Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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"Missionari: per tutti gli uomini, per tutto l'uomo... là dove la vita è un bene di consumo"
Riflessioni sull'incontro del 9 dicembre 2007.

Domenica 9 dicembre 2007 si è svolto un incontro promosso dal laboratorio missionario parrocchiale "Oltre l'orizzonte", aperto a tutta la comunità parrocchiale, sulla possibilità di prevenzione, aiuto e integrazione sociale delle donne provenienti da sfruttamento sessuale a scopo di lucro e da gravi situazioni di disagio.
Il titolo: "...là dove la vita è un bene di consumo".
La testimonianza di Rita Giarretta, Suora Orsolina del S. Cuore di Maria fondatrice del centro di accoglienza e protezione sociale "Casa Rut" di Caserta. Ufficiale della Repubblica dall'8 marzo 2007, condivide con la scrittrice Dacia Maraini riflessioni culturali ed un impegno a favore delle donne. Nel 2003 ha incoraggiato la nascita di una cooperativa sociale "Newhope" totalmente costituita da donne immigrate provenienti da situazioni di grave sfruttamento.
 

Se la vedi...

 

Se la vedi non diresti che dietro la sua figura esile e gli abiti feriali ci sia uno spirito combattivo, un occhio critico, una mano esperta che ti prende e ti fa girare per guardare chi sa afferrarti con tanta forza da sorprenderti e costringerti a fissarla.
Parlo di suor Rita Giaretta, la piccola suora orsolina che ieri sera, su invito del Laboratorio Missionario Parrocchiale "Oltre l'orizzonte" ha portato la sua testimonianza in fatto di prevenzione e aiuto alle giovani donne,spesso appena adolescenti, provenienti dalla drammatica esperienza dello sfruttamento sessuale, "della tratta", per dirla in gergo!
Donne trafficate, le chiamano i sociologi. Giovani vite agganciate con la promessa di un futuro migliore in Italia, in Francia, in Spagna, in Germania. E loro, dal profondo della miseria culturale e sociale in cui sono cresciute in Nigeria, in Moldavia, in Albania o nel Kossovo, partono, affrontano il mare in tempesta, su un gommone, di notte, di giorno, adolescenti o donne già fatte, incinte o meno, sposate o meno. E non sanno che se sopravvivranno a quel tremendo mare, ce ne sarà un altro peggiore, di "mare", ad aspettarle.
Il mare della prostituzione coatta, la cui rete è vasta come l'Europa bene alla quale sono destinate come merce da commerciare, da vendere, da sfruttare appunto. Una rete dalle maglie d'acciaio che ti strozzano con i loro ricatti, ritorsioni, minacce, tabù religiosi e culturali, appena tenti di capire, di emanciparti, di ribellarti, di uscire da quel mare.
Suor Rita ci parla di queste vite vendute e ricomprate, sopravvissute e distrutte ma anche di tante vite uscite coraggiosamente fuori da quella rete per la fenditura tracciata da tante mani forti come quelle di suor Rita che hanno aperto Centri di Accoglienza, aiuto, prevenzione, protezione, integrazione sociale per queste donne. Associazioni, Enti, Volontari che si affiancano a quel poco di legislazione che definisce la prostituzione coatta un reato, che punisce lo sfruttamento e lo sfruttatore, che tutela le vittime di tale sfruttamento e offrono a queste un'alternativa.
Quante sono le ragazze che hai aiutato suor Rita? Qualcuno in sala domanda… Quali sono i Paesi maggiormente coinvolti? Che si può fare per queste persone?
Ma i clienti?
…Dopo il traffico di droga e di armi, quello della prostituzione è il terzo traffico a maggior reddito!
La società non funziona… capite?
Sì che capiamo, eccome. Ma che possiamo fare? Piccoli Davide davanti a un Golia troppo gigante!
Veramente siete convinti che sia una guerra perduta? Chiede suor Rita. Ci incalza, non ci lascia cadere nella frustrazione che ci prende di fronte a un problema giudicato irrisolvibile, frutto di un sistema nel quale noi non siamo che un piccolo, che dico, un minutissimo, invisibile, punto!
Ricordate il film in bianco e nero di Charlie Chaplin? Quando lui finisce nel grande ingranaggio, questo si blocca! L'immensa macchina si ferma, s'inceppa, si rompe, alla fine si butta. Nel sistema d'acciaio si era infilata una persona, il piccolo Charlie col suo bastone sgangherato e il cappellino a bombetta. Capite?
La persona! È questo il soggetto che fa andare in tilt il sistema… tu, io, tizio e caio, uno e centomila. Qualcuno. Basta qualcuno che continua a rimanere persona, pensante, amante, volente… e il sistema s'inceppa, s'incastra e, prima o poi, si rompe.
Quante donne hai aiutato suor Rita? Ritorna la domanda… la tentazione: quantificare, guardare alla riuscita in cifre. I volti no, quelli non servono alla quantificazione.
Fosse anche una sola, ne sarebbe valsa la pena! La risposta è breve, un po' affilata, come una lama che taglia ma resa più dolce dal mite sorriso di suor Rita che capisce. E anche noi cominciamo a capire…

Lucia A.

Per approfondimenti:

 "Non più schiave.
 Casa Rut, il coraggio di una Comunità"

 di Rita Giarretta
 Intoduzione di Dacia Maraini.

 Edizioni Marlin, 2007. Euro 12.00



Vedi i prossimi incontri del laboratorio missionario parrocchiale

 


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