Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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Goma - Repubblica Democratica del Congo
18 settembre 2009



A Goma: un'estate diversa...


Ecco che un'altra estate è finita… proprio finita ormai, passate le ferie, bambini e ragazzi tornano a scuola, si ricomincia con tutte le cose normali, di sempre.
Solo il parroco ci si è ristretto (eheh!).
Eh si, perché l'estate è un momento speciale! Giornate più lunghe, si va in vacanza, si fanno cose nuove… anche in città, tutto cambia! È molto più facile trovare parcheggio, ad esempio. I negozi sono quasi tutti chiusi, in giro c'è il deserto, si mangiano tre gelati al giorno e fa talmente caldo che in chiesa è tutto uno sventolare di ventagli. Bella, l'estate: spezza la monotonia, ci permette di riposarci, di essere almeno un po' spensierati, di abbronzarci!

La mia estate a Goma, invece, è stata decisamente diversa. Il clima, per cominciare: non ha mai fatto troppo caldo, anzi è rimasto esattamente come nel resto dell'anno. Sono i mesi della stagione secca, quindi non piove e c'è un bel po' di polvere. Ma le giornate sono della stessa lunghezza: siamo all'Equatore, e la luce rimane tutto l'anno invariata, dalle 6 alle 18. Ed
è stranissimo parlare al telefono con l'Italia, quando sto per mettermi a letto alle 8 (se non c'è nemmeno l'elettricità, tanto vale andare a dormire) e lì è ancora giorno pieno.
Qui nessuno va in vacanza, quindi la vita della città rimane come sempre. C'è il solito traffico, la gente per strada, i negozi e i mercati. I bambini non vanno a scuola, sono stati in vacanza fino al 7 settembre, quindi in effetti l'unica differenza è che mancavano le frotte di scolari in uniforme bianca e blu.
Niente gelati, niente cinema all'aperto… il mese di febbraio e quello di luglio non sono stati poi così diversi quaggiù.Però, questa estate congolese, è stata davvero tutt'altra cosa rispetto a quella italiana!
Non ci sono state vacanze, ma una lunga missione nei villaggi della Provincia, dove si trovano i centri per i bambini soldato, per delle sessioni di formazione con gli educatori, sull'appoggio psicosociale. I ragazzini che vengono seguiti hanno storie incredibili, terribili, traumi profondi che gli educatori devono saper gestire al meglio.
Non ho fatto visite ad amici sparsi per il mondo, ma al contrario ho ricevuto una visita … e che visita! Il parroco in persona (quello prima che si restringesse!) e Beatrice (che non ha bisogno di presentazioni!). Dato che erano in vacanza qui, mi so
no prodigata ad accompagnarli in giro per musei, monumenti, giardini e spiagge… ah no, in effetti no!
Abbiamo visitato i campi profughi. Poi i quartieri più poveri, come quello di Mapendo che è stato da poco devastato da un incendio, in cui non si sa nemmeno quante persone sono morte. Invece di animatori di villaggio turistico, siamo stati in compagnia di missionari, religiosi e laici, uomini e donne straordinari, con una forza ed un cuore indescrivibili, che ogni singolo giorno della loro vita si spendono al massimo per gli ultimi tra gli ultimi, con la gioia e l'amore che arrivano dritti dritti dal Signore.
Invece del "solito" campo estivo con i bambini del quartiere, inventandosi incredibili attività per attirare la loro attenzione e distoglierli da telefonini e internet, mi sono trovata con Beatrice a fare "girogirotondo" in un villaggetto sperduto dalle case di fango e paglia, con dei mocciosissimi bambini, scalzi e stracciati, pieni di croste di fango e chissà che malattie, con le pance gonfie per la malnutrizione… ma contenti, sorridenti, felici di giocare con noi in un modo che non vedevo da tempo nei nostri piccoli romani…
Invece che in una discoteca sulla spiag
gia, ho ballato le danze tradizionali con i bambini ex soldato, ognuno proponeva quella della sua tribù, e le differenze per un momento sparivano.
Invece che nelle più belle cattedrali delle capitali europee, sono stata a Messa nella scrostata prigione di Goma (e celebrava Don Enrico!).
Invece che un romanzo d'amore sotto l'ombrellone, ho letto un manuale sull'alfabetizzazione per gli adulti, secondo il metodo "coscientizzante" proposto da Paulo Freiro.
Invece della braciolata di ferragosto, ho mangiato gli gnocchi con dei ragazzi italiani, tra cui un infermiere ed un dentista, che passavano qui le loro vacanze per mettere la loro professionalità a servizio dei poveri.
Insomma, è stata una estate decisamente diversa!

Però, a pensarci bene, è sta
ta diversa dal solito, ma anche abbastanza simile al resto dei mesi passati qui: le occasioni, le esperienze, le persone, le emozioni ed i sorrisi… ho avuto la fortuna di viverli dal primo giorno in cui ho messo piede a Goma. Questo mi ha fatto riflettere.
In effetti, la mia "estate normale" a Roma, è strettamente legata al resto dell'anno. Come d'inverno dedico tempo al servizio scout, d'estate faccio i campi; gli amici con cui passo le serate sono gli stessi con cui amo fare le vacanze; e così via, le scelte che faccio durante l'anno sono le stesse che faccio in estate!
E se ci pensiamo bene, è così per tutti: chi normalmente fa servizio in parrocchia, d'estate andrà ai campi; chi coltiva la sua passione missionaria, farà in modo di partire verso qualche meta "sfigata"; chi propone ai propri figli delle attività educative e stimolanti, d'estate farà lo stesso; chi studia, sa benissimo che la pausa estiva serve soprattutto per preparare g
li esami di settembre; ed infine chi preferisce non interessarsi troppo del mondo circostante, si rifugerà in un villaggio vacanze con animatori e piscina!
Insomma, il nostro stile di vita rimane invariato! Le nostre scelte di vita valgono in ogni mese dell'anno. Ma possiamo vedere le cose anche in un altro mod
o: l'estate può essere una occasione, uno stimolo, il momento per "lanciarci" in qualcosa di diverso, metterci in gioco e imparare, crescere (anche a sessant'anni!! Chiedete a Don Enrico se la visita a Goma lo ha lasciato indifferente…). Di possibilità ce ne sono tantissime, dalle proposte della parrocchia (la marcia francescana, tanto per dirne una), a cose più "vacanziere", come i viaggi di turismo responsabile…

E allora, perché non pensare che anche la nostra prossima estate potrà essere diversa? Perché non cominciare, da oggi, a domandarci quale occasione vogliamo cogliere e, soprattutto, come impegnarci in ogni giorno del freddo inverno per prepararci a questa "estate diversa"? Perché se è vero che le scelte di fondo sono sempre le stesse, dovremo cominciare subito la diversità!
Allora bentornati a tutti, e che il Signore possa accompagnarci, in questo anno che comincia, verso strade importanti di amore e servizio, verso strade nuove, in cui l'estate diventa non solo riposo ma anche stimolo per crescere!

 Daniela

 

 

Pagine del diario
 

 
Goma 7 febbraio 2009 - E io ho scelto Goma...

 

Goma 21 febbraio 2009 - La realtà che mi circonda...

 

Goma 7 marzo 2009 - Muzungu e cioccolata...

 

Goma 22 marzo 2009 - 8 Marzo... tra festeggiamenti e pensieri durissimi

 

Goma 4 aprile 2009 - Bambini. Soldati, ma comunque, veramente, bambini

 

Goma 17 maggio  2009 - Gli "Spostati"

 

Goma 31 maggio  2009 - Memorie, memoriali, vendette e riconciliazione...

 

Goma 21 giugno 2009 - Dietro le sbarre

 

Goma 18 settembre 2009 - Goma: un'estate diversa...

 


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