Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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Un regalo perfetto

“Ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, Creatore della luce” (Gc 1,17).

Sabato sera sono salito sulla terrazza del seminario, dopo una giornata davvero bella per l’ammissione agli Ordini Sacri di 11 miei compagni, tra cui Francesco che conoscete bene perché da quest’anno fa parte della nostra famiglia di s. Ippolito. Ciascuno di loro ha raccontato la sua storia partendo dalla frase della Bibbia che ha parlato più chiaramente alla sua vita. QUANTA VITA! ... quanta vita passa davanti in un giorno così, quanti regali che appunto vengono dall’alto e che muovono dolcemente a condividere ciò che c’è stato donato gratuitamente. Tutte queste storie infatti ruotavano intorno allo stesso punto: VOGLIO STARE CON TE.
E anch’io, solo sulla terrazza, pensavo proprio a questo; al dono che avrei ricevuto l’indomani: diventare accolito, cioè ministro dell’Eucarestia. Letteralmente – ci hanno spiegato – accolito significa “colui che segue”; e ministro dell’Eucarestia significa essere servo dell’Alto e glorioso Dio che, umilissimo, ha deciso di dimorare in mezzo a noi ... fino a diventare per noi il Pane di ogni giorno, l’Amico inseparabile che offre la sua carne per la vita del mondo.
Così in preparazione a questo momento mi tornava in mente la domanda che Gesù rivolse in sogno a s. Francesco – e che tante volte mi sono posto anche io: “chi vuoi seguire il servo o il Padrone?” e anche la preghiera che s. Francesco avrebbe scritto in seguito: “Rapisca ti prego Signore l’ardente dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose ...”
Eppure proprio tutte le cose, fin da quand’ero bambino, sono state complici di questo “rapimento”, quando mi bastava una festa, un paesaggio, un racconto per sognare l’incontro con Dio ... e vi confesso che non ho messo via questa cosa da bambino e che sento che queste piccole cose ancora mi bastano e mi attraggono a seguire “il nostro unico padrone e Signore, Gesù Cristo” (Gd 4).
Per questo l’altra sera, sulla terrazza, sentivo di voler ringraziare Dio per questo regalo perfetto, non da solo! ma con tutte le creature che mi hanno portato per mano a tenere Gesù tra le mani ... mani che poi Domenica hanno tremato per l’emozione di dare la Comunione – il Pane di Gesù, come dice mia nipote – proprio alle persone della famiglia e della parrocchia, che sono appunto le mani che mi hanno impastato e addomesticato. E poi di nuovo quando alla Messa della sera ho distribuito la Comunione proprio a s. Ippolito. Mani che si alzano per ringraziare e adorare ...
San Francesco ha fissato questo slancio nel Cantico delle creature; sant’Ignazio di Loyola, nella contemplazione per raggiungere l’amore; e molti altri in molti modi differenti ... ma il punto è sempre lo stesso: dalle prime stelle della sera ai colori del mercato di piazza Vespri siciliani ... tutte le cose ci accompagnano e accrescono l’amore e i motivi per cui dire GRAZIE, per fare EUCARESTIA. E la seconda lettura di Domenica mi dà proprio le parole per dire tutto questo che sento:
“L’Agnello che è stato immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, amore, gloria e benedizione. Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutte le cose che vi si trovano, udii che dicevano: a Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli” (Ap 5,12-13) .
E questo è anche lo slancio di Pietro dopo un’altra notte senza aver pescato nulla, dopo lo choc del rinnegamento intorno al fuoco e della corsa al sepolcro vuoto ... È IL SINGORE! L’Amico perduto e ritrovato. Anche di queste notti di cui il cammino verso il sacerdozio non è né può essere privo – nemmeno il mio lo è stato finora – ... anche di queste notti voglio rendere grazie! Notti che mi hanno rimesso davanti il fatto che “se uno pensa di essere qualcosa mentre non è nulla, inganna se stesso” (Gal 6,3) e che Dio “Dio sceglie ciò che nel mondo è nulla per ridurre al nulla le cose che sono” (1Cor 1,28) per riempirle così di Lui che è il Tutto.

Per questo Signore ti voglio pregare ...


Fa che ai piedi di questo tutto
io possa restare piccolo per sempre
perché non ero profeta ne figlio di profeti
ma quando la tua parola mi venne incontro la divorai.

Fà che tenendo tra le mani questo tutto
tenda le mani per seguirti
dov’è il tuo Popolo, che sarà il mio Popolo,
dov’è il tuo Dio che sarà il mio Dio.

Fa che nel cuore di questo tutto
il mio cuore dica ancora:
Tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene.


Emilio



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