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Alla ricerca dell'essenziale
Campo Cresime 2009 "Il Piccolo Principe" (Val di Canneto -
Frosinone)
"E' il tempo che tu hai
perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così
importante".
Al di là della citazione
fedele del testo, tradurrei l'aggettivo "perduto" con
"speso", "impiegato", "trascorso"… "vissuto".
Si, vissuto, nel senso più vero e sentito del
termine.
E' il tempo della propria vita, quello che si è
coscientemente dedicato, impiegato, speso per la propria
rosa, che ne ha fatto il fiore più importante. E questo non
è solo la volpe che lo insegna al Piccolo Principe. Penso
che questo lo insegni ogni anno l'esperienza dei campi con i
nostri ragazzi.
Perché il campo non è una parentesi a sé, una settimana
inserita come diversivo per una scampagnata fuori dal caldo
della città, ma è il momento che mette a frutto un percorso
di un anno di cammino fatto insieme con il catechismo e fa
in modo che quel tempo, misurato nel corso di sette mesi,
venga impiegato e trasformato dal contatto umano e personale
con i ragazzi.
Alzarsi prima e dar loro il buongiorno con la sveglia,
aspettarli nella sala della colazione, preparare con loro le
attività, condividere con loro il tempo libero… tutti gesti
che a poco poco, ci si rende conto che riempiono la vita in
quei giorni e dei quali al ritorno si sente la mancanza,
come avessero sempre fatto parte della routine quotidiana.
Un tempo, quello del campo, che a poco a poco svela
quell'"essenziale che è invisibile agli occhi", la bellezza
che è in noi e che è nella persona che ci è accanto e che
nella vita di tutti i giorni, forse, siamo troppo distratti
per riconoscere.
Tanti sono stati i temi che abbiamo affrontato grazie alla
storia de "Il Piccolo Principe" tra le montagne della Val di
Canneto. Tutti temi che ci hanno aiutato a cogliere ancora
più a fondo la bellezza e l'importanza di ciò che stavamo
vivendo in quei giorni… l'Amicizia, il Tempo, la
Responsabilità…
I ragazzi hanno potuto riflettere e tirar fuori le loro
esperienze di vita vissute nell'amicizia, nelle prime cotte,
condividendo fra loro e con noi più grandi, sentimenti ed
emozioni che anche a noi sono serviti a risvegliare quel
"bambino" un po' assopito dal trascorrere del tempo e che
talvolta ha bisogno di recuperare la semplicità e
l'essenzialità di ciò che vive.
I ragazzi ci hanno reso partecipi del loro mondo. Ci hanno
"addomesticato". Come la volpe con il Piccolo Principe, ci
hanno permesso di sederci accanto a loro, di camminare con
loro, ogni giorno un po' più vicini, rendendo quest'incontro
gioia e ricchezza per entrambi.
Come la rosa del Piccolo Principe, che dietro ai suoi
capricci nasconde la fragilità e la ricchezza di chi chiede
amore e attenzione e che spesso viene frainteso, così i
nostri ragazzi che si affacciano all'adolescenza, sono
tesori che vanno scoperti e saputi avvicinare da noi più
grandi, che spesso pensiamo di essere un pezzo avanti
"perché ci siamo già passati", cogliendo la bellezza di ciò
che mostrano e allo stesso tempo nascondono.
E proprio questa scoperta ha contribuito a rendere più forte
in noi il senso del nostro ruolo di educatori: la
responsabilità che abbiamo nell'avvicinare questi ragazzi e
accompagnarli nel percorso che li porterà a ricevere il
sacramento della Confermazione.
"Tu sei responsabile per sempre di quello che hai
addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…".
E questa responsabilità è anche sapere
che le persone che
incontriamo, comunque entrano a far parte della nostra vita
e la segnano, chi più chi meno. E' sapere che ognuno di noi
lascia qualcosa nell'altro, che tocca e rimane dentro chi
incontriamo, per sempre. Per questo occorre l'attenzione, la
disponibilità ad accogliere le persone che ci sono accanto,
occorre averne cura, per poterne valorizzare i legami.
Questo è il tempo perduto che porta frutto… Questo è il
tempo per cui rendere grazie al Signore per aver messo sulle
nostre strade questi ragazzi, rendendoci strumenti veri
della sua Parola. E' il tempo che ci ha aiutato a capire come
davvero sia essenziale ritrovare l'essenziale, per poter
riscoprire la verità delle cose che ci circondano, per
saperle vivere come un dono e per saperle apprezzare senza
rovinarne la bellezza più intima.
"Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata.
Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli
altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il
tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi,
guarda! Vedi, laggiù infondo, dei campi di grano? Io non
mangio il pane, e il grano per me è inutile. I campi di
grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai
dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando
mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà
pensare a te…"
I Catechisti
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