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Diari Africani
Goma - Repubblica
Democratica del Congo
21 febbraio 2009
La realtà che mi circonda.
Come dicevo mi trovo in
servizio civile a Goma, città della Repubblica Democratica
del Congo… e decisamente non è un posto qualsiasi.
Goma è il capoluogo della provincia del Nord Kivu, si trova
più o meno all'Equatore nella parte più orientale del Congo,
quindi nella regione dei Grandi Laghi, al confine con il
Ruanda, vicino all'Uganda ed al Burundi.
Il confine con il Ruanda è davvero a due passi: da dove
abito ci vogliono meno di 15 minuti a piedi per essere nella
città "gemella" di Goma, la ruandese Gisenyi.
La vicinanza con il Ruanda è un elemento fondamentale nella
vita di questa regione, perché le vicende di quel paese
hanno grande risonanza qui. In particolare le vicende legate
al genocidio del 1994, che hanno visto l'ingresso in Congo
di moltissimi profughi, ma anche di milizie, responsabili
dei massacri, che in Ruanda sono ricercate. I gruppi armati
che si sono contesi il controllo del Kivu negli ultimi mesi
hanno un bel po' di legami con il Ruanda.
D'altro canto, è fortissima la differenza tra il caos, la
sporcizia, l'insicurezza e la mancanza di una
amministrazione funzionante "di qua", e la situazione bene o
male controllata "di là". Al confine si vede una striscia di
terra di nessuno, dal lato congolese una distesa di baracche
e di mucchi di immondizia a cui viene dato fuoco, e dal lato
ruandese edifici veri e propri, certo non ricchi ma nemmeno
baracche… E poi in Ruanda è vietato utilizzare buste di
plastica, per combattere l'inquinamento… mi sembra palese
la differenza. Non che in Ruanda vada tutto benissimo, il
genocidio ha lasciato una traccia terribile e il governo è
certamente autoritario … ma insomma.
La storia del Congo può aiutare a capire da dove derivi il
presente… la colonizzazione belga, fino al 1960, è stata
durissima, un vero e proprio sfruttamento delle grandi
ricchezze minerarie, ed umane, del paese. Anche dopo
l'indipendenza, ottenuta da Patrice Lumumba, un uomo che è
stato un eroe della (tentata) liberazione del popolo
congolese, la lotta per il controllo delle risorse è stata
determinante nella politica interna del paese e nelle sue
relazioni con i vicini. Per questo i dittatore Sese Seko
Mobutu ha governato dal 1965 al 1996, indisturbato e
protetto, perché garantiva alle compagnie occidentali i
diritti di sfruttamento delle miniere. Un giorno parleremo
del ruolo dei nostri paesi occidentali in questo orrore… e
c'è davvero parecchio da vergognarsi per quanto forti sono
state, e sono tutt'ora, le NOSTRE responsabilità dirette.
Dal 1996 sono iniziate le guerre interne e con i vicini, i
paese dell'area dei Grandi Laghi con cui c'è un continuo
gioco di poteri, accordi e disaccordi.
Per fare un esempio, recentissimo, fino a 2 mesi fa il Kivu
era in subbuglio per le milizie di un certo Laurent Nkunda,
che sfidava apertamente il governo di Kinshasa, con
l'appoggio più o meno tacito del governo ruandese. A metà
gennaio, si è saputo che i governi di Congo e Ruanda avevano
"fatto pace" e che il governo ruandese aveva arrestato Nkunda. Potete immaginare lo sconcerto della gente di qui:
non si capisce bene cosa succederà, quale forza di potere
prevarrà sulle altre… E di nuovo si rischia la guerra,
perché gli accordi tra i presidenti di Congo e Ruanda
riguardano anche operazioni congiunte contro le milizie
responsabili del genocidio del 1994 che ormai si sono
stabilite (nascoste) in Kivu. In tutto ciò, il parlamento
congolese non è stato fatto partecipe della decisione di
collaborare con l'esercito del Ruanda, e ha presentato una
protesta formale… Un vero delirio!
Ovviamente tutta questa situazione di guerre e disastri vari
ha portato alla nascita di immensi campi di sfollati, in cui
hanno trovato riparo le famiglie dei villaggi del Kivu,
terribilmente esposte alla violenza dei vari eserciti, che
ora vivono in condizioni inumane e dipendendo dagli aiuti
delle Nazioni Unite e della varie ONG, accorse in gran
numero. Anche sulla presenza degli "internazionali" varrà la
pena aprire una bella parentesi… per ora basti dire che
l'economia della regione è assolutamente fittizia, legata
agli aiuti umanitari ma anche agli stipendi pagati ai locali
dalle ONG, i vari autisti, interpreti, guardie di sicurezza,
e poi tutto il commercio che si regge sui ricchi bianchi che
fanno spese in supermercati off-limits per i congolesi.
L'ultima ciliegina… vedete nella foto il vulcano Nyaragongo
che sovrasta la città (il monte a destra), e per terra una
strana pavimentazione nera… che è la lava dell'eruzione del
2002… la lava che ha distrutto mezza città e che ancora
ricopre tutto!
Daniela
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