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"Missionari: per tutti gli uomini, per tutto
l'uomo... là dove l'infanzia è un sogno"
Riflessioni sull'incontro del 11 maggio 2008.
L'istruzione
è uno dei punti fondamentali che attraversa le nostre vite.
Non sempre, però, ci fermiamo a pensare alla sua reale
importanza e alle prospettive che apre il poter usufruire di
questo "insieme di mezzi" che ci permettono di sopravvivere
al mondo.
La sua mancanza, infatti, diventa un fattore limitante per
lo sviluppo di tutte le potenzialità presenti in un bambino.
Lo slogan "+ istruzione = - povertà" vuole proprio mettere
in luce che, con molta probabilità, un bambino non istruito
sarà un adulto povero in quanto non ha acquisito le
conoscenze necessarie alla partecipazione attiva sia sociale
che economica del suo paese.
Punto interessante della serata è stato fare una panoramica
e un confronto, per quanto possibile, sulla diversa
percezione e tutela dell'istruzione in Italia e nei luoghi
di Missione che la nostra Parrocchia ha visitato e dove
partecipa attivamente: Brasile e Mozambico.
Lo Stato italiano
tutela giuridicamente il diritto all'istruzione e fornisce
strutture e materiali idonei.
Grazie alle testimonianze, abbiamo visto un po' più da
vicino le reali situazioni in Brasile e in Mozambico.
Lo Stato brasiliano tutela questo diritto anche se non senza
difficoltà, dipendenti sia dalla geografia delle varie
regioni, che favoriscono o meno lo sviluppo del luogo, sia
dalle problematiche sociali, come per esempio le condizioni
dei favelantes.
Questo, purtroppo, non avviene in Mozambico dove,
probabilmente, non c'è ancora la consapevolezza del diritto
all'istruzione e lo Stato non ha ancora compiuto i passi
necessari a istituire una corretta scolarizzazione.

La testimonianza del Dott. Luca Cristaldi, responsabile
dell'Attività Italia del VIS (Volontariato Internazionale
per lo Sviluppo), ci ha permesso di riflettere su quante
possono essere le cause che portano alla povertà e sulla
possibilità di "semplificare la complessità" e perciò di
vedere la risoluzione di questo
problema come un traguardo realmente raggiungibile.
Durante il dibattito è emersa la necessità di incoraggiare e
valorizzare la partecipazione attiva degli individui nel
cammino verso l'alfabetizzazione come mezzo di lotta alla
povertà.
Questo, ovviamente, non deve coincidere con l'esportazione
del nostro "modello" o della nostra "cultura", ma con il
rispetto della storia e del vissuto di popolazioni diverse
da noi, con la mente sempre rivolta alla dignità e
l'identità di ogni essere umano.
Non sono mancati riferimenti a quella che è la missione di
tutti noi nella vita quotidiana, nella nostra città. E' di
fondamentale importanza capire quanto con ogni nostro
piccolo gesto si possa contribuire alla diminuzione della
povertà, senza dover necessariamente compiere grandi opere o
grandi sacrifici, cercando di dare l'esempio a chi ci
circonda.
Antonella e Serena
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