Parrocchia di Sant'Ippolito - Roma
   

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DIO MIO E DI TUTTI
Visita pastorale a Sant'Ippolito del Cardinal Vicario Mons. Agostino Vallini
Domenica 4 ottobre 2009
 

E' finalmente arrivato questo 4 ottobre… nel giorno in cui la nostra Comunità ricorda la solenne dedicazione della nostra chiesa a Sant'Ippolito Martire, noi tutti festeggiamo un compleanno... il nostro compleanno. Settantacinque anni fa nasceva la nostra Comunità… era il 1934.
Ed in questa domenica, che ha dato inizio ai lunghi festeggiamenti che continueranno nel corso di tutto questo anno, la nostra Comunità simbolicamente ha voluto invitare tutta la Comunità cristiana della città di Roma invitando il suo rappresentante, il Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma.
Una festa a lungo attesa, alla cui preparazione hanno contribuito tantissime persone, compresi i più piccoli, i nostri Ippolotti. Del resto, come dice il Parroco Don Mauro, pare che se non sudiamo non ci divertiamo.
Sistemare e pulire il salone, le stanze del catechismo e la chiesa è stato un po' come sfogliare i ricordi che ogni ambiente porta con sé… dove abbiamo fatto catechismo, preparato i fiori per il matrimonio degli amici, dove abbiamo pregato e fatto eucarestia insi
eme e dove abbiamo giocato a pallone o ballato per capodanno… gli stessi luoghi dove, in questi settantacinque anni, tante persone prima di noi hanno si sono succedute.
Per questo abbiamo allestito una mostra che si sviluppa e coinvolge tutti gli ambienti della parrocchia, per ripercorre insieme la storia della nostra comunità volto per volto, anno dopo anno, mattone su mattone.
Con queste immagini ed il simbolo del mattone, nella loro semplicità, abbiamo accolto il Cardinale. Far vedere le foto della propria famiglia è un gesto importante, significa accogliere qualcuno nella propria intimità… e i mattoni, quelli di Sant'Ippolito come quelli del Colosseo, ci ricordano che apparteniamo alla chiesa di Roma come pietre vive di un edificio spirituale fondato su Cristo, testata d'angolo; ma sono anche l'invito e l'impegno a costruirla insieme.
E' questo lo spirito con cui è venuto a trovarci Don Agostino - vogliamo chiamarlo affettuosamente così, colpiti dalla sua semplicità e disponibilità al confronto. Ci ha chiesto consigli per questa nostra Chiesa di Roma che lui è stato chiamato a guidare. Ci ha chiesto cosa noi tutti possiamo fare nel quartiere e nelle realtà della nostra vita quotidiana per annunciare il Vangelo… ma ha anche voluto lasciarci dei suggerimenti "per continuare a costruire la casa".
L'invito a considerare la parrocchia come "famiglia di famiglie" risponde alle esigenze, emerse nel dibattito, di chi nella nostra comunità si sforza per costruire spazi di comunione, anche per i migranti di altre fedi, di chi vuole aiutare i genitori nel loro progetto educativo, di chi pensa che l'amore vicendevole tra i cristiani sia l'unico modo per affascinare le persone che vivono accanto a noi. Tante le sensibilità, le idee, i progetti concreti che devono sempre partire da questo punto di vista: "che non siamo chiamati a raccogliere ma a seminare", senza stancarsi, servendoci delle tante lingue – come ricordava un nostro capo scout – che lo Spirito Santo ci ha dato.

Poi il Cardinale ha celebrato la Santa Messa, insieme al nostro presbiterio, a don Enrico e a tanti altri sacerdoti e frati cappuccini che si sono avvicendati nel servizio alla nostra comunità, senza dimenticare le suore Sacramentine di Bergamo.
Ero in fondo alla chiesa durante l'Eucarestia… dal fondo non si riesce a vedere molto, però stare lì mi ha dato la prospettiva giusta per assaporare lo spirito di questa giornata, pensata non "per fare bella figura" bensì per rendere grazie a Dio per il dono della nostra Parrocchia, che, come ci ricordava Don Agostino, è stata negli anni un punto di riferimento per migliaia e migliaia di persone nel quartiere.
Dal fondo della chiesa ho respirato un clima di festa e di preghiera. Soltanto in lontananza vedevo le braccia dei bambini alzarsi verso il cielo nel cantare "Alleluia, annunceremo che tu…"… ma era come se io, grande e grosso, fossi lì in mezzo a loro. Le loro voci durante i canti a condurre e coinvolgere tutti noi, come un unico coro dentro la nostra grande chiesa.
Dal fondo della chiesa ho sentito le parole del Cardinale prima della benedizione: "Nessuno si deve sentire escluso…". Una frase che ritorna anche in una delle canzoni che accompagna il video di presentazione della nostra Comunità: "La storia siamo noi"… e allora i ringraziamenti erano anche per tutti gli altri perché, come la pagine di un libro, insieme abbiamo scritto questa storia.

Dal fondo della chiesa, in un angolo dietro una delle colonne, riuscivo a leggere solo un pezzo della frase di San Francesco posta da sempre sopra la nostra altare: "ET OMNIA"... due parole che oggi possiamo tradurre in "Dio mio e di tutti". La guardavo, la ammiravo… Dio vuole proprio tutti, nessuno di noi per Lui è scontato, perché come un Padre è felice di avere tutti i figli attorno a se… in fondo, per ringraziarci.

Per noi tutti questo 4 ottobre era una giornata davvero speciale... giorno della ricorrenza della dedicazione della nostra Chiesa a Sant'Ippolito e inizio dei festeggiamenti di questo nostro Giubileo.
Per quest'occasione abbiamo voluto invitare, scrivendo loro una lettera, una e-mail, telefonando o incontrando di persona, tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose, che hanno accompagnato nel corso di questi lunghi anni il cammino della nostra Comunità.
Dalla fraternità dei Padri Cappuccini: Padre Ferruccio, Padre Bruno, Padre Silvio, Padre Domenico, Padre Pier Aldo, Padre Casimiro, Padre Ermenegildo, Padre Massimo e Padre Mario Durando (Padre Provinciale dei Cappuccini)... a Padre Blas Sierra, sacerdote agostiniano collaboratore nella nostra comunità per 14 anni. Dal Clero diocesano: Don Remo, Don Renzo, Don Maurizio, Don Guido, Padre Franco, Don Manuel, Don Alberto, Don Cristian... al Diacono Don Peo Blasi. Dai nostri parrocchiani diventati sacerdoti: Don Massimo, Don Romano, Don Paolo e Don Fabio... alla Comunità delle Suore Sacramentine di Bergamo: Suor Albarosa, Suor Aldina, Suor Maria Concetta Narcisi, Suor Luigia, Suor Pier Erminia, Suor Beatrice, Suor Albertina , Suor Ottavia, Suor Bianca Maria, Suor Amelia, Suor Gabriella, Suor Carmelina, Suor Lauretta, Suor Maria Adele, Suor Elisanna, Suor Vittoria, Suor Venanzia, Suor Serena, Suor Sofia, Suor Giuseppina, Suor Eliana, Suor Maria Speranza Loppi (nostra parrocchiana diventata suora), Suor Flaviana, Suor Alma, Suor Lucina, Suor Maria Carla, Suor Dorotea, Suor Concetta Morosini, Suor Teresina.
Sono riusciti ad essere presenti con noi (nella foto insieme al nostro Presbiterio e al Cardinal Vicario): Padre Domenico, Padre Mario, Don Renzo, Don Manuel, Don Paolo, Don Cristian e Don Peo... e, tra le suore Sacramentine di Bergamo: Suor Serena, Suor Elisanna, Suor Amelia, Suor Vittoria, Suor Carla (Madre Provinciale delle Sacramentine).
Tanti dei sacerdoti e delle sorelle che purtroppo, o per impegni pastorali o per motivi di salute, non sono potuti essere presenti a questa nostra festa ci hanno scritto o contattato, inviandoci un pensiero, una preghiera, un fraterno saluto. Fra tutti, ci piace riportarne due...
Una bella ed intensa lettera di Padre Blas Sierra, Sacerdote Agostiniano che è stato collaboratore della nostra Parrocchia per 14 anni dal 1974 al 1998 e che ora vive a Valladolid, in Spagna. "...la chiesa di S. Hipólito, la cappella prima di Via Teodorico e poi della Stazione Tiburtina, ma soprattutto i fedeli credenti della Parrocchia S. Hipólito - che formano la vera chiesa di pietre vive - sono certamente una parte importante della mia vita come frate agostiniano e come sacerdote... mai potrò dimenticarmi di tutti quelli anni. Ogni giorno continuo a pregare per tutti quelli che ho incontrato nel mio cammino come sacerdote, e a chiedere perdono a Dio se non sempre sono stato un degno messaggero...".
Ed infine, Padre Casimiro... i confratelli che vivono con lui nel convento tra le montagne del Trentino ci hanno riferito che nel ricevere e nell'ascoltare la lettura della lettera con il nostro invito ha avuto attimi di immensa commozione e gioia... il suo primo istinto è stato quello di decidere di partire per essere presente qui con noi. La sua veneranda età e le sue condizioni di salute non glielo hanno permesso, ma fino all'ultimo la tenacia che lo ha sempre accompagnato e che noi tutti abbiamo conosciuto lo voleva con noi in questa grande festa.
Padre Casimiro, pur non essendo stato fisicamente con noi durante la bella Celebrazione Eucaristica, era spiritualmente intorno a quell'altare... ha pregato per noi tutti, lodando e ringraziando con noi il Signore per la grazia ricevuta in questi lunghi anni.
E con Padre Casimiro erano presenti con noi tutti i sacerdoti, i frati e le suore che hanno guidato in questi 75 anni la nostra Comunità parrocchiale. Intorno all'altare dove domenica Gesù è venuto in mezzo a noi... c'erano proprio tutti... mattone su mattone.
 


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