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La scomparsa di
Padre Filiberto Paschetta
Padre Filiberto Paschetta da Racconigi, frate minore cappuccino
piemontese,
che fu a S. Ippolito dal 1980 al 1985 è mancato il 6 gennaio
nell'ospedale di Pinerolo (Torino). Vi era stato ricoverato
in seguito ad un ictus qualche giorno prima.
Nato a Racconigi (Cuneo) nel 1922, dottore in filosofia, dottore
in lettere all'Università Cattolica del Sacro Cuore,
studiò
teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, frequentò l'Accademia di S. Tommaso, scienze politiche e
sociali alla "Pro Deo", ed un corso di medicina e chirurgia
per i missionari.
Ebbe diversi incarichi in varie città insegnando psicologia
clinica e psicopedagogia fin quando il Ministro Generale
dell'Ordine lo chiamò al servizio della Santa Sede
all'inizio degli anni '50. Fu consultore al Concilio Vaticano II in materia di
apostolato, in particolare nella commissione preparatoria
del decreto riguardante cinema radio e televisione.
Collaborò con varie riviste.
Fu in questo periodo che iniziammo a
conoscerlo, venendo spesso a S. Ippolito ed a S. Lorenzo come
collaboratore. Subito apprezzato
per la spiccata intelligenza, e la grande cultura, quando
dal 1980 venne a prestare il suo servizio nella nostra
parrocchia si occupò principalmente dell’ufficio
parrocchiale e della cappellina di Via Teodorico.
Viceparroco dal 1982 fu assistente di vari gruppi in
particolare di una delle prime comunità neocatecumenali. Nel 1985
i frati lasciarono S. Ippolito e P. Filiberto partì
missionario per il Perù, dopo 4 anni rientrò in Piemonte per motivi
di salute. Dal 1998 era presso il convento di Pinerolo.
Lo ricordiamo con affetto come un frate affabile,
disponibile, sempre aperto al dialogo, a volte estroso con lampi
di genialità e con una fragilità fisica che spesso lo
tormentava.
Nell'intervista che rilasciò per l'archivio storico evidenziò
l'affetto con il quale fu accolto dalla nostra comunità.
Ricordava questo periodo con gioia e riconoscenza per aver avuto
la possibilità di mettere in pratica, in una parrocchia così
grande, il suo ministero sacerdotale fino ad allora esercitato
molto a livello "teorico" attraverso l'insegnamento e la
predicazione e non mancava un pizzico di rimpianto. Vogliamo
affidare alla sua intercessione il cammino della nostra comunità
parrocchiale a lui tanto cara.
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