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"LE NAZIONI CAMMINERANNO
ALLA SUA LUCE"
(Ap. 21,24)
Messaggio di S.S. Benedetto
XVI per l'83ª Giornata Missionaria Mondiale
Domenica 18 ottobre 2009
In
questa domenica, dedicata alle missioni, mi rivolgo
innanzitutto a voi, Fratelli nel ministero episcopale e
sacerdotale, e poi anche a voi, fratelli e sorelle
dell'intero Popolo di Dio, per esortare ciascuno a ravvivare
in sé la consapevolezza del mandato missionario di Cristo di
fare "discepoli tutti i popoli" (Mt 28, 19), sulle
orme di san Paolo, l'Apostolo delle Genti.
"Le nazioni cammineranno alla sua luce" (Ap 21, 24).
Scopo della missione della Chiesa infatti è di illuminare
con la luce del Vangelo tutti i popoli nel loro cammino
storico verso Dio, perché in Lui abbiano la loro piena
realizzazione ed il loro compimento. Dobbiamo sentire
l'ansia e la passione di illuminare tutti i popoli, con la
luce di Cristo, che risplende sul volto della Chiesa, perché
tutti si raccolgano nell'unica famiglia umana, sotto la
paternità amorevole di Dio.
E' in questa prospettiva che i discepoli di Cristo sparsi in
tutto il mondo operano, si affaticano, gemono sotto il peso
delle sofferenze e donano la vita. Riaffermo con forza
quanto più volte è stato detto dai miei venerati
Predecessori: la Chiesa non agisce per estendere il suo
potere o affermare il suo dominio, ma per portare a tutti
Cristo, salvezza del mondo. Noi non chiediamo altro che di
metterci al servizio dell'umanità, specialmente di quella
più sofferente ed emarginata, perché crediamo che "l'impegno
di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo… è
senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità
cristiana, ma anche a tutta l'umanità" (Evangelii
nuntiandi, 1), che "conosce stupende conquiste, ma
sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della
stessa esistenza" (Redemptoris missio, 2).
1. Tutti i Popoli chiamati alla salvezza
L'umanità intera, in verità, ha la vocazione radicale di
ritornare alla sua sorgente, che è Dio, nel Quale solo
troverà il suo compimento finale mediante la restaurazione
di tutte le cose in Cristo. La dispersione, la molteplicità,
il conflitto, l'inimicizia saranno rappacificate e
riconciliate mediante il sangue della Croce, e ricondotte
all'unità.
L'inizio nuovo è già cominciato con la risurrezione e
l'esaltazione di Cristo, che attrae tutte le cose a sé, le
rinnova, le rende partecipi dell'eterna gioia di Dio. Il
futuro della nuova creazione brilla già nel nostro mondo ed
accende, anche se tra contraddizioni e sofferenze, la
speranza di vita nuova. La missione della Chiesa è quella di
"contagiare" di speranza tutti i popoli. Per questo Cristo
chiama, giustifica, santifica e invia i suoi discepoli ad
annunciare il Regno di Dio, perché tutte le nazioni
diventino Popolo di Dio. E' solo in tale missione che si
comprende ed autentica il vero cammino storico dell'umanità.
La missione universale deve divenire una costante
fondamentale della vita della Chiesa. Annunciare il
Vangelo deve essere per noi, come già per l'apostolo Paolo,
impegno impreteribile e primario.
2. Chiesa Pellegrina
La Chiesa universale, senza confini e senza frontiere, si
sente responsabile dell'annuncio del Vangelo di fronte ai
popoli interi (cfr. Evangelii nuntiandi, 53). Essa,
germe di speranza per vocazione, deve continuare il servizio
di Cristo al mondo. La sua missione e il suo servizio non
sono a misura dei bisogni materiali o anche spirituali che
si esauriscono nel quadro dell'esistenza temporale, ma di
una salvezza trascendente, che si attua nel Regno di Dio
(cfr. Evangelii nuntiandi, 27). Questo Regno, pure
essendo nella sua completezza escatologico e non di questo
mondo (cfr. Gv 18,36), è anche in questo mondo e
nella sua storia forza di giustizia, di pace, di verità
libera e di rispetto della dignità di ogni uomo. La Chiesa
mira a trasformare il mondo con la proclamazione del Vangelo
dell'amore, "che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e
ci dà il coraggio di vivere e di agire e… in questo modo di
far entrare la luce di Dio nel mondo" (Deus caritas est,
39). E' a questa missione e servizio che, anche con
questo Messaggio, chiamo a partecipare tutti i membri e le
istituzioni della Chiesa.
3. Missio ad gentes
La missione della Chiesa, perciò, è quella di chiamare tutti
i popoli alla salvezza operata da Dio tramite il Figlio suo
incarnato. E' necessario pertanto rinnovare l'impegno di
annunciare il Vangelo, che è fermento di libertà e di
progresso, di fraternità, di unità e di pace (cfr. Ad
gentes, 8). Voglio "nuovamente confermare che il mandato
d'evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione
essenziale della Chiesa" (Evangelii nuntiandi, 14),
compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della
società attuale rendono ancor più urgenti. E' in questione
la salvezza eterna delle persone, il fine e compimento
stesso della storia umana e dell'universo. Animati e
ispirati dall'Apostolo delle genti, dobbiamo essere
coscienti che Dio ha un popolo numeroso in tutte le città
percorse anche dagli apostoli di oggi (cfr. At 18,10).
Infatti "la promessa è per tutti quelli che sono lontani,
quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro" (At 2,39).
La Chiesa intera deve impegnarsi nella missio ad gentes,
fino a che la sovranità salvifica di Cristo non sia
pienamente realizzata: "Al presente non vediamo ancora che
ogni cosa sia a Lui sottomessa" (Eb 2,8).
4. Chiamati ad evangelizzare anche mediante il
martirio
In questa Giornata dedicata alle missioni, ricordo nella
preghiera coloro che della loro vita hanno fatto
un'esclusiva consacrazione al lavoro di evangelizzazione.
Una menzione particolare è per quelle Chiese locali, e per
quei missionari e missionarie che si trovano a testimoniare
e a diffondere il Regno di Dio in situazioni di
persecuzione, con forme di oppressione che vanno dalla
discriminazione sociale fino al carcere, alla tortura e alla
morte. Non sono pochi quelli che attualmente sono messi a
morte a causa del suo "Nome". E' ancora di tremenda
attualità quanto scriveva il mio venerato Predecessore, Papa
Giovanni Paolo II: "La memoria giubilare ci ha aperto uno
scenario sorprendente, mostrandoci il nostro tempo
particolarmente ricco di testimoni che, in un modo o
nell'altro, hanno saputo vivere il Vangelo in situazioni di
ostilità e persecuzione, spesso fino a dare la prova suprema
del sangue" (Novo millennio ineunte, 41).
La partecipazione alla missione di Cristo, infatti,
contrassegna anche il vivere degli annunciatori del Vangelo,
cui è riservato lo stesso destino del loro Maestro.
"Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è
più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me,
perseguiteranno anche voi" (Gv 15,20). La Chiesa si
pone sulla stessa via e subisce la stessa sorte di Cristo,
perché non agisce in base ad una logica umana o contando
sulle ragioni della forza, ma seguendo la via della Croce e
facendosi, in obbedienza filiale al Padre, testimone e
compagna di viaggio di questa umanità.
Alle Chiese antiche come a quelle di recente fondazione
ricordo che sono poste dal Signore come sale della terra e
luce del mondo, chiamate a diffondere Cristo, Luce delle
genti, fino agli estremi confini della terra. La missio
ad gentes deve costituire la priorità dei loro piani
pastorali.
Alle Pontificie Opere Missionarie va il mio ringraziamento e
incoraggiamento per l'indispensabile lavoro che assicurano
di animazione, formazione missionaria e aiuto economico alle
giovani Chiese. Attraverso queste Istituzioni pontificie si
realizza in maniera mirabile la comunione tra le Chiese, con
lo scambio di doni, nella sollecitudine vicendevole e nella
comune progettualità missionaria.
5. Conclusione
La spinta missionaria è sempre stata segno di vitalità delle
nostre Chiese (cfr. Redemptoris missio, 2). E'
necessario, tuttavia, riaffermare che l'evangelizzazione è
opera dello Spirito e che prima ancora di essere azione è
testimonianza e irradiazione della luce di Cristo (cfr.
Redemptoris missio, 26) da parte della Chiesa locale, la
quale invia i suoi missionari e missionarie per spingersi
oltre le sue frontiere. Chiedo perciò a tutti i cattolici di
pregare lo Spirito Santo perché accresca nella Chiesa la
passione per la missione di diffondere il Regno di Dio e di
sostenere i missionari, le missionarie e le comunità
cristiane impegnate in prima linea in questa missione,
talvolta in ambienti ostili di persecuzione.
Invito, allo stesso tempo, tutti a dare un segno credibile
di comunione tra le Chiese, con un aiuto economico,
specialmente nella fase di crisi che sta attraversando
l'umanità, per mettere le giovani Chiese locali in
condizione di illuminare le genti con il Vangelo della
carità.
Ci guidi nella nostra azione missionaria la Vergine Maria,
stella della Nuova Evangelizzazione, che ha dato al mondo il
Cristo, posto come luce delle genti, perché porti la
salvezza "sino all'estremità della terra" (At 13,47).
A tutti la mia Benedizione.
Benedetto XVI
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