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Cammino di Quaresima
UN CAMMINO A TAPPE
PER INIZIARCI AL MISTERO PASQUALE DI CRISTO...
Alle
prime due domeniche di quaresima che abbiamo celebrato, che
hanno come testi evangelici comuni le tentazioni e la
trasfigurazione di Gesù, cambia solo l'evangelista, nei tre
anni in cui è diviso l'anno liturgico, seguono ora le tre
domeniche con una connotazione propria di questo anno B.
Questo ciclo vuole mettere in risalto teologicamente ed
esegeticamente la ricostituzione dell'alleanza. Verranno
letti tre brani del vangelo di Giovanni che ci aiuteranno a
comprendere ciò che Cristo vuole realizzare con la sua
presenza nella storia.
Terza Domenica - La sintesi la troviamo nella
colletta seconda che la liturgia propone in questo giorno
dove attraverso il nostro aderire con il cuore ai
comandamenti e alla sapienza della croce ci apriamo per
diventare nuovo tempio vivo. Uno dei motivi di vanto di
Israele era il Tempio che Salomone aveva costruito ed era
diventato il segno della presenza di Dio in mezzo al suo
popolo. E all'interno di esso nel "santo dei santi"
era custodita l'arca dell'alleanza testimonianza visibile di
ciò che Dio era stato per il suo popolo e di quanto aveva
realizzato per esso. Ma da una presenza custodia con il
tempo diventa l'unico luogo di presenza e d'incontro,
carcerando Dio stesso. Attraverso il brano odierno Gesù
riporta il tempio quale luogo originario della presenza di
Dio ma spostandolo ora al tempio del suo corpo quale luogo
dell'incontro con il Padre. La novità proposta da Gesù sta
proprio nel riconoscere ora una presenza nuova di Dio nella
storia stessa di Israele e questa ora si rende presente
attraverso non più nel luogo di pietra quale era il tempio
di Salomone, ma ora si incontra Dio attraverso la persona
del Figlio che ha reso visibile il volto del Padre.
Quarta Domenica - Riprende il tema della salvezza che
il figlio viene ad operare per gli uomini e lo strumento
della salvezza sarà il Figlio dell'uomo innalzato da terra
con la croce. L'accostamento al serpente innalzato ripropone
ancora una volta come Dio nel salvare gli uomini utilizza
segni capaci di rimandare ad una realtà molto più grande. Il
segno, non nell'accezione di talismano magico, ma rimando ad
una realtà simbolica che salva l'uomo. Per questo è
richiesta all'uomo l'atto di fede nella parola che si è resa
visibile che è il Cristo stesso. Guarderanno a colui che
hanno trafitto. Il filo conduttore ancora di questa domenica
è la salvezza che Dio vuole operare a favore dell'uomo e la
risposta che l'uomo è capace di dare a Dio che si rivela e
così corrispondere al suo eterno amore. Questa domenica è
chiamata anche "laetare" (rallegrati), dall'antifona
d'ingresso che la liturgia ci propone, siamo al centro della
quaresima ed ormai intravediamo la pasqua per tale motivo la
gioia prende il cuore del credente, come per il catecumeno
che ormai guarda al mistero della sua iniziazione cristiana,
perché il tempo della salvezza ormai è vicino e si compie.
Quinta Domenica - In questa domenica si raggiunge il
vertice del cammino fatto, prima di entrare nella grande
settimana santa, ci è anticipato dal Cristo stesso come
realizzerà la nuova alleanza. Ancora una volta la colletta
seconda sintetizza il mistero che celebriamo: …per
stabile la nuova alleanza... si è fatto obbediente… alla
morte di croce. L'obbedienza del figlio diviene la
strada per l'uomo che dovrà percorrere per incontrare Dio.
Il Figlio diviene misura per l'uomo per come poter obbedire
alla voce del Padre. L'immagine del chicco di grano che
muore per portare frutto diviene il segno nuovo per il
discepolo chiamato a calcare le orme del maestro e dare la
vita come lui per evitare di conservarla e poi perderla. La
morte in croce di Gesù diventa non solo nella lettura
strumento di morte ma strumento di vita… così come lo è la
terra per il seme così da portar frutto.
Attraverso queste tappe domenicali saremo aiutati anche noi
ad essere iniziati al mistero pasquale di Cristo. La nuova
ed eterna alleanza istaurata e attuata dal Cristo si rende
presente nell'oggi liturgico che celebriamo. Così da vivere
non un evento del passato, come ricordo, ma come evento di
salvezza che ci raggiunge e ci fa partecipare attivamente
alla passione, morte e gloriosa risurrezione di Cristo.
Come la Trasfigurazione di Gesù, letta nella seconda
domenica, ci ha lasciato intravedere la pasqua e ci ha fatto
gustare la gioia della resurrezione e l'orizzonte della vita
cristiana, come vita nuova in Cristo trasfigurata, queste
domeniche ci hanno condotto gradualmente a come realmente la
nostra trasfigurazione si può realizzare seguendo Cristo.
Don Rino L.N. |