Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

sub_header_78
 

La prima messa di Don Federico Porrello



Il presbiterio di Sant'Ippolito si è arricchito con la presenza di un giovane sacerdote ordinato il 27 aprile, nella stessa cerimonia in San Pietro nella quale è stata amministrato il sacramento dell'ordinazione a Don Fabio d'Ecclesia: Don Federico Porrello è stato assegnato alla Comunità di Sant'Ippolito e camminerà con noi per alcuni passi della "strada" a venire.
La presentazione alla Comunità è avvenuta Domenica 4 Maggio con la celebrazione della sua prima Eucaristia tra noi.
Don Federico viene da Civitavecchia e in realtà già prima della sua ordinazione ha avuto modo di conoscere la Comunità di Sant'Ippolito poiché a partire dalla scorsa estate e fino a questa domenica, ha prestato servizio come diacono avvicinando tutte le realtà parrocchiali, in particolar modo curando e seguendo il cammino di alcuni giovani dei gruppi Cresime.
Con i giovani del Laboratorio Francescano Sigillum Regis ha poi condiviso l'esperienza estiva di servizio a Lourdes.
La celebrazione della sua prima Messa è stata quindi caratterizzata da un'atmosfera festosa e amicale, propria dell'accoglienza che si fa verso un frat
ello non sconosciuto, ma con il quale sono già stati vissuti molti momenti di fraternità.
Lo sguardo radioso di Don Federico e il suo vissuto intimo di gioia sono riusciti a creare un legame empatico immediato con le persone che saranno "la sua gente", "la sua famiglia".
Durante l'omelia il Parroco, Don Enrico, ha cercato di interpretare i pensieri di Federico ponendosi alcune domande: cosa una comunità può aspettarsi da un prete, cosa si aspetterà da lui in particolare; vicendevolmente cosa lui potrà e dovrà aspettarsi dalla sua Comunità.
Le risposte sono semplici quanto complete: più che qualsiasi altra cosa, da un sacerdote ci si aspetta fondamentalmente un uomo che sia in grado di portare Cristo, di spezzare la Parola, di spezzare il Pane, di offrire il Perdono del Padre, di fare Comunione con il Signore e con i fratelli. E un prete dalla sua Comunità si aspetta sostegno, aiuto, comprensione e pazienza anche per i momenti di stanchezza e di difficoltà che non sono risparmiati a nessuno; ma che portati insieme diventano meno pesanti e più facili da superare, diventano un ponte di fraternità, un esercizio di misericordia, un mezzo per per
mettere a Dio di entrare nelle nostre vite e sedersi a tavola con noi.
Dopo l'omelia Don Federico è stato raggiunto sull'altare da una bambina degli "Ippolotti" che ha ringraziato Dio per aver mandato un nuovo fratello alla Comunità e che a questo nuovo fratello ha chiesto "di essere buono e di avere tanta pazienza soprattutto con i più piccoli, tanto rumorosi e birichini!" strappando un sorriso di grande tenerezza a Federico e a tutti i presenti.

Il nostro giovane sacerdote nei suoi ringraziamenti ha esordito citando una frase tratta da una canzone. del famoso cantautore Jovanotti: "Mentre venivo in macchina da Civitavecchia - ha detto- canticchiavo tra me e me questa canzone: sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno, sono fortunato perché non c'è niente di cui ho bisogno. Il mio sogno si è realizzato, e al tempo stesso si è realizzato il sogno che Dio aveva su di me. E non c'è nulla di cui ho bisogno non perché io abbia tutto; ma perché ho avuto la mia vocazione, ho il mio Ministero, ho Dio. E a ventisette anni sinceramente credo che non potrei desiderare nulla di più!".
La semplicità e la giovialità di Don Federico sono contagiose e non tardano a coinvolgere chi gli sta intorno: il momento dei suoi ringraziamenti si è trasformato in una vera e propria festa nella quale lui ha ringraziato a una a una, chiamandole per nome, le persone significative della sua vita, i suoi amici… e ha presentato la sua famiglia alla Comunità nel senso letterale del termine!
Genitori e fratelli di Federico, infatti, lo hanno raggiunto sull'altare perché lui potesse operare questo "scambio di presentazioni e di conoscenze tra famiglie", come lui stesso lo ha definito: la sua famiglia di appartenenza, che lascia, e la famiglia di Sant'Ippolito, che gli è stata affidata.
Come già successo nella domenica precedente in occasione della prima Messa di Don Fabio d'Ecclesia, anche dopo l'Eucaristia celebrata da Don Federico la festa è proseguita nel cortile: canzoni, brindisi, cibarie varie, una torta ben augurale e tante parole scambiate hanno accompagnato e suggellato questo benvenuto, in un clima di serenità e fraternità.


Parrocchia di S. Ippolito Martire - Via di S. Ippolito, 56 - 00162 Roma - Tel. 0644232891 - Fax 0644233294 - parrocchia@santippolito.org
 
Best view 1024 x 768   -   Copyright © 2000 Parrocchia Sant'Ippolito Martire