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Nuovi Ministri Straordinari dell'Eucarestia nella nostra
parrocchia Si è
concluso Venerdì 17 Febbraio 2006, l’itinerario formativo
dei candidati al Ministero straordinario dell’Eucaristia,
organizzato dal Vicariato di Roma e articolato in sei
incontri presso la Parrocchia Nostra Signora del Santissimo
Sacramento e SS.Martiri Canadesi.
In molti hanno aderito agli incontri previsti, cui hanno
partecipato circa 20 candidati della Parrocchia di
S.Ippolito, 3 della Parrocchia S.Francesca Cabrini, 1 della
Parrocchia di S.Maria Maggiore a Valmontone, 1 della
Parrocchia di S. Frumenzio, e 150 della Parrocchia dei
SS.Martiri Canadesi.

Diverse le tematiche e gli spunti di riflessione che si sono
stati proposti nei diversi incontri, in cui sono stati
trattati in termini storici, teologici, spirituali i
seguenti argomenti:
- L’Eucaristia nella Sacra Scrittura
- Il Sacramento dell’Eucaristia
- La chiesa comunità ministeriale
- La spiritualità del ministro straordinario dell’Eucaristia
- La pastorale degli ammalati e degli anziani
- L’esercizio del ministero nella Parrocchia e nella Diocesi.
Il
tutto con la partecipazione di illustri, valenti e
preparatissimi oratori che si sono alternati nel corso degli
incontri settimanali del Venerdì: da P. Jesùs Cervera
Castellano (ocd), P. Ildebrando Scicolone (osb), a Mons.
Marco Frisina.
In particolare quest’ultimo ha concluso questo percorso
iniziato il 13 Gennaio intrattenendo gli astanti con una
catechesi sull’Eucaristia e sull’esercizio del suo ministero
straordinario, soffermandosi nella sua esposizione su
aspetti dal contenuto forte e profondo.
Nel ricordare ciò che era già stato espresso nei precedenti
incontri, ha ripetuto nuovamente che: ...l’Eucaristia è il centro di tutta la vita Sacramentale,
perché è culmine autentico sia dell’iniziazione cristiana,
sia della Comunione con Dio.
Infatti tutto ciò che inizia con il Sacramento del
Battesimo, e viene confermato dal Sacramento della Cresima,
è compiuto completamente nel Sacramento dell’Eucaristia. Per
questo pur considerando che tutti i Sacramenti forniscono il
dono dello Spirito Santo, in particolare l’Eucaristia
racchiude anche colui che manda lo Spirito Santo: il Signore
stesso!
Perciò i tre Sacramenti, che apparentemente potrebbero
sembrare entità a se stanti soprattutto considerando
l’ordine di conferimento, sono in realtà strettamente
connessi tra loro essendo un unico gesto Sacramentale,
ovvero realizzano un unico grande Mistero quello che fa di
noi Figli di Dio in comunione reale, attraverso Cristo con
Dio!
Il gesto d’amore più grande che un uomo possa compiere è
donare completamente se stesso per amore! Cristo ha voluto
assumere la nostra natura umana per morire come ogni uomo, e
per poterci amare donando il suo corpo totalmente a noi per
amore!
Ma la sua morte non ha definito la fine di tutto! Infatti il
terzo giorno risuscitò con il suo corpo! E quando apparve ai
suoi discepoli mostrando a Tommaso le sue ferite disse:” Io
sono risorto e questo corpo adesso, dopo essere stato
umiliato e distrutto, è il luogo perenne dell’amore!”
Con queste parole dimostra concretamente che è presente
presso coloro che ha amato per sempre in maniera corporea,
ossia fa si che il suo corpo diventi per sempre il luogo
dell’amore!
Per noi oggi è la garanzia assoluta, il mezzo che ci salva!
Se Cristo non fosse risorto con il suo corpo, noi non
saremmo incorporati in Lui nel Battesimo, e nell’Eucaristia.
Possiamo perciò comunicare al suo corpo e al suo sangue!
Quando diciamo questo, non bisogna interpretarlo in modo
simbolico, ma bensì reale!
Noi mangiamo realmente il suo corpo, e beviamo realmente il
suo sangue! E in questo modo diventiamo una sola cosa con
Lui e una sola cosa tra noi!
Il corpo eucaristico è la presenza reale, sostanziale, e
corporale di Cristo! Riassume tutte le presenze
dell’Eucaristia in maniera chiara! E’ reale perché è
veramente presenza di Cristo; sostanziale perché è veramente
la persona di Cristo; corporale perché veramente indica la
sua presenza attraverso il corpo! Quando si mangia
l’Eucaristia, si mangia il corpo di Cristo! E quando si beve
il sangue dell’Eucaristia si beve il sangue di Cristo!
Quando durante la Messa si recita la dossologia: “Per
Cristo, con Cristo, e in Cristo” queste affermazioni
indicano che solo attraverso Cristo, con Lui e dentro di Lui
è possibile dare la giusta lode al Padre, nello Spirito
Santo!
Solo così noi siamo realmente in comunione con Dio! Chi
non si comunica, non comunica con Dio! Tutti siamo chiamati
ad entrare in comunione con Cristo anche se non sempre è
facile, anzi faticoso, perché occorre rinunciare a noi
stessi per vivere di Lui!
“Chi vivrà di me, vivrà per me” e questo è proprio della
vita Eucaristica.
Come esprime il Concilio Ecumenico Vaticano II ,
l’Eucaristia è “fonte e culmine”; culmine verso cui tende
l’azione della Chiesa e al tempo stesso fonte da cui promana
tutta la sua energia! Quando ci si riunisce per celebrare
l’Eucaristia, la Chiesa celebra il corpo di Cristo, corpo
dei battezzati; ma l’Eucaristia fa la chiesa nel momento in
cui essa è realmente presente dentro la Chiesa, ed essa
nutrendosi a questo pane, cresce!
E’ una grazia enorme questa del corpo di Cristo; se è
presente nei suoi ministri che donano l’Eucaristia, tutti
si comunicano allo stesso pane e vino e diventano corpo di
Cristo.
Inoltre si è soffermato a delineare il significato di
ministero e sottolineando la sua importanza nell’ambito
ecclesiale, ne ha definito il profilo e la vocazione: La parola ministero significa amministrare un bene di un
altro!
Il ministro è perciò un amministratore di beni altrui, al
fine di conseguire il bene di tutti!
Nella chiesa i ministri sono presenza salvifica di Cristo!
La Chiesa è il Corpo di Cristo e come un corpo ha tante
membra (Corinzi 12) così la Chiesa ha tanti ministeri!
Il ministero dell’Eucaristia è quello più alto, ed è
esercitato dal Vescovo.
Il Vescovo amministra tutti i sacramenti per il bene della
sua chiesa insieme ai presbiteri che non sono altro che i
suoi collaboratori, per poter nutrire la Chiesa corpo di
Cristo.
Vescovi, presbiteri e diaconi sono ministri ordinati:
questo significa che il Sacramento dell’ordine li rende
conformi a Cristo crocifisso e redentore. Questo significa
che la vita del presbitero o del vescovo è assimilata alla
realtà della croce di Cristo, perché è colui che dona se
stesso per amore, per la salvezza degli altri!
Questo è il senso della vocazione ordinata! L’ordine sacro
trasforma la persona sigillandola nello Spirito in questa
configurazione speciale di Cristo: e infatti il Vescovo e i
presbiteri danno la grazia nel sacramento della
riconciliazione, ma soprattutto celebrano l’Eucaristia
rendendo presente il corpo e il sangue di Cristo.
I diaconi esercitano il ministero della Parola, della
benedizione, del servizio, rendendo presente Cristo servo
che ama la Sua chiesa obbedendo fino alla morte!
Sono tutte immagini dell’unico ministero redentivo di
Cristo. Il Vescovo ne rappresenta la sua autorità salvifica
ma anche di governo: la sua regalità .
Esistono poi i ministeri istituiti, quelli legati a dei
compiti ecclesiali ben precisi soprattutto per la
celebrazione liturgica: il Lettore e l’Accolito. Sono
ministeri perenni e non sono accumulabili: pertanto chi fa
il lettore non può fare l’accolito e viceversa.
Il lettore ha come ministero quello di insegnare nella sua
vita la Parola di Dio, e quindi quando celebrerà proclamerà
la Parola di Dio, perché è il suo compito cui deve adempire
nella sua vita.
L’accolito (il termine significa colui che sta accanto al
celebrante durante la celebrazione Eucaristica) opera nella
sua vita per il corpo di Cristo; ovvero lavora a servizio
del corpo di Cristo, dell’Eucaristia e della Chiesa (che è
corpo di Cristo) soprattutto nella chiesa sofferente perché
è quella più vicina a Cristo crocifisso. Durante la
celebrazione farà servizio all’altare, distribuirà
l’Eucaristia soprattutto ai malati e vivrà nella comunità
cristiana a servizio della comunione ecclesiale nella
carità, alla sofferenza.
Il mistero straordinario dell’Eucaristia è un ministero
straordinario cioè non ordinario e perciò non è istituito
come il Lettore e l’Accolito. E’ straordinario e pertanto ha
una durata per un certo periodo di tempo, perché è soltanto
funzionale ad un servizio ecclesiale.
Nella Diocesi di Roma dura 3 anni. In altre diocesi può
variare.
Viene istituito legato ad una Parrocchia, dopo essere stato
designato dal Parroco.
E’ perciò al servizio della Parrocchia e del Parroco, e
secondo quanto recita il rito dell’istituzione:”è rivolto
agli ammalati, e a coloro che non possono partecipare
all’Eucaristia”
Ha origini antiche. Quando i cristiani non potevano
partecipare all’Eucaristia perché trattenuti o dalla
malattia o dal carcere perché perseguitati, ricevevano il
Sacramento dai fratelli a loro inviati.
Oggi durante la SS.Messa alla fine del rito di Comunione, i
ministri si avvicinano all’altare, ricevono dentro una teca
l’Eucaristia che dovrà essere portata ai malati, e sono
inviati per rendere in comunione con la celebrazione in
atto, tutti gli ammalati della comunità cristiana. Per cui
in quel momento domenicale tutti i ministri mettono in
comunione reale, perché partecipano allo stesso pane, tutti
i fedeli soprattutto gli ammalati.
In via straordinaria quando il numero dei celebranti è
esiguo, o c’è penuria di diaconi o accoliti, i ministri
aiutano il celebrante a distribuire la comunione dentro la
Messa.
Essendo un servizio straordinario, è svolto come ausilio, a
volte prezioso, soprattutto nelle Parrocchie dove la
popolazione è anziana.
Questo ministero pur essendo a tempo diventa per chi lo
esercita, soprattutto per i cristiani più sensibili,
un’esperienza forte di Chiesa, all’interno della comunità
parrocchiale! Ricordando che il ministro straordinario è
colui che ha un rapporto più stretto con l’Eucaristia, è
pertanto una persona al servizio di questa e perciò pregherà
di più, oltre che a partecipare ad incontri catechetico-formativi, di preghiera e di adorazione
eucaristica.
E’ in definitiva il servizio alla “carità” che non si limita
alla visita all’ammalato comunicandolo, e sostenendolo
spiritualmente nella dura prova della sofferenza, ma anche
nel rivolgere l’attenzione alle sue esigenze spirituali e
materiali, facendolo sentire parte integrante di una Chiesa
in preghiera per lui e per le sue sofferenze.
Questo è l’aspetto educativo di questo servizio che insegna
ad uscire fuori dal proprio egoismo e dalla propria
indifferenza, crescendo in una consapevolezza grande
dell’amore ecclesiale, dell’amore a Cristo ed alla Chiesta
che è madre!
Pertanto è un servizio e non una sorta di potere!
L’incontro si è concluso con l’intervento di P.Giancarlo
Breda Parroco della Parrocchia che ha ospitato questi
incontri, che oltre a ringraziare Mons.Frisina per il suo
intervento, ha ricordato alcuni avvisi dopo però aver posto
il seguente interrogativo:
“Ma io oggi vivo per Cristo, con Cristo ed in Cristo?’”
La risposta è sicuramente rimasta nel cuore di ciascuno dei
partecipanti che di fronte all’ammissione allo svolgimento
di questo servizio, in cuor suo chiederà al Signore che
possa veramente agire con potenza, e sostenendoci nella
nostra debolezza umana, quali “servi inutili” ci porti ad
agire come Simone di Cirene o come la Veronica aiutando con
cuore sincero e con tanto amore e disponibilità gli ammalati
che seguiremo, riconoscendo in loro il volto sofferente del
Cristo. |