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La prima messa di Don
Federico Porrello
Il
presbiterio di Sant'Ippolito si è arricchito con la presenza
di un giovane sacerdote ordinato il 27 aprile, nella stessa
cerimonia in San Pietro nella quale è stata amministrato il
sacramento dell'ordinazione a Don Fabio d'Ecclesia: Don
Federico Porrello è stato assegnato alla Comunità di Sant'Ippolito
e camminerà con noi per alcuni passi della "strada" a
venire.
La presentazione alla Comunità è avvenuta Domenica 4 Maggio
con la celebrazione della sua prima Eucaristia tra noi.
Don Federico viene da Civitavecchia e in realtà già prima
della sua ordinazione ha avuto modo di conoscere la Comunità
di Sant'Ippolito poiché a partire dalla scorsa estate e fino
a questa domenica, ha prestato servizio come diacono
avvicinando tutte le realtà parrocchiali, in particolar modo
curando e seguendo il cammino di alcuni giovani dei gruppi
Cresime.
Con i giovani del Laboratorio Francescano Sigillum Regis ha
poi condiviso l'esperienza estiva di servizio a Lourdes.
La celebrazione della sua prima Messa è stata quindi
caratterizzata da un'atmosfera festosa e amicale, propria
dell'accoglienza che si fa verso un fratello
non sconosciuto, ma con il quale sono già stati vissuti
molti momenti di fraternità.
Lo sguardo radioso di Don Federico e il suo vissuto intimo
di gioia sono riusciti a creare un legame empatico immediato
con le persone che saranno "la sua gente", "la sua
famiglia".
Durante l'omelia il Parroco, Don Enrico, ha cercato di
interpretare i pensieri di Federico ponendosi alcune
domande: cosa una comunità può aspettarsi da un prete, cosa
si aspetterà da lui in particolare; vicendevolmente cosa lui
potrà e dovrà aspettarsi dalla sua Comunità.
Le risposte sono semplici quanto complete: più che qualsiasi
altra cosa, da un sacerdote ci si aspetta fondamentalmente
un uomo che sia in grado di portare Cristo, di spezzare la
Parola, di spezzare il Pane, di offrire il Perdono del
Padre, di fare Comunione con il Signore e con i fratelli. E
un prete dalla sua Comunità si aspetta sostegno, aiuto,
comprensione e pazienza anche per i momenti di stanchezza e
di difficoltà che non sono risparmiati a nessuno; ma che
portati insieme diventano meno pesanti e più facili da
superare, diventano un ponte di fraternità, un esercizio di
misericordia, un mezzo per permettere
a Dio di entrare nelle nostre vite e sedersi a tavola con
noi.
Dopo l'omelia Don Federico è stato raggiunto sull'altare da
una bambina degli "Ippolotti" che ha ringraziato Dio per
aver mandato un nuovo fratello alla Comunità e che a questo
nuovo fratello ha chiesto "di essere buono e di avere
tanta pazienza soprattutto con i più piccoli, tanto rumorosi
e birichini!" strappando un sorriso di grande tenerezza
a Federico e a tutti i presenti.
Il
nostro giovane sacerdote nei suoi ringraziamenti ha esordito
citando una frase
tratta da una canzone. del famoso cantautore Jovanotti: "Mentre
venivo in macchina da Civitavecchia - ha detto-
canticchiavo tra me e me questa canzone: sono un ragazzo
fortunato perché mi hanno regalato un sogno, sono fortunato
perché non c'è niente di cui ho bisogno. Il mio sogno si è
realizzato, e al tempo stesso si è realizzato il sogno che
Dio aveva su di me. E non c'è nulla
di cui ho bisogno non perché io abbia tutto; ma perché ho
avuto la mia vocazione, ho il mio Ministero, ho Dio. E a
ventisette anni sinceramente credo che non potrei desiderare
nulla di più!".
La semplicità e la giovialità di Don Federico sono
contagiose e non tardano a coinvolgere chi gli sta intorno:
il momento dei suoi ringraziamenti si è trasformato in una
vera e propria festa nella quale lui ha ringraziato a una a
una, chiamandole per nome, le persone significative della
sua vita, i suoi amici… e ha presentato la sua famiglia alla
Comunità nel senso letterale del termine!
Genitori e fratelli di Federico, infatti, lo hanno raggiunto
sull'altare perché lui potesse operare questo "scambio di
presentazioni e di conoscenze tra famiglie", come lui
stesso lo ha definito: la sua famiglia di appartenenza, che
lascia, e la famiglia di Sant'Ippolito, che gli è stata
affidata.
Come già successo nella domenica precedente in occasione
della prima Messa di Don Fabio d'Ecclesia, anche dopo
l'Eucaristia celebrata da Don Federico la festa è proseguita
nel cortile: canzoni, brindisi, cibarie varie, una torta ben
augurale e tante parole scambiate hanno accompagnato e
suggellato questo benvenuto, in un clima di serenità e
fraternità. |