|
Sessantadue talenti...
Domenica sessantadue ragazzi della
nostra Parrocchia hanno ricevuto il sacramento della Cresima.
Non è un evento ordinario! ...anche se si ripete ogni anno;
perché ogni anno i nostri sacerdoti, i catechisti, tutta la
comunità è immersa in un Mistero grande che è più facile a
vivere che a dirsi: te ne accorgi dal saluto attento e caloroso
di don Mauro, dai volti emozionati di don Federico e don Paolo,
dalla presentazione dei ragazzi da parte dei catechisti e dal
loro “eccomi” e qualche lacrima discreta, dalla cura dei fiori,
dei banchi, del servizio d’ordine, del coro, dei ministranti e
di Emanuele che ti suggerisce cosa dire; quante volte
gliel’abbiamo spiegato così lo Spirito Santo, come il
suggeritore, il Maestro interiore che ti suggerisce l’unica
strada veramente percorribile cioè Gesù Cristo - anche se sembra
la più stretta, rispetto a strade più trafficate e corsie
preferenziali – e quante volte gli abbiamo detto che lo Spirito
Santo si nota dagli effetti che lascia dentro di noi, come
amicizie sbocciate a poco a poco, la capacità di mettersi in
gioco e di partire, fosse anche per una settimana di campo, o
per un trasferimento inatteso o ancora più in là come Abramo. In
genere il cammino di catechismo comincia proprio con Lui, con
questo patriarca nomade, padre di ogni credente. Beh due anni fa
avevamo chiesto a un gruppo di loro di disegnarlo e una ragazza
fece il ritratto di un ragazzo biondo… perché, spiegava ai
catechisti perplessi, in fondo Abramo è giovane dentro.
E lo Spirito è così, una ventata d’aria fresca, un soffio di
giovinezza che spalanca le stanze polverose del mondo. Il giorno
d’Ognissanti mi trovavo a Cassino coi miei compagni di seminario
e guardavo le volte dell’Abbazia, ancora spoglie dopo la
ricostruzione: nicchie dorate e vuote… e allora ho pensato a
loro, ormai prossimi alla Cresima, e ai ragazzi del Ceres, del
Grease e del Nike e a tutta la nostra Comunità: veramente
nella casa del Padre ci sono molti posti. Maria e Giuseppe,
Pietro e Paolo, Ponziano e Ippolito, Agostino, Martino e
Benedetto, Francesco e Chiara, Teresa e Ignazio e tutti i nostri
santi non sono ritratti austeri ma Parole di Dio portate a
compimento, lettere di Cristo scritte non con inchiostro ma
con lo Spirito del Dio vivente. Le prossime icone di santi
magari avranno i motorini al posto dei cavalli e gli i-pad al
posto dei libri ma tra i capelli il Vento dello stesso Spirito;
quello Spirito che sussurra ai loro giovani cuori: perfino i
capelli del vostro capo sono contati… con uno solo dei tuoi
capelli mi hai rapito il cuore.
Ce lo ricorda il Vescovo, Mons. Claudio Maria Celli, che è nel
dare testimonianza di un amore così grande che si gioca ogni
sforzo educativo da parte dei genitori, dei padrini e delle
madrine, e di tutta la nostra comunità… un amore che ci fa dire
“sono fiero di appartenere al mio Signore” e non è
un’esibizione muscolare ma lo stesso cantico dei cantici. Il
canto di una Chiesa perseguitata come quella cinese, di cui lui
stesso ci ha parlato quattro anni fa in un incontro del
Laboratorio Missionario dal titolo “là dove la verità è
silenziata”. Una persecuzione che arriva fino a noi, tra i
cinesi cattolici di Prato che rischiano il posto se chiedono
un’ora di permesso per andare a messa.
Tante volte don Mauro ci ha detto che da un grande potere
derivano grandi responsabilità e il Vangelo che parla dei
Talenti, cioè dei doni del Signore, è ancora più chiaro: una
comunità che genera sessantadue ragazzi alla fede è un talento,
una comunità capace di accogliere chi viene da lontano per
partecipare dello stesso dono dello Spirito è un talento, una
comunità che si interroga sulle opere di Misericordia per capire
cosa il Signore ci chiede di essere e di fare è un talento; il
più grande talento ricevuto è Gesù Cristo.
Non rimane allora, sulla scia del Padrone, che riprendere il
viaggio! Ma non con la nostalgia del tanto tempo passato insieme
o con l’attesa per quello che ancora ci aspetta, bensì con la
gioia che quello Spirito di novità che Don Mauro ha chiesto per
Sant’Ippolito a Pentecoste opera in noi che crediamo.
Per i miei fratelli e i miei
amici io dirò: “Su di te sia pace!”.
Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene.
Emilio C.
Messaggio di
Don Mauro...
...Volevo ringraziarvi personalmente per oggi.
I passaggi non sono mai semplici e le fatiche di avviare un anno
anche contrassegnato da 'lavori in corso' ha amplificato le
fatiche.
Ma oggi è andata splendidamente e se ci fosse stata qualche
sfumatura da ritoccare lo si farà con calma.
Credo però che le lacrime di Isabella e di Benedetta, oramai
milanese, ci abbiano riscaldato il cuore.
Abbiamo sessantadue talenti in più da custodire e su cui
investire.
Se non ci fosse stati... tutto ciò - come al solito - non si
sarebbe mai potuto realizzare.
Perciò mi sento di dirvi "Servo buono e fedele... partecipa
della gioia del tuo Signore"!
|