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"La moltiplicazione dei pani e dei pesci"
Riflessioni sul percorso pastorale della Comunità
parrocchiale dell'anno 2007-2008.
Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì
compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli
dissero: "Il luogo è deserto ed è ormai tardi;
congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da
mangiare".
Ma Gesù rispose: "Non occorre che vadano…
DATE LORO...
E' questa la Parola del Signore che ha guidato il nostro
cammino nel tempo di Avvento ed in quello di Natale. "Loro"
e "chi sono i miei loro"?
A chi devo dare?
Pian piano siamo stati guidati a riflettere che "loro" è il
nostro prossimo, quello che abbiamo incontrato l'anno scorso
a terra, mezzo morto, spogliato… l'incontro del "Buon
samaritano" su cui abbiamo riflettuto lo scorso anno.
Abbiamo camminato insieme per scoprirci "loro" uno per
l'altro. Abbiamo aperto gli occhi per vedere chi c'è accanto
e non abbiamo mai visto veramente. Abbiamo capito che per
non vedere l'altro come un nemico, come un diverso, come
qualcuno da giudicare, dominare, respingere è necessario
mettere al centro della nostra vita Gesù, Lui che ha voluto
"porre la sua tenda in mezzo a noi"” perché fossimo tutti
figli nel Figlio, in Lui.
Quel Gesù che si è fatto uomo come noi, ci ha aiutato a
vedere ogni uomo con i suoi occhi. Allora "loro" sono i miei
fratelli, coloro che il Signore mi dona, mi mette accanto
perché io possa dare e ricevere quello che Lui pensa sia il
mio bene!
La presenza degli altri, dei nostri "loro" è talmente
essenziale che non è possibile fare progetti solo per se
stessi.
…date loro voi stessi da mangiare".
Gli risposero: "Non abbiamo che cinque pani e due pesci!".
Ed egli disse: "Portatemeli qua".
...VOI STESSI...
Ma cosa dobbiamo dare? Noi stessi?! Me stesso?! Io? Proprio
io?
Quel
me stesso che è pieno di limiti, di difetti, che non ha
niente di bello? Oppure quel me stesso che è perfetto, che
non ha bisogno degli altri, che è sempre vincente?
Si dobbiamo proprio esporci, comprometterci, dare noi
stessi!
Quel Noi che è stato pensato, amato, chiamato. Quel Noi
"fatto come un prodigio". Tu, proprio tu personalmente. Tu,
io, noi, in quanto creature amate infinitamente da Dio per
come siamo, nonostante tutto! Da tutta l'eternità prima
ancora che nascessimo e diventassimo parte della storia, noi
già esistevamo nel cuore di Dio. Ecco allora che il cammino
di Quaresima ci ha fatto riflettere su noi che siamo tentati
come Gesù nel deserto, ma da Lui impariamo a scegliere il
bene; su noi che da Lui siamo trasfigurati; su noi che da
Lui riceviamo un'acqua viva che dà senso alla nostra vita;
su noi che da Lui riceviamo la luce; su noi che dal suo
sangue versato per amore siamo salvati!
Se accettiamo di essere preziosi agli occhi di Dio, non
dovrebbe risultarci difficile riconoscere la preziosità
degli altri ed il posto altrettanto unico che hanno nel suo
cuore.
E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba,
prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al
cielo, pronunziò la benedizione,
spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li
distribuirono alla folla.
...DA
MANGIARE
Noi quindi dobbiamo dare agli altri noi stessi da mangiare,
dobbiamo essere cibo per i fratelli in modo completo e
gratuito, così come ha fatto Gesù con noi. Giovedì Santo
nella celebrazione dell'Ultima Cena e nella lavanda dei
piedi meditiamo proprio questo e continueremo a farlo nel
tempo di Pasqua. "Fate questo in memoria di me",
siamo noi il mangiare, ma solo se uniti a Cristo che ci ha
dato tutto perché noi potessimo a nostra volta dare noi
stessi agli altri.
E allora ecco che la gioia della Risurrezione, che abbiamo
celebrato la Santa notte del Sabato, ci ha messo un fremito
ai piedi... anche noi correndo per dire a tutti che il
sepolcro è vuoto, capiremo che la nostra vita, come quella
di Gesù, deve essere servizio d'amore per gli altri. Il
Signore ci ha messo vicino gli altri, "loro", perchè vuole
che sentendoci amati da Lui diventiamo collaboratori per la
costruzione del suo Regno.
L'amore ricevuto, si trasforma così in amore donato.
Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via
dodici ceste piene di pezzi avanzati.
Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini,
senza contare le donne e i bambini.
Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un
luogo deserto.
Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città.
Matteo (14, 13-21)
"Mandami qualcuno da amare"
di Madre Teresa
di Calcutta
Signore, quando ho fame,
dammi qualcuno che ha bisogno di cibo,
quando ho un dispiacere,
offrimi qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante,
fammi condividere la croce di un altro;
quando non ho tempo,
dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;
quando sono umiliato,
fa che io abbia qualcuno da lodare;
quando sono scoraggiato,
mandami qualcuno da incoraggiare;
quando ho bisogno della comprensione degli altri,
dammi qualcuno che ha bisogno della mia;
quando ho bisogno che ci si occupi di me,
mandami qualcuno di cui occuparmi;
quando penso solo a me stesso,
attira la mia attenzione su un’altra persona.
Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli
che in tutto il mondo vivono e muoiono poveri ed affamati.
Dà loro oggi, usando le nostre mani, il loro pane
quotidiano,
e dà loro, per mezzo del nostro amore comprensivo, pace e
gioia.
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