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1 luglio 2004
Don Enrico Feroci parroco di S. Ippolito
Il Cardinal Vicario
ha nominato parroco della nostra Parrocchia Don Enrico
Feroci, già parroco della parrocchia di San Frumenzio ai
Prati Fiscali dal gennaio del 1981. Dal 1 settembre si
affiancherà a lui Don Mauro Cianci, proveniente dalla
Parrocchia di San Michele Arcangelo a Pietralata, nuovo
vicario parrocchiale insieme a Don Cristian Colella e Don
Giorgio Rossi.
Riportiamo di
seguito l'articolo di presentazione di Don Enrico pubblicato
sul nuovo giornale del III Municipio nel novembre del 2004.
Mi è stato chiesto di dare un saluto agli abitanti del
quartiere attraverso il foglio di comunicazione del III
Municipio. Lo faccio ben volentieri. Sono il nuovo parroco
di Sant'Ippolito e provengo dalla zona "Prati Fiscali" (IV
Municipio) dove ho svolto il ministero per 28 anni.
Entro con rispetto e con attenzione nel nuovo territorio,
che colgo ricco di umanità antica (catacombe di
Sant'Ippolito in Viale Ippocrate) e di lunga esperienza.
Ho ritrovato nella mia biblioteca una carta di Roma del
1930. L'ho guardata con curiosità ed ho percorso mentalmente
il cammino storico di questo quartiere ed il pensiero mi è
andato alle vicende liete ed entusiasmanti dell’insediamento
di quei tempi e alle vicende dolorose della guerra. Colgo
l'occasione per rendere omaggio a tutti coloro (tra questi
anche nove Suore Sacramentine dell'asilo di Via S. Ippolito)
che hanno sofferto e sono morti in quelle tristi
circostanze.
Vengo con l'atteggiamento di colui che dà la mano con il
sorriso sulle labbra, desideroso di condividere il cammino
della vita come buon compagno di viaggio. Per dirla con
Thompson in un suo scritto: "Ho cercato la mia anima, ma la
mia anima non ho potuto vederla. Ho cercato il mio Dio, ma
il mio Dio non sono riuscito ad afferrarlo. Ho cercato il
mio fratello e ho trovato tutti e tre". Sono qui a cercare
il fratello per imparare da lui e per offrire la
disponibilità della vita e dei valori in cui credo con
profonda convinzione.
Nell'assemblea parrocchiale del 10 ottobre che ho convocato
per dare le linee guida alla nostra comunità di S. Ippolito,
oltre le cose più specifiche e inerenti al discorso di fede
cristiana, ho detto: "Un punto fondamentale del nostro
essere persone di fede è quello di avere una profonda
apertura mentale e apertura del cuore per considerare l'uomo
come valore importante in sé, come incarnazione del valore
che è Dio stesso".
La prima persona che ho incontrato scendendo dalla macchina
è stato Paolo (chi non lo conosce?), passaporto e visto, per
mettere piede a terra. Ringrazio il Signore. Paolo mi ha
rappresentato, è stato per me l'icona di tutte le donne e
gli uomini del quartiere. Sorriso smagliante, ac coglienza
fatta persona. Io ho risposto tendendo la mano, a mia volta,
con la gratitudine di chi vede nel segno la realtà più
profonda.
Con lui desidero accogliere con rispetto anche tutti gli
anziani. Li guardo e vedo, nello specchio del loro volto, la
grande realtà madre di tutti gli intrecci e gli avvenimenti
del quartiere. Ai giovani dico: abbiate lo sguardo lungo,
osate cose grandi, vivete.
Il Concilio Vaticano II, fonte di ispirazione e di
comportamento della Chiesa Cattolica degli ultimi
quarant'anni, in un suo documento dice: "Le gioie e le
speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei
poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono le
gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli
di Cristo". Oso rubare le parole del Concilio e farle mie
per esprimere l'atteggiamento di disponibilità personale e
nello stesso tempo per indicare la direzione del lavoro
perché tutti i credenti le facciano proprie giorno dopo
giorno.
Prima di concludere non posso dimenticare un saluto
cordialissimo agli uomini e donne di altre religioni che
vivono nel territorio. In modo speciale invio un saluto ai
miei fratelli di religione ebraica con i quali condivido la
fede in Dio, Dio di Abramo di Isacco di Giacobbe e di Gesù
che io considero "Figlio di Dio". San Paolo nelle sue
lettere ci invita a pregare per le autorità pubbliche. E'
troppo se su un foglio di informazione offro la
disponibilità ad invocare lo Spirito di Dio perché, con una
retta amministrazione, renda il convivere degli uomini
profondamente ricco per il bene di tutti?
Don Enrico
Feroci
Nella foto (da sinistra):
Don Mauro Cianci - Don Cristian Colella
Don Alberto Papotti - Don Enrico Feroci
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