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Da una pagina di diario di
un luogo molto lontano...
Ribeirao das Neves - Belo
Horizonte (Brasile)
21
ottobre 2007
È domenica pomeriggio, una
domenica come le altre, assolata, calda, deserta...
Per le strade non c’è quasi
nessuno se non qualche cane randagio che fruga con il muso
tra la spazzatura ai margini dei marciapiedi; i negozietti
sono tutti rigorosamente chiusi, nessuno lavora la
domenica... tutto é tranquillo, tutto riposa.
Non l’avevamo mai visto così questo bairro alla periferia
della periferia della terza città più importante del
Brasile...
Noi avevamo sempre visto queste strade piene di gente, colme
dell’allegria che il gruppo dei missionari italiani, ormai
da quattro anni, porta in questi luoghi tutte le estati. Ma
la vita qui si vive nel silenzio.
Il mondo fa le guerre, litiga e discute per il valore del
dollaro, stipula trattati di pace, lavora freneticamente,
cerca di salvaguardare la natura, si pone il problema del
petrolio... ed invece qui tutto scorre nell’anonimato.
Non si può cogliere il silenzio di queste vite che tutto
sono tranne che serene e tranquille se non ponendosi nello
stesso stato di “invisibilità” agli occhi del mondo.
Ecco allora che la missione calorosa, entusiasmante, viva,
che da anni porta allegria, speranza, fiducia, preghiera,
amore tutte le estati a queste migliaia di vite silenziose,
oggi 21 ottobre 2007 continua a crescere e a stabilire
legami ancora più forti nell’invisibilità e nell’umiltà
della vita quotidiana.
Martedì pomeriggio siamo state un intero pomeriggio ad
intrecciare fili di macramé in una stanza della parrocchia
di Nossa Senhora Aparecida, accanto a noi altre giovani
donne... non abbiamo parlato... eravamo lì con loro ad
imparare i famosi nodini di macramé. Nella stanza facevano
30 gradi.
Qualcuno avrebbe potuto chiederci cosa ci facevamo lì...
quale utilità avesse lavorare nel silenzio, quanto ne poteva
valere la pena aver lasciato per alcuni mesi il lavoro, la
famiglia, gli amici, per stare tre ore ad intrecciare fili
di cotone...
La risposta ce la siamo data dopo un momento di smarrimento
iniziale, nel modo più scontato possibile (che poi scontato
non é affatto)... noi eravamo lì accanto a quelle signore a
condividere nel silenzio un po’della loro vita semplicemente
perché Dio ci ama. Perché Dio ci vuole bene e guarda con
amorevolezza le nostre vite, e ci ascolta, e ci sta vicino
nei momenti difficili... ed allora, capito questo, non
possiamo tenere questo messaggio chiuso dentro di noi.
Ecco allora il significato di questa missione.
Il mondo lotta, si agita, fa i fuochi d’artificio, ma Dio,
che si fa strumento attraverso i missionari, sta accanto
alle persone, le accarezza senza farsi accorgere e le
accompagna là dove il resto del mondo non é interessato a
stare.
Ecco, per quelle signore c’era qualcuno, così come per i
bambini dell’asilo, per gli adolescenti che si abbandonano
per strada, per i giovani che hanno smesso di sognare un
futuro.
“Anche tu li chiamerai fratelli”. Giorno dopo giorno ci
rendiamo conto che non sono solo parole ma che la
fratellanza si può sperimentare senza confini né distanze.
Un abbraccio a tutti…
Antonella e Beatrice
Pagine
del diario:
Ribeirao das
Neves 21 ottobre 2007 -
I nostri primi giorni...
Ribeirao
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La messa della domenica...
Ribeirao
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Vite nel bairro...
Ribeirao das
Neves 8 dicembre 2007 -
L'Evento... aria di Natale...
Ribeirao das
Neves 24 dicembre 2007 -
Natale sopra i 30 gradi...
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Neves 26 gennaio 2008 - Ti chiedo scusa...
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Neves 2 febbraio 2008 - Il carnevale brasiliano...
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Neves 23 febbraio 2008 - Le Sette che uccidono la Fede..
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Neves 14 marzo 2008 -
Un'ultima preghiera...
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