Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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Carissimi amici,

ormai davvero, pieno di attesa gioiosa e del desiderio di ringraziare ed adorare Dio con tutti voi, mi preparo ad essere ordinato sacerdote. In particolare desidero rivolgere un pensiero colmo di affetto per Anna Teresa Micantonio, che è tornata alla Casa del Padre lo scorso Sabato Santo. E il motivo è semplice: oltre ad abitare sullo stesso pianerottolo ed essere stata, con tutta la sua famiglia, sempre presente e vicino alla mia … è lei che mi ha portato a sant’Ippolito: “perché non vieni a fare la Cresima da noi”?

Anni fa a un incontro del Laboratorio francescano dicevamo che le nuove amicizie non possono essere messe sullo stesso piano di quelle di 20 anni; e io, sornione, avevo risposto che per fare un’amicizia di 20 anni, ci vogliono 20 anni. Bene, 20 anni sono passati, e citando Mauro – alla Marcia francescana –  posso dire NOI, NOSTRA FAMIGLIA, con cognizione di causa. Recentemente a una Messa-cena, sentendo il coro cantare, mi dicevo che ormai questa voce mi è entrata dentro.
E l’appartenenza – dicono i miei parroci che citano Giorgio Gaber – è sentire gli altri dentro di noi; Gesù che vive dentro di noi.

Capite allora perché ho scelto proprio questo frase: “dalle sue piaghe siamo guariti” (1Pt 2,24) per accompagnarmi verso l’Ordinazione. Quando don Giampiero Palmieri ci ha predicato gli esercizi spirituali per il diaconato ci ha detto che il Signore Risorto si fa presente sotto le sembianze del povero; e io l’ho incontrato soprattutto quando le persone che amo sono state nella prova, nel dolore, persino nel lutto, come ora Anna Micantonio e la sua famiglia. Io qui ho riconosciuto la presenza di Gesù! Così come l’ho avvertita tutte le volte che molti di voi mi hanno sostenuto nei momenti difficili.

Poi c’è una presenza più semplice, quotidiana, fatta di tanto tempo passato insieme, tempo trasformato dal passaggio di Gesù. Ho amato le strade del nostro quartiere, come fossero quelle della Terra Santa, come Cafarnao, immaginando che dietro le finestre delle case, anche qui ci domandavamo: “chi è costui al quale perfino il vento e il mare gli obbediscono?”. E posso dire che coi miei amici, nelle nostre case, in Porziuncola, al pub questa domanda ce la siamo fatta per davvero, perché Gesù ha messo a tacere proprio venti e i mari che agitavano la nostra vita, e lo farà ancora.

Scherzando dicevo sempre che la vera frase dell’Ordinazione è “alcune donne delle nostre ci hanno sconvolto, perchè affermano che egli è vivo!”. Amiche e amici che mi hanno fatto sperimentare proprio questo. E, come i discepoli di Emmaus, posso dire che lungo la via anche a me il cuore ha cominciato ad ardere mentre Gesù mi spiegava la sua vita e la mia vita con la Scrittura; restava con me, nella sera; e si è fatto riconoscere nello spezzare il pane. E ora che mi accingo anche io a ripetere lo stesso gesto, non ho altro desiderio che questo: restituirvi quello che mi avete insegnato, testimoniato e fatto sperimentare … e cioè che GESÙ È VIVO!

Vostro Emilio


Immagini della veglia di preghiera in preparazione all'ordinazione sacerdotale di Emilio
 


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