Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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L'emozione non ha voce - un Ciao lungo 14 anni
  
Se qualcuno non era al corrente di quello che stava succedendo a S. Ippolito domenica scorsa 16 settembre, entrando in chiesa poteva pensare di essere capitato nella “Domenica delle Palme”, tradizionalmente la festa con la celebrazione più partecipata nella nostra comunità. 

Si perché l’impressione che si aveva era proprio quella... la chiesa era gremita fino all’inverosimile per salutare don Mauro Cianci che lascia la nostra parrocchia dopo 14 anni di servizio.

Don Mauro è arrivato a S. Ippolito il 1 settembre del 2004 come vice parroco e subito si è fatto voler bene per il suo modo di fare alle volte un po’ fuori dal comune. Dal 1 settembre del 2009 è poi divenuto il nostro parroco.

Questi anni sono volati... sembra ieri che abbiamo incominciato a lavorare con lui e fare
“tutto tutti insieme”. Impossibile elencare le cose fatte perché sono state veramente
tante... alcune riuscite, altre meno, ma tutte sempre con l’obiettivo di lodare, pregare e amare il nostro Dio.

Certamente quella trascorsa è stata per tanti la domenica più faticosa; ma è stata una fatica dettata dal pensiero che dietro la preparazione di questa festa c’era un “Ciao”... 

Per fare una citazione alla don Mauro potremmo riassumere questa giornata con l’inizio di una canzone di Celentano: 

“Io non so parlar d'amore, 
L'emozione non ha voce, 
E mi manca un po' il respiro, 
Se ci sei c'è troppa luce…”.

La presenza di tanta gente a salutare don Mauro, sia alla Messa sia dopo nel cortile parrocchiale, è stata un atto di amore che la comunità parrocchiale gli ha voluto donare ancora una volta. L’emozione l’ha fatta da padrona e si coglieva dallo sguardo di ogni persona... negli occhi dei tanti bambini, delle famiglie, degli anziani, ma anche negli occhi emozionati di don Mauro ben visibili sia dagli addetti ai lavori sia da chi si trovava in mezzo all’assemblea e ne ha potuto cogliere lo sguardo.

Per non parlare della voce strozzata dall’emozione del nostro Diacono Pino mentre, a nome di noi tutti, ringraziava don Mauro rievocando tutte le cose fatte insieme, o dei magoni mandati giù da parte dello stesso don Mauro mentre leggeva il suo saluto alla comunità parrocchiale.


Alcune delle sue parole spezzate dall’emozione dicono:
 “…Oggi siete per me un incanto… guardarvi uno per uno, a condividere le emozioni di questi momenti e continuare a ringraziare il Signore. Forse siamo stati tutti un po’ tentati di prenderlo da parte e dirGli: senti un po’… Ma era proprio necessario? Ricordiamoci che decide Lui. Il Capo è Lui. E’ giusto perciò che sia così, che passi il testimone ad un altro, anche più esperto e grande di me…”

La parrocchia ha regalato a don Mauro una casula verde, quella casula che indossava proprio durante la celebrazione e che gli abbiamo consegnato in sacrestia prima di iniziare.

Poi al termine della Messa gli abbiamo consegnato un’icona dal titolo “Gesù che abbraccia il discepolo” notoriamente conosciuta come “Icona dell’Amicizia”.
Questo regalo, ha un duplice messaggio: l’abbraccio di Gesù per il nuovo ministero che è stato affidato a don Mauro e l’amicizia instaurata con questa comunità non si può dimenticare.

Dopo la celebrazione ci siamo poi incontrati nel cortile parrocchiale insieme per un aperitivo ed è stato un bel momento dove tutti hanno potuto salutare don Mauro personalmente.

Possiamo concludere dicendo che cambiano i sacerdoti, cambiano le voci, ma noi dobbiamo seguire quell’unica voce del nostro Gesù buon pastore.

 

Grazie di tutto don Mauro e buon nuovo inizio….




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