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Esperienze missionarie - Brasile
Agosto 2004
Una parrocchiana in Brasile...
Riberao das Neves - periferia di Belo Horizonte
Ecco… sono arrivata alla fine del mio viaggio…
È arrivato il momento di salutare questa terra, questi
abitanti, queste emozioni, questo caldo sole…
Ciao terra rossa, terra brasiliana, tanto sognata nei miei
pensieri, troppe volte vista in televisione come oggetto di
documentari sulla fame e sulla povertà…
Dio mi ha chiamato in tutti i modi perché io venissi qui,
perché io mi potessi rendere conto con i miei occhi, con le
mie mani, con il mio cuore di una realtà che da oggi ho il
dovere morale di non dimenticare…
"Siamo matite nelle mani di Dio"… più volte ho risentito qui
in Brasile, terra di missioni, questa bellissima frase,
tante volte pronunciata dalla stessa Madre Teresa di
Calcutta…
Ed eccomi, con orgoglio e soddisfazione, che oggi ho
terminato di scrivere la prima riga della mia vita…
Riporto in questa prima riga i ricordi e le emozioni che ho
vissuto tenendo in braccio un bambino troppo leggero per la
sua età… riporto nei miei pensieri l’immagine di una mamma
sull’uscio della sua umile casa fatta di mattoni, senza
porte, senza finestre… ma piena di bambini, piena di vita…
Vite semplici, piene di sofferenza ma allo stesso tempo di
grande umanità, di infinita dignità, di innumerevoli sorrisi
sempre pronti ad accogliere e regalare quel niente che hanno
a chi viene a fargli visita...
Ed io ora sono qui, con tutte queste immagini nella mente,
appena tornata dal mio viaggio…
Sono ripartita con un carico di insegnamenti che mi fanno
sentire così ricca…
Già, ricca… Io che sono andata in uno dei paesi più poveri
del mondo, sono tornata a casa con una ricchezza interiore
enorme…
Lì ho incontrato Dio… un Dio presente che è speranza, che è esempio… un Dio che si loda con devozione, un Dio da
ringraziare per quel pezzo di pane che la carità di altre
persone ha permesso di avere sulla tavola...

Spesso si dice che i paesi del Terzo Mondo siano dei posti
dimenticati da Dio...
Beh, forse questo lo diciamo noi occidentali, noi europei…
Io personalmente non ho mai visto Dio cosi presente nella
vita delle persone come in questi paesi…
Posso solo trasmettervi una pallida idea di cosa possa aver
provato quando ho partecipato alla preghiera di
ringraziamento a Dio per un pezzo di pane e un bicchierino
di caffè per la cena di 40 bambini facenti parte di uno
degli asili più poveri della città. Nel loro morire di fame,
perfino di fronte a quel misero pezzo di pane, non smettono
mai di ringraziare il Signore...
In conclusione di questa breve riflessione potrei dire che
l'esperienza brasiliana è terminata con il ritorno dal mio
viaggio... ma più passano i giorni e più mi rendo conto che
quei volti, quei bambini, quelle persone sono entrate nel
mio cuore...
Penso che non potrei più vivere facendo finta che non
esistano!
Ho raccontato tutto questo ad alcuni amici della mia
parrocchia... anche loro abbracciano questo sentimento di
fratellanza con quel popolo, con quella gente... insieme a
loro e per loro vogliamo intraprendere un cammino parallelo,
a 9.000 Km di distanza... ma che forse un giorno si potrà
incontrare...
Beatrice P.
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