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Un campo in...
Pietro nel tempo
Campo estivo 2011 Gruppo Grease (Acquapendente - VT)
"Vi sono ancora molte altre
cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una,
penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che
si dovrebbero scrivere".
Questo è l’epilogo del Vangelo di
Giovanni, nonché il brano con cui si è conclusa la settimana del
Grease ad Acquapendente.
“Concludere”, in realtà, non è il verbo
esatto, perché mai come questa volta, come don Federico ci ha
detto nella condivisione finale, le parole di Giovanni ci danno
la possibilità di lasciare questa esperienza ancora aperta, per
poter continuare a scrivere sul grande libro della vita le
molte altre cose che Gesù ha compiuto e continuerà a
compiere per ciascuno di noi e per il Grease in particolare.
Prima di queste righe, l’evangelista racconta l’incontro di Gesù
con i discepoli sulla riva del lago e il dialogo con Pietro. In
quel momento Gesù misura la solidità di Pietro, una solidità che
dopo tanto tempo si radica e matura nel suo Signore e sulla
quale Gesù stesso costruirà la Sua, la nostra, Chiesa.
La vita di Pietro ci è servita, in questa settimana, per
ripercorrere la storia del Grease, dall’inizio fino a oggi ma
anche per imparare a guardare avanti, vivendo con una speranza
diversa e più matura quello che ci attende.
Non è Pietro che sceglie di seguire di Gesù, ma è suo fratello
Andrea che lo porta da Lui.
“Maestro dove abiti?” “Venite e vedrete”.
Pietro e gli altri sono andati:
si sono staccati, cioè, dalle loro vite scommettendo su Gesù che
li ha scelti e costituiti. Nel Vangelo di Matteo il verbo
COSTITUIRE è tradotto con POIEIN, che in greco indica l’azione
dell’artigiano che plasma la creta tra le sue mani, con la sua
impronta. Gesù sceglie i suoi Dodici e li crea, li
plasma, li costituisce affinché portino frutto.
Pietro e gli altri hanno visto: si sono misurati con la
figura di Gesù, cercando di capire chi veramente fosse costui.
Pietro si misura con Gesù per imparare a dargli il posto giusto
nella sua vita, un’identità ben precisa, che si rivelerà essere
quella del Cristo, il Figlio del Dio vivente.
Nonostante la sua conferma, per Pietro non è stato sempre facile
vivere il suo rapporto con Gesù: in alcuni momenti avrebbe
voluto tenerlo tutto per sé, altre volte invece lo allontana,
fino addirittura a non riconoscerlo... Ma Gesù non lascia che le
crisi di Pietro abbiano l’ultima parola e alla fine ci prova
ancora:
“Simone di Giovanni, mi vuoi
bene?” “Signore tu sai tutto, sai che ti voglio bene”.
Pietro
affida nelle mani del suo Signore tutta la sua
umanità, tutto se stesso e su questa certezza, sulla
consapevolezza di Pietro, Gesù costruisce.
Grazie alla storia di Pietro, leggere le ultime righe del
Vangelo di Giovanni dà un sapore diverso alla nostra esperienza.
Sapere che ciascuno di noi può continuare a riempire quelle
pagine permette di assaporare più a fondo e meglio la nostra
vita. E il Grease in questa settimana ha acquisito e
sperimentato questa consapevolezza.
L’esperienza di servizio che i ragazzi hanno vissuto, le orme di
Pietro, la vicinanza di suor Amelia, la nostra accogliente
padrona di casa e delle famiglie che condividono con lei la vita
nella Casa di Lazzaro (il progetto di casa famiglia, ispirato
all’accoglienza e all’attenzione verso i più “piccoli”, nato
grazie alle loro forze nel 2002), ci hanno insegnato a rileggere
la nostra storia, individuale e di gruppo, sotto la lente
dell’amore e della Provvidenza di Dio... e mai come in queste
ultime settimane, abbiamo imparato che il caso non esiste
e che ogni istante della nostra vita è stato sapientemente e
amorevolmente pensato apposta per noi.
Riuscire a vedere e ad incontrare Dio nella propria vita, nella
propria storia, ci ha detto suor Amelia, è l’unico modo per
potersi affezionare ad essa. Per questo oggi tutti i passaggi
che ci hanno portato fino a questo punto, letti con la
consapevolezza che è stato il Signore a divertirsi nel tessere
la sua trama, di cui tante volte abbiamo parlato in quest’anno
trascorso sul Padre Nostro, ci sembrano meraviglie che Lui ha
preparato e coltivato per noi e che ora è giunto il tempo di
impiantare e far fruttare nella nostra vita di tutti i giorni.
Questa certezza è entrata oggi anche nei cuori dei nostri
ragazzi, che in questi anni abbiamo accompagnato e che, sul
prato della casa che ci ospitava, la “nostra” casa, hanno
scritto il loro nome, Grease, con i loro corpi.
La fatica del servizio, il sentirsi indispensabili gli uni verso
gli altri nel lavorare e nello stare insieme, lo sperimentare la
bellezza dell’affetto che ci lega ha fatto sentire la presenza
di Dio ancora più vicina a questi ragazzi, che ne hanno fatto
una presenza imprescindibile nella loro vita.
“Vi riconosceranno da come vi amerete”
...ci ha ricordato don Federico. E il nostro augurio per questi
ragazzi è proprio questo, che sappiano essere tra di loro e con
gli altri, testimoni autentici delle bellezze sperimentate nella
loro vita, del servizio e dell’amore di Dio. Vedere tutto
questo, infondo, è ciò che ci ha riempito il cuore in questi
giorni e per concludere, così come abbiamo fatto durante la
condivisione finale, l’apostolo Paolo ci presta le sue parole:
“Ringrazio il mio Dio ogni
volta ch’io mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi
in ogni mia preghiera,
a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del Vangelo
dal primo giorno fino al presente,
e sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest’opera
buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
E’ giusto, del resto, che io pensi questo di tutti voi, perché
vi porto nel cuore,
voi che siete partecipi della grazia che mi è stata concessa sia
nelle catene, sia nella difesa e nel consolidamento del Vangelo.
Infatti Dio mi è testimonio del profondo affetto che ho per
tutti voi nell’amore di Cristo Gesù.
E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in
conoscenza e in ogni genere di discernimento,
perché possiate sempre distinguere il meglio ed essere integri e
irreprensibili per il giorno di Gesù Cristo,
ricolmi di quei frutti di giustizia che si ottengono per mezzo
di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio”.
Chiara L.

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