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"Greccio fu
così la nuova Betlemme"
Ritiro di avvento del Laboratorio francescano "Sigillum
Regis" (17 dicembre 2005)
Forse, non tutti sanno da dove ha origine il Presepio cioè
la rappresentazione della natività che si prepara, in tutto
il mondo Cristiano sotto Natale, per ricordare la nascita
del nostro Salvatore Gesù Cristo...
Era la notte del 1223 quando San Francesco, tre anni prima
della sua morte, decise di far rivivere la nascita di
Betlemme con personaggi reali a Greccio.
San Francesco voleva rifare Betlemme resa ormai irraggiungibile per la violenza
dei saraceni, e comunque ripetibile su ogni altare della
terra senza bisogno di alcuna crociata; rifare Betlemme
nella sua reale e letterale evangelica povertà, checché ne
pensino i confratelli che desiderano edulcorare la regola;
rifare Betlemme perchè è l'elogio della carne contro ogni
cataro disprezzo della materia;
rifare Betlemme rimanendo obbedientissimi alla Chiesa eppure
rivendicando il posto dei laici.
Noi ragazzi del Laboratorio Francescano abbiamo così deciso
di partire alla volta di Greccio per andare a scoprire quel
luogo che diede ispirazione a San Francesco e dove venne per
la prima volta rievocata la natività.
Arrivati a Greccio, veniamo accolti da un frate che ci
racconta degli anni di San Francesco passati lì.
Tutto questo avviene davanti una piccola grotta che conserva
un affresco di scuola Giottesca del XIV secolo che raffigura
il natale di Betlemme e quello di Greccio.
Finita la spiegazione iniziamo a visitare quei luoghi dove
San Francesco visse e dopo aver passato il refettorio
arriviamo nel piccolo antro dove dormiva San Francesco.
Senza vederli, non si potrebbe immaginare la povertà di quei
luoghi ed il "letto" del Santo né è la più chiara prova...
una roccia, una nuda roccia sulla quale si adagiava per
riposare.
In silenzio continuiamo a girare per il Santuario e sentiamo
crescere un'atmosfera mistica intorno a noi.
Passiamo per i dormitori, per la sala del coro fino ad
arrivare alla prima chiesetta dedicata a San Francesco.
Nuovamente poi, ci raccogliamo insieme davanti alla grotta
che rievoca la natività e iniziamo a cantare insieme; questi
canti ci preparano ad una meditazione personale che andremo
a fare in questo luogo di preghiera lontano dai rumori della
città, dal traffico, dalla "smania" dei regali di Natale che
spesso fanno perdere di vista come l'unico centro del Natale
sia lui: Gesù il Bambino, Gesù il Salvatore.
Dopo la meditazione che ci permette di aprire i nostri
cuori, di rivivere le emozioni di San Francesco e di pregare
per la vicina rinascita del Cristo, segue l'adorazione
eucaristica.
Il silenzio dell'adorazione viene a tratti rotto da una voce
forte che legge i passi del vangelo di Luca sulla nascita di
Gesù.
Al silenzio s'intrecciano anche canti invocati al Signore
che rendono sempre più sublime e mistica la nostra
adorazione:
"Si onora ivi la semplicità, si esalta la povertà, si loda
l'umiltà
e Greccio si trasforma in una nuova Betlem".
Quest'anno... quando andremo a fare i nostri presepi con il
bue e l'asinello, la paglia ed il fieno penseremo alla
centralità di Gesù Bambino, a come sia questa la figura che
domini il Natale. Un Natale pieno di gioia per la nascita
del Salvatore, un Natale pieno di significati.
Buon compleanno, Gesù Bambino, buon compleanno.
E' Natale, ma è soprattutto il compleanno di Dio.
Cerchiamo di festeggiare così il suo Natale: festeggiando la
sua nascita, il suo compleanno e quindi il suo essere centro
di tutto, d'ogni cosa che c'è e d'ogni cosa che ci sarà.
Buona Natale a tutti voi e arrivederci a Greccio, dove ieri
ebbe origine il Presepe di oggi. |