ragazzi finita la scuola dell'obbligo sono costretti
a sospendere gli studi, a causa delle spese da affrontare
(devono anche cambiare isola), si tratta del futuro delle
nuove generazioni, occorre pensare ad una adozione per lo
studio.
L'impegno e la determinazione, con cui i frati piemontesi
fondarono la nostra parrocchia, si sono tramandate nei
missionari di Capo Verde, che oltre a S. Antao sono anche a
Fogo e a S. Vincente. Qui, ormai da anni, hanno dato vita a
Radio Nova, un'emittente cristiana che raggiunge tutte le
isole. Anche qui grandi sforzi vengono fatti, ci spiega fra'
Silvino, per farla sopravvivere ad esempio i costi di
manutenzione, che viene fatta in Italia, sono per noi
altissimi, ma l'evangelizzazione passa attraverso la
comunicazione...
Le nostre impressioni
Impossibile descrivere brevemente le impressioni e le emozioni di una esperienza così particolare, preferisco lasciarvi delle frasi tra una foto e l'altra…
Il profondo silenzio ritmato dai flutti del mare.
Il vento costante che accarezza il viso ad arriccia le onde.
Le grandi distanze che percorse a piedi nudi, quasi fosse una passeggiata.
La povertà dignitosa e generosa che ti disarma.
I bambini che ti parlano con gli occhi e ti trasmettono la gioia di vivere nonostante tutto.
Il duro lavoro nei piccoli terrazzamenti di terra sabbiosa, fatto di sudore e speranza…
Il sorriso e la solidarietà delle donne che lavorano, allevano, cucinano e... sono poco più che ragazze.
Il legame acqua - vita.
Il valore della vita, sempre rispettato, nonostante che tutto sembra essergli avverso.
L'essenzialità per vivere, per gioire, a dispetto dell'opulenza del consumismo.
Andrea P.
Non conoscevo Padre Pier Aldo, data la mia giovane età rispetto ai suoi anni lontani (1970-80) trascorsi a S. Ippolito,
ne' le isole di Capo Verde, e tanto meno la realtà missionaria. Ciò nonostante sono partito, spinto dalla curiosità e dalla voglia di vedere, conoscere, toccare con mano altre realtà di vita.
Al nostro arrivo a Porto Novo P. Pier Aldo era lì ad attenderci, vestito in borghese con pantaloni, camicia, occhiali e
barba: un uomo tra gli uomini!
Dopo qualche ora ci siamo ritrovati per un primo giro in Porto Novo e dintorni, la prima cosa che mi ha colpito è stata la
sua guida sprint, infatti dopo qualche giorno l'abbiamo soprannominato ironicamente "PierAldumacher: la freccia di Dio"! D'altra parte la sua forza e la sua grinta si ripercuotono nel modo di guidare, dovuto anche ai lunghi tratti da percorrere su strade, se così si possono
chiamare, disagiate. Ne esistono principalmente tre tipi: il primo costituito di pietre lavorate, simili ai nostri sampietrini, ma con pietre molto
più irregolari; il secondo formato da terra battuta, sassi, e roccia, simile ad un sentiero scosceso di montagna; il terzo è un misto tra i due, con dislivelli anche del 30% e qualche masso crollato che
costringe ad un ulteriore slalom. Un percorso caratterizzato da un paesaggio unico e suggestivo nel suo genere, tra il marziano e il lunare. Proprio così, intorno a noi c'era sostanzialmente deserto, roccia e profondi canyon mozzafiato. Solo
inoltrandoci verso le alte montagne che dividono in due l'isola di S.Antao potevamo scorgere delle tracce di vegetazione dovute all'acqua ricavata dalla trivellazione nel terreno: il minimo per favorire un po' di coltivazione e sopravvivenza per il villaggio che vi
sorge.
Tutto questo forma il territorio della vastissima parrocchia di P. Pier Aldo, che si estende per oltre metà dell'isola e che lui ha cosparso di cappelline e piccole strutture per il catechismo, fin dai tempi in cui queste "strade" non esistevano,
quando cioè raggiungeva le sue mete a dorso di somaro o a piedi percorrendo sentieri lunghi e scoscesi.
Ora, per fortuna, ha a disposizione un fuori strada (ovviamente), con il quale giorno dopo giorno percorre chilometri
per arrivare a visitare tutti i villaggi, dal livello del mare fino a quelli più isolati sui monti, visitando i malati e i sofferenti, donando loro affetto, sostegno, preghiera e speranza. E' una gioia vederlo in tutto ciò, perché lui ci sa fare,
alcuni per partecipare alla Messa percorrono a piedi anche 20 km, i bambini
appena lo vedono lo salutano sorridenti strillando:"nho padre"!
I capoverdiani sono molto accoglienti, gentili, e tengono molto al saluto, alla stretta di mano, e sono grati anche solo per esserli andati a trovare. Purtroppo la realtà del villaggio è molto povera e manca dei servizi essenziali.
Di solito le case sono fatte con mattoni di cemento e ghiaia o con pietre,
hanno un tetto di paglia. All'interno della casa (molto paragonabile ad una nostra stanza da letto media) si trova un letto e forse un tavolo, non c'è acqua (che vanno a prendere al pozzo) ne' bagni.
I villaggi più fortunati hanno un generatore autonomo di elettricità. Ma non sempre hanno i soldi per comprare il carburante necessario, quindi
le candele sono molto usate.
Tutto si riduce all'essenziale, per fortuna la gioia e la spontaneità dei bimbi compensa la triste realtà del posto.
Porterò questa esperienza dentro di me per diversi motivi, ma soprattutto perché mi ha dato la possibilità di incontrare e condividere insieme agli abitanti dell'isola, una persona speciale, viva, profonda nel cuore e nell'anima, semplice e sincera, un amico, un fratello: padre
Pier Aldo.
Marco P.
Sono
rimasta subito colpita dalla spontaneità, dalla dolcezza, dall'affetto,
ma soprattutto i volti sorridenti con i quali i bambini ci hanno accolto.
Una piccola carezza, una caramella e subito ci hanno dimostrato il loro
affetto, sembrava ci conoscevano da tempo. Anche la comunicazione non è
stata un problema, e senza perdersi d'animo, hanno cercato in ogni modo di comprendere, noi loro e viceversa. Per me è stata un'esperienza molto profonda, e grazie a padre Pier Aldo è stato possibile entrare nella vita di quelle persone e soprattutto loro nella mia.
Conoscere padre Pier Aldo mi ha dato forza e fiducia, è un uomo forte, molto motivato, e
dà a questa gente stimoli per darsi da fare e per andare avanti. Con la sua perseveranza è riuscito a realizzare molti progetti e per queste persone è un punto di riferimento molto importante.
E' impressionante anche la precisione e la cura con le quali le persone, d'ogni età, si occupano dei loro pezzi di terra, con la speranza che il loro duro lavoro dia i frutti necessari per andare avanti.
Non avevo mai visto lavorare la terra con tanto amore, quando lo fanno a
mani nude sembra che l'accarezzano.
Anche la loro umiltà e gratitudine, non hanno molto eppure riescono sempre a dare un sorriso e a rendere unico ogni momento di chi gli sta affianco. Dapprima ti guardano con aria sospettosa, ma basta un "bom dia"
(buongiorno) per illuminare il loro viso e rompere i ghiaccio.
Infine la diversità dei paesaggi anche se a poca distanza l'uno dall'altro: deserto, paesaggi lunari, desolazione da un
lato dell'isola, grandi alberi, piante, coltivazioni di un verde acceso ed incontaminato dall'altro.
Queste incontaminazione però è messa a rischio da una cultura ancora poco sensibile all'ecologia.
Antonella C.
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