Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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"Missionari: per tutti gli uomini, per tutto l'uomo... là dove la Verità è silenziata"
Riflessioni sull'incontro del 9 marzo 2008.
 

Un uccello meraviglioso in gabbia...
 

Domenica 9 marzo per il terzo incontro del laboratorio missionario parrocchiale "Oltre l’orizzonte" abbiamo parlato di libertà religiosa e lo abbiamo fatto con un ospite d’eccezione, Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Consiglio Pontificio delle Comunicazioni Sociali, che da più di venti anni si occupa dei rapporti tra il Vaticano e la Repubblica Popolare Cinese.
Ma cos’è realmente la libertà religiosa…
E' soltanto la libertà di aderire e professare un credo religioso o ci sono in realtà molte più sfaccettature che hanno a che fare con la vita quotidiana di ognuno?
Un documento redatto dal Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del Vaticano nel luglio 2004 intitolato proprio "Libertà Religiosa e Dialogo tra Civiltà" ci ha aiutato a delineare e comprendere il concetto di libertà religiosa nelle sue molteplici sfaccettature, proiettando l'esercizio di questa libertà su due ambiti: quello personale e quello comunitario.


Sul piano personale, la libertà religiosa comprende…
…la libertà di aderire o meno alla fede cattolica e di diffonderla tra coloro che non la conoscono;
…la libertà di compiere, individualmente o collettivamente, in privato o in pubblico, atti di culto, così come di disporre dei necessari templi ed altri luoghi sacri;
…la libertà dei genitori di educare i figli secondo le convinzioni religiose che ispirano le proprie vite, così come la possibilità di far frequentare le scuole ed altri mezzi di formazione - catechesi, ecc. - che li assicurino la desiderata educazione religiosa;
…la libertà dei credenti di godere di assistenza religiosa dovunque si trovino, in particolare nei luoghi di assistenza medica (ospedali, cliniche), ed in altre istituzioni ufficiali (caserme, carceri, ecc.);
…la libertà di non essere obbligati a compiere atti contrari alla propria fede, così come quella di non soffrire a causa della fede religiosa limitazioni di diritti o discriminazioni nei diversi aspetti della vita (studio, lavoro, carriera professionale, partecipazione in responsabilità civiche o sociali, ecc.);
…la libertà di poter scegliere il proprio stato, anche quello sacerdotale e religioso; il diritto al matrimonio e al conseguimento dei suoi fini.
Sul piano comunitario, altresì la libertà religiosa comprende…
…la libertà – per la Chiesa come tale e per le altre legittime confessioni religiose che ne abbiano bisogno - di tenere una propria gerarchia interna – a livello anche internazionale e universale - così come i relativi ministri liberamente eletti per questa stessa gerarchia, secondo le proprie norme costituzionali;
…la libertà dei Vescovi – nel caso della Chiesa Cattolica – e di altri superiori ecclesiastici di esercitare liberamente il proprio ministero in tutte le loro varie dimensioni istituzionali, e di comunicare con la Santa Sede, tra di loro e con i propri fedeli;
…la libertà di tenere centri di formazione religiosa e di studi ecclesiastici, nei quali possano essere liberamente accolti e formati i candidati al sacerdozio o ad altri ministeri;
…la libertà di ricevere e pubblicare libri a carattere religioso – teologico, liturgico, ascetico, ecc. – e di usarli secondo le proprie necessità;
…la libertà di annunciare e comunicare l’insegnamento della fede e della morale cattolica, anche in materia sociale, dentro e fuori dei luoghi di culto: con la predicazione e anche con l’uso dei mezzi di comunicazione sociale (stampa, radio, televisione, ecc.);
…la libertà di realizzare attività educative, di beneficenza e di assistenza, che permettano di mettere in pratica – anche in modo istituzionale – i precetti religiosi e la carità cristiana, specialmente con i fratelli più bisognosi.

Alla luce di queste considerazioni, ci possiamo facilmente rendere conto di come i casi di violazione della libertà religiosa nel mondo sono ancora tanti e diffusi… e passano per lo più sotto il silenzio più ostinato di organi di informazione e organizzazioni internazionali. Violazioni che non si fermano soltanto all'impossibilità di professare ed esprimere un credo religioso, ma che vanno ben oltre e al di là…
E ci ritorna alla mente il caso della Turchia, paese dove sulla carta la libertà religiosa è un principio fondante, ma dove il clima anticristiano imperante su tutto il territorio ha portato all'uccisione il 5 febbraio 2006 di Don Andrea Santoro, nei confronti del quale tuttora continua un'opera di denigrazione dei giornali turchi, della destra nazionalista e di quella islamica.
E pensiamo alla repressione dei monaci buddhisti in Myanmar (ex Birmania) saltati alla ribalta delle cronache per troppi pochi giorni nelle nostre radio e nelle nostre televisioni… la loro lotta non violenta per il riconoscimento di maggiori libertà e democrazia e la repressione del durissimo regime militare al potere continua ancora in questi giorni… ma il mondo sembra aver già dimenticato tutto!

Domenica abbiamo ascoltato con grande partecipazione Mons. Celli che ci ha raccontato di ciò che è accaduto e sta tuttora accadendo nella Repubblica Popolare Cinese.
La Cina… un paese dove esistono due comunità cattoliche, la comunità "ufficiale", controllata dal governo, e la comunità clandestina, fedele al Papa. In realtà in Cina di comunità ufficiali controllate dal governo per mezzo di un organismo denominato "Associazione Patriottica" ce ne sono una per ogni religione… ma l'attenzione degli organi di potere è concentrata con particolare forza e vigore sulla Chiesa Cattolica, più pericolosa di altre fedi perché guidata da un "potere straniero": il Papa.
Tutto questo ha provocato nel corso dei decenni due grandi persecuzioni, negli anni '50 e nel decennio '66-'76, che ha visto molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici di fede cattolica rinchiusi nelle prigioni, sottoposti a lavori forzati… privati delle proprie libertà.
E Mons. Celli ci invita a riflettere…
Quanto costa a ciascuno di noi essere fedeli a Cristo?
…questo interrogativo diventa un pugno nei nostri stomaci nell'ascoltare le testimonianze che Mons. Celli racconta…
C'è commozione nelle sue parole e sul suo volto quando descrive la felicità di un Vescovo cinese che, finalmente "in libertà" dopo trent'anni di carcere, riceve da un missionario belga una stola scelta personalmente per lui dal "Pescatore"… un segno di profonda gratitudine e comunione che il Santo Padre, Giovanni Paolo II, ha voluto donare a chi ha fatto della propria vita una testimonianza di fede e di fedeltà.
C'è commozione nel ricordo del pianto di un Vescovo cinese in visita "controllata" a Roma, che tra le lacrime consegna nelle sue mani un messaggio di amore e fedeltà per il Papa... un messaggio al contempo carico di dolore per l’impossibilità di avere un incontro con lui...
Cos’è la Chiesa in Cina?
Un uccello meraviglioso in gabbia… per liberare il quale si continua a lavorare… fiduciosi e oggi più che mai con maggiori speranze per il futuro…
E affinché le maglie di quella gabbia diventino sempre più grandi fino a scomparire, Mons. Celli ci invita a rivolgere le nostre preghiere al Signore… con un pensiero alla comunità cattolica cinese che ha pagato e sta pagando tutti i giorni per la propria Fede.
E risuona con più forza dentro di noi quell'interrogativo...
Quanto costa a ciascuno di noi essere fedeli a Cristo?
 

Maria Cristina R.



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