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26
aprile - 11 maggio: Esposizione di Icone Greche
a cura di Maria Kolivà e Helga Elisabeth Kehren
Da sabato 26 aprile a domenica 11 maggio nella cappellina in
fondo alla Chiesa,
sarà allestita una piccola esposizione di Icone Greche.
La suggestiva iniziativa, dall'alto valore artistico e
spirituale,
vedrà la
straordinaria partecipazione dell'autrice, l'iconografa
greca Maria Kolivà.
Le Icone - note
storiche e tecniche
Le prime icone
risalgono al periodo protocristiano e trovarono larga
diffusione perchè rendevano a tutti chiaro ed immediatamente
comprensibile il messaggio della buona novella, in tempi in
cui pochi sapevano
leggere. Infatti esistono icone complesse con la
rappresentazione centrale del soggetto sacro e
concentricamente la descrizione dell'episodio biblico o
evangelico.
Le differenze
sostanziali fra l'arte sacra orientale e quella occidentale
consistono nella mancanza, nelle icone, della
tridimensionalità, nella scarnezza dell'ambientazione e del
paesaggio e nel riproporre l'immagine sacra uguale alla più
antica immagine ritrovata con lo stesso soggetto.
Queste scelte non sono casuali ma spingono l'osservatore a
ritenere unicamente il messaggio sacro, senza distrazioni o
fraintendimenti.
La scelta dei
materiali è anch'essa legata alla tradizione. Si scelgono
materiali poveri (legno, tela di cotone, colori naturali
miscelati con il tuorlo d'uovo che funge da collante e da
conservante) che devono resistere nei secoli...
Anche se
nell'icona manca la tridimensionalità esiste tuttavia un
punto più luminoso ed evidente che è il volto. Ciò è reso
possibile dalla sovrapposizione dei colori (quasi sempre più
di cinque), i quali vengono applicati uno per volta facendo
asciugare ad ogni passaggio il precedente. Si crea così un
contorno intorno al volto che è l'ultima fase dell'opera.
La misticità,
bene raro nei nostri tempi turbolenti, delle icone di Maria
si manifesta appunto in questo punto luminoso che è il
volto, che rispecchia lo sguardo di Dio e trascende l'uomo.
La santità delle
icone dell'artista diventa quindi un tesoro da custodire nel
profondo dell'anima... |