Capodanno insieme 2007
Chi vi scrive è uno dei tanti ragazzi che quest’anno
ha deciso di passare un capodanno “diverso” lontano dai
grandi locali, dai ristoranti lussuosi e dalle discoteche
sovraffollate. Uno dei tantissimi giovani che si sono messi
al “servizio” della comunità la sera di capodanno e che si
sono improvvisati camerieri, sommelier, cuochi, ballerini,
cantanti, suonatori... tutti per rendere il capodanno di duecentotrenta persone di un’età compresa tra i pochi mesi e 100 anni un’esperienza indimenticabile.
Perché in fondo così è stato, almeno secondo le reazioni delle persone intervistate dal sottoscritto che sono state prodighe di complimenti per il cibo, la musica, il servizio e il look stravagante di alcune persone…
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di esprimere con poche parole lo spirito di festa e di gioia che regnava nel tendone qualche giorno fa… uno spirito che agli occhi di un osservatore esterno sarebbe potuto apparire come uno spirito di follia, ma in fondo è stato veramente così, l’ebbrezza dello stare insieme con persone di età così diverse non poteva che dare un cocktail esplosivo che ci ha permesso di fare veramente un capodanno col botto!
E forse le parole che meglio di tutte sono riuscite a cogliere l’atmosfera che regnava nel tendone sono state quelle del sor Giovanni, che con il suo accento delicatamente romano mi ha detto “peccato che capodanno capita na vorta sola! Tocca rifallo più spesso!” e sì sor Giovà, nun è che se potemo inventà i capodanni solo pe' noi!
Ma accettiamo il suggerimento e faremo in modo di moltiplicare le occasioni di convivialità come queste!
C’è stato anche chi, come la dolcissima Maria Pia, è rimasto piacevolmente colpito dal look di Don Cristian (di cui per pudore e per rispetto della persona non pubblichiamo le foto,
che però sono disponibili a pagamento rivolgendosi al sottoscritto)… un look che Maria Pia ha definito “affascinante”. Ma si sa, ad una certa età si comincia ad avere qualche problema alle cataratte e si vede una cosa per un'altra….
C’è stato poi chi, vedendomi passare con un foglietto e una penna in mano mi ha fatto le ordinazioni per il secondo “senta per me un pollo con le patate” o chi mi ha scambiato per Fiorello e mi ha chiesto le canzoni per il karaoke “ma o' surdato innamorato nun la fate?”. Eh che duro mestiere quello del giornalista…
Passato lo shock per i capelli di don Cristian (ops forse non lo dovevo dire che si era tinto i capelli di giallo e rosso?) la signora Teresa ha deciso che l’uomo della sua vita doveva essere don Mauro e, tra un bicchiere di rosso e un altro, mi ha chiesto se era possibile portarselo a casa…
"ma signora è peccato!" le dissi io, “e vabbè ma poi me vado a confessà!”.
Giusto, nun fa 'na piega! Soprattutto se poi si va a confessare da lui!
Eh il fascino del proibito… per fortuna che don Enrico, don Piero e don Giorgio mantenevano alto l’onore del presbiterio!
Oddio, don Piero m’ha scambiato pure lui per un cameriere e m’ha chiesto un crostino al caviale... ma insomma, nessuno è perfetto! (tranne il Parroco ovviamente).
Le reazioni sicuramente più vere e varie sono state quelle dei ragazzi del servizio da cui si levava un coro unanime “c’ho fame!”. Ma ragazzi, il vostro nutrimento era l’allegria e la riconoscenza di tutte quelle persone che erano presenti quella sera e che hanno avuto parole di stima e di elogio per ciascuno di voi!
I “grazie” non si possono contare talmente erano; tutti quanti mi hanno detto che il servizio meritava un bel 10 e lode in quanto era impeccabile! Insomma dai, accontentatevi di questo!
Che cosa c’è di più bello del nutrimento dello spirito? Un piatto di fettuccine calde al ragù, con una bella spolverata di parmigiano, magari accompagnate da un bicchiere di vino rosso e seguite da una scaloppina al limone con
verdurine saltate, a loro volta seguite dal cotechino caldo con le lenticchie, non potranno mai valere come un “grazie” detto di cuore da duecentotrenta persone!
Un capitolo a parte poi lo merita un certo Gabriele, che personalmente non conosco ma che ha ricevuto elogi da tutte le signore presenti in sala! Mi hanno detto “i ragazzi sono stupendi, soprattutto Gabriele” “il servizio è ineccepibile soprattutto quello di Gabriele” “tutti sono belli ed eleganti ma Gabriele è imbattibile” “10 e lode a tutti ma a Gabriele di più”.
Insomma mosso dalla mia curiosità giornalistica sono andato tutta la sera alla ricerca di questo fantomatico Gabriele che sembrava aver fatto breccia nei cuori di tutte le belle signore presenti, ma niente, sembrava essersi eclissato, scomparso, forse assorbito dall’euforia della festa… in compenso ho trovato Alfredo e i ragazzi all’accoglienza che si scaldavano con del buon vino rosso, Beatrice che tra un piatto e un altro era alla disperata ricerca dell’uomo della sua vita e Francesca che mi ha confidato “mi fanno male i piedi però è tutto cosi soddisfacente!”.
Insomma così è trascorsa questa serata, tra una canzone e un’altra, un trenino e una tombolata, i tappi di spumante che volavano da una parte all’altra e vassoi di panettone che piano piano si svuotavano… è stato un capodanno diverso ma non per questo meno divertente di quelli dei grandi ristoranti e delle discoteche, un capodanno passato in famiglia, in quella grande famiglia che si chiama
Comunità… e forse sì, ha ragione il sor Giovanni, toccherebbe rifallo più spesso!
Gabriele
C.
(Ok, ok... se mi volete dire che ho modificato un po’ i fatti e le testimonianze
ci posso pure stare…
ma quale giornalista non lo fa????)

Qui di seguito riportiamo due brevi testimonianze dei ragazzi che si sono messi al servizio degli altri
in una serata in cui avrebbero potuto fare tante altre cose.
Elena ed Alesando di età diverse ma con una stessa voglia, quella di mettersi a disposizione degli altri.
Elena fa parte da diversi anni della comunità di S. Ippolito ma è solo da 3 anni che ha ripreso a frequentare attivamente la parrocchia “qualche settimana fa passavo da queste parti e ho incontrato don Cristian che mi ha parlato di questa serata, mi ha chiesto se potevo essere interessata a fare servizio la sera del 31 e ho detto subito di sì” forse non si può spiegare esattamente quello che sia passato nella testa di Elena, mamma di famiglia, che per la prima volta si è trovata a vivere un’esperienza comunitaria di questo tipo “questo era il primo capodanno che passavo senza i bambini e non volevo assolutamente restare da sola quindi ho colto questa opportunità per divertirmi e allo stesso tempo rendermi utile”. Elena ha sottolineato più volte l’importanza della comunità e del gruppo “io in parrocchia non faccio
parte di un gruppo perché i miei orari di lavoro e i bambini non me lo permettono, ma questa volta, per la prima volta mi sono sentita integrata con tutti gli altri ragazzi che si sono occupati dei preparativi. Sono venuta qui anche il 30 e il 31 per aiutare ad addobbare il tendone e questo credo che sia importante, come in tutte le famiglie coloro che hanno la possibilità aiutano quelli che sono più deboli”.
Anche Alessandro, 16 anni, ha parlato più volte dell’importanza del servizio. Lui diversamente da Elena fa parte del gruppo del dopocresima ed è anche animatore dei bambini delle comunioni e quest’anno, come tutti i ragazzi della sua età, aveva ricevuto molte proposte per passare il capodanno, in un ristorante, in discoteca fino all’alba… e invece è stato in parrocchia anche la sera del 31, dopo avere aiutato i ragazzi più grandi a montare il tendone e a organizzare la serata. “Quello
che più mi è piaciuto, meglio ancora della sera del 31, sono
stati i giorni che hanno preceduto, abbiamo lavorato sodo
con gli altri ragazzi, abbiamo passato le nostre giornate
qui in chiesa ma sinceramente ne è valsa la pena. E'
gratificante sapere di avere contribuito anche se in minima
parte allo svolgimento di una cosi bella serata!”.
Ero curioso di sapere se avrebbe avuto il coraggio di raccontare ai suoi amici come aveva passato il capodanno, mentre tutti gli diranno delle nottate bianche trascorse a ballare in posti esclusivi. “Sinceramente non mi importa niente di quello che pensano, e poi alcuni di a loro gia lo sanno. A me interessa quello che penso io e io sono contento di avere fatto questa esperienza e spero veramente che ce ne siano tante altre”. |