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Risate di
gioia
(per il mio fratello Giorgio)
Te
ne sei andato (Mina avrebbe detto come una stagione…)
discreto, in punta delle tue scarpette da ginnastica nere…
come al solito.
Non hai voluto disturbare nessuno, nemmeno tua madre: hai
preso le tue cose e dinoccolato e un po' ciondolante l'altro
ieri te ne sei andato in clinica. Dicono che, l'altra sera
dopo la nostra telefonata, hai fatto un po' di parole
crociate, hai recitato la compieta e, tolti gli occhiali, –
i tuoi occhiali – hai chiuso gli occhi per
addormentarti. E ieri mattina, quando ti sei svegliato,
probabilmente ti sarai accorto che, dove eri, gli occhiali,
i tuoi occhiali, non ti servivano più.
I tuoi occhiali…
Questi occhiali che continuamente arrampicavi su con il dito
nei tanti colloqui, confessioni, chiacchierate. Quelli che
si vedevano prima di te, che arrivavano prima di te… Prima
del tuo camminare lento, greve sempre un po' dinoccolato e
ciondolante… Come quello di un bambino… montatura scura,
lenti spesse con gli occhi sgranati dietro, interroganti sul
motivo delle tante meraviglie che, mi dicevi sempre, il
Signore gratuitamente aveva operato e operava sempre nella
tua esistenza.
Questi occhiali che si sono piegati sui lavoretti con i
ragazzi del gruppo Crisalide o con i lupetti, che hanno
letto tante pagine e tante storie, che hanno accompagnato
tanti cammini e pellegrinaggi, che hanno sgranato tanti
rosari.
Questi occhiali duri con chi voleva imbrogliarti e liquidi
nel gesto di aiutare tanti poveri e alleviare la sofferenza
di tanti malati.
Questi occhiali che toglievi per lavarti via con un gesto
veloce la fatica e la sofferenza, le ingiustizie, la
solitudine e l’incomprensione di chi sta sopra, sotto – e un
po' anche di lato – che di tanto in tanto si affacciavano e
che sapevi affrontare con i tanti momenti, lunghi,
silenziosi, profondi di preghiera.
"Padre… Visto che non ha niente da fare mi può
confessare???" Questi occhiali allora che scrutavano
dentro il cuore di chi, come me e come tanti, tanti, tanti
di noi, della nostra comunità, siamo venuti a dirti che
avevamo bisogno di te per arrivare al perdono e alla
misericordia di Dio.
Questi occhiali poggiati sulla punta del naso per leggere
meglio il messale, buttare troppo incenso nel turibolo (ma
quanto ti piaceva???) e scrutare ancora più profondamente la
parola di Dio.
"Beati i poveri in Spirito perché di essi è il regno dei
cieli…". E' questa la frase che hai scelto per il 13
maggio 2001, quando siamo stati ordinati preti assieme. E'
proprio il tuo riassunto e anche quello degli ultimi anni di
malattia che hanno dato spessore alla tua umanità già così
ricca e alla tua doppia vocazione (medico e prete) sempre
offerta a Dio e agli uomini.
Ecco perché ho voluto mettere il ricordo della tua
ordinazione nei piatti di coccio che usiamo durante la
Messa-Cena e il Giovedì Santo. Perché in un piatto umile,
semplice, povero ti sei offerto fino in fondo, e perché per
tanti di noi hai offerto te stesso da mangiare…
Un'ultima cosa. I tuoi occhiali ridevano come quelle belle
risate e quel "al di là della battuta" che usavi spesso nei
tuoi discorsi di comprensione e incoraggiamento con cui
sempre sei stato accanto a me, come a tutti noi preti tuoi
fratelli.
Adesso allora, lì dove sei, gli occhiali non ti servono più.
Guardi faccia a faccia il Dio che hai sempre amato e cercato
e che ti ha chiamato nel sonno dei giusti, dei poveri in
Spirito appunto. Sicuramente serviranno a me per saper
cogliere meglio dove il Signore mi vuole condurre.
Ciao Giorgio. Ti chiedo come ultimo gesto del tuo affetto
per me e per noi una risata bella, aperta, come quella della
Magnani in "Risate di gioia": "Dall'artra parte se faremo
tutti 'na granne risata!!!"
Io vorrei fare altrettanto e lo farò, te lo prometto, ma
aspetta qualche tempo però perché adesso mi risulta ancora
un po' difficile.
Ciao Giorgio prega per ciascuno di noi, prega per la tua
comunità di Sant'Ippolito e continua ad amarla come solo tu
hai saputo fare.
Don Mauro
(fratello e prete assieme te e parroco anche grazie a te)
Don Giorgio
Rossi
Nato a Roma il 1 agosto
1953... da sempre membro della nostra Comunità, amico e
fratello nella fede.
Ordinato Presbitero il 13 maggio 2001 in San Pietro in
Vaticano (Roma). Vicario parrocchiale della nostra Comunità
di S. Ippolito dal 14 maggio 2001. E' tornato alla casa del
Padre il 12 luglio 2011.
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