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L'uomo che cammina
Laboratorio su Gesù
Il
laboratorio, lo dice la parola stessa, è un invito a
sporcarsi le mani e a metterci la faccia nelle cose che si
fanno. Siamo tutti responsabili, ciascuno con i propri
ruoli: dal Parroco Don Mauro, ai coordinatori, a chi porta
avanti i singoli incarichi. Tutti, a turno, partecipano con
le proprie competenze e sensibilità alla realizzazione degli
incontri, che diventano uno spazio dove sperimentare
modalità nuove di spezzare la Parola, di approfondirne il
significato, di farla scendere nella nostra vita. Dove le
scoperte più importanti sono quelle meno attese, a
cominciare dalle persone che ci stanno vicino, anche se le
conosciamo da quando eravamo bambini. Quanto più le persone
lavorano insieme per perseguire il raggiungimento della
meta, tanto più si legano tra loro, come i raggi del sole
che s'incontrano al centro…
L'obiettivo del laboratorio è approfondire la relazione e la
sequela del Signore… per "raccogliere in bocca il
punto di vista di Dio".
Un punto di vista scomodo che tante volte vorremmo
addomesticare
alla nostra ragione, che ci blocca perché sembra folle,
che ha sempre una falcata di vantaggio su di noi
perché è sempre in movimento, e che può dare un senso alla
nostro cammino.
Da qui il nome del laboratorio, che si ispira a un libro di
Cristian Bobin...
L'UOMO CHE CAMMINA
L'UOMO
CHE CAMMINA è quel folle che pensa che si possa assaporare
una vita così abbondante da inghiottire perfino la morte.
Coloro che ne seguono le orme e credono che si possa restare
eternamente vivi nella trasparenza di una parola d'amore,
senza mai smarrire il respiro, costoro, nella misura in cui
sentono quel che dicono, sono forzatamente considerati
matti. Quello che sostengono è inaccettabile. La loro parola
è folle e tuttavia cosa valgono altre parole, tutte le altre
parole pronunciate dalla notte dei secoli? Cos'è parlare?
Cos'è amare? Come credere e come non credere?
Forse non abbiamo mai avuto altra scelta tra una parola
folle e una parola vana.

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